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giovedì 24 maggio 2012
     

Tagliare lo stipendio integrativo agli insegnanti madrelingua dell’Università, un atto gravissimo

11/05/2010 10.12.28

Tema: ATTUALITA

Argomento:

Visto: 94 volte

Arezzo - Dichiarazione del capogruppo in Consiglio Provinciale di Sinistra e Libertà Landucci

La decisione di tagliare lo stipendio integrativo agli insegnanti madrelingua dell’Università di Siena è un atto gravissimo: in primo luogo perché è stata una decisione unilaterale presa dal Rettore, dal Direttore Amministrativo e dal Senato Accademico , senza nessun tentativo di contrattazione sindacale, in secondo luogo perché con questa decisione arbitraria si lede il rispetto dei lavoratori e delle lavoratrici e si mina (ancor di più ) il nostro futuro che necessariamente dipende anche della cultura, dalla formazione dall’istruzione che diamo alle nuove generazioni.

Ma queste sono conseguenze normali in una società in cui l’unico valore di riferimento è il profitto: vale quello che dà profitto - meglio se tanto e subito -; ma con il “metro profitto” non possiamo misurare tutto, sicuramente non possiamo misurare la dignità dell’essere umano e la dignità del lavoro, elemento fondante della nostra società, la cui svalorizzazione si manifesta drammaticamente con la disoccupazione di massa, con i salari miseri, con il precariato e con le vergognose condizioni di lavoro responsabili delle morti bianche.

Oggi, in Italia, in Europa, nel mondo tocchiamo con mano le promesse infrante, non mantenute della globalizzazione, del neo capitalismo, del liberismo sfrenato:

al posto del benessere dell’umanità ci siamo ritrovati il benessere a misura di mercato;

al posto del governo dello stato democratico ci ritroviamo sudditi delle multinazionali economiche;

al posto di un’equa distribuzione non dico del reddito ma dei beni essenziali e primari dell’umanità (cibo, acqua, aria pulita, farmaci) l’esclusione di intere parti del pianeta.

E allora noi siamo convinti che tale logica è una logica perversa e dannosa; noi siamo convinti che il capitalismo vada regolato, governato, noi siamo convinti che il progresso e il benessere di una collettività non si misuri solo con il PIL.

Precarietà e svalorizzazione del lavoro, aumento delle diseguaglianze, disastri ambientali, guerre, terrorismo, corsa al riarmo, esclusione di intere parti del pianeta dai beni primari ed essenziali dell’umanità (acqua, cibo, farmaci, aria non inquinata) sono le principali conseguenze del modo attuale di produrre e accumulare ricchezza.

La situazione in cui si sono trovati i CEL è una situazione inaccettabile che potrebbe avere conseguenze gravissime per i nostri studenti e per i lavoratori CEL insegnanti pluri qualificati.

Attraverso il consiglio provinciale e attraverso la commissione cultura cercheremo di percorrere tutte le strade possibili per evitare tali gravi conseguenze.

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