Resoconto Consiglio Comunale tifernate del 17 maggio

18/05/2010 15.25.41
Tema: COMUNICAZIONI AMMINISTRATIVE
Argomento:
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Citta di Castello - In apertura un minuti si silenzio per le vittime militari in Afhanistan
In apertura dei lavori il presidente del Consiglio comunale di Città di Castello Luca Secondi ha ricordato le vittime militari in Afghanistan, proponendo all’assise un minuto di silenzio. Nella stessa circostanza Secondi ha anche formulato le condoglianze all’assessore Arcangelo Milano per il grave lutto che lo ha colpito.
Nelle comunicazioni Mauro Alcherigi, capogruppo Prc, ha sottolineato come “qualche giorno fa una dipendente della Asl della Campania si è suicidata perché il datore di lavoro non le pagava lo stipendio. Questo consiglio non le ha riservato nessuna attenzione, anche se le morti connesse a motivi simili in Italia sono state 342. Dobbiamo avere la stessa attenzione che abbiamo dimostrato a chi muore per una scelta personale, andare in missione di guerra, con retribuzioni economiche importante. Oggi un esponente del governo ha detto che sono morti per caso. In guerra non si muore per caso, si muore perché si è in guerra”.
“Dobbiamo onorare chi muore per rivendicare i propri diritti” ha detto Andrea Lignani Marchesani, capogruppo Castello Libera “È vero che in guerra capitano queste cose ma non dobbiamo dimenticare che apparteniamo ad uno stato nazionale, che celebra i 150 anni dalla sua unità, partecipando ad organismi internazionali finalizzati ad un ordinamento che garantisca la pace e la giustizia tra i popoli, oltre che i propri interessi strategici. L’episodio mi ricorda le parole di Pierpaolo Pasolini, quando, commentando i fatti di Valle Giulia che videro per la prima volta gli studenti reagire davanti alle forze dell’ordine, ricordava come gli ultimi fossero figli delle classi meno agiate e gli studenti figli della borghesia”.
LAVORI AL CENTRO LE GRAZIE
“L’atrio del Centro le Grazie, l’ampio porticato e l’accesso al piazzale, oltre ad essere di grande interesse architettonico” ha risposto l’assessore al Patrimonio Andreina Ciubini “sono punti di intensa frequentazione sia da parte della popolazione residente sia perché ospitano gli Uffici comunali e molte sedi di associazioni. Stante questo aspetto, l’Amministrazione ha intenzione di raccogliere la proposta e di eseguire l’intervento sotto controllo diretto dall’Ufficio tecnico. Per quanto riguarda i punti luce sono stati siste-mati dai tecnici proprio in questi giorni. Bartolini si è dichiarato soddisfatto.
SICUREZZA SULL’APECCHIESE
In un’interrogazione il consigliere Luigi Bartolini (Ps) ha posto il problema del degrado presso il Centro le Grazie sottolineando come “sia urgente un intervento di ripristino in tutto il complesso, cui la società rionale si è detta disponibile, lasciando all’Amministrazione i soli costi dei materiali necessari ai lavori” Deprecando gli atti vandalici di cui è stato fatto oggetto, Bartolini ha concluso “È opportuno intervenire soprattutto perché si tratta di un punto ad alto valore storico e artistico per la città, che rappresenta un punto importante per la comunità ed i ragazzi della zona”.
“La statale apecchiese nei mesi estivi è meta di un intenso traffico diretto verso le località della costa adriatica e nello stesso periodo si registra specialmente nel fine settimana la presenza di motociclisti che, comportandosi non conforme al codice della strada e alla sicurezza, rendono il percorso a rischio. L’amministrazione che cosa ha intenzione di fare?”: questa la domanda posta in un’interpellanza Riccardo Carletti (Ps) e Roberto Giaccioli (Ps) a cui l’assessore alla viabilità Stefano Nardoni ha risposto che “L’Amministrazione ha potenziato il controllo da parte della Polizia municipale, riducendo l’incisività degli incidenti e delle vittime in quel tratto. Anche la prefettura si è mossa, tuttavia queste iniziative non sono sufficienti. Sarebbe importante agire anche sul manto stradale con interventi di fresatura, ma la parte più difficile è sensibilizzare chi l’ha utilizza come una pista. Per questo il 30 maggio, insieme all’assessorato del Turismo, faremo una passeggiata ecologica, un corteo da Piazza Garibaldi a Bocca Serriola per dare voce alle ragioni di una società civile, rispettosa delle regole, affinché raggiunga anche chi ha fatto diventare una strada panoramica in un’arteria a forte rischio”.
“Le corse avvengono sulla base di un’organizzazione che coordina la presenza e per così dire le sfide” ha detto Cesare Sassolini, capogruppo di An “potenziare il presidio delle forze dell’ordine è importante, come avevamo chiesto in precedenti documenti, ma la fresatura della strada sarebbe un intervento risolutivo a basso costo, che anche la Provincia aveva preso in considerazione. L’assessore ai Lavori Pubblici dell’ente, Domenico Caprini, che siede anche in questo consiglio, due anni fa aveva assunto l’impegno di interessarsi di questa soluzione ma per ora non c’è stato riscontro. Lo invitiamo a farlo in tempi brevi”.
“Confermo le dichiarazioni di Sassolini” ha aggiunto Ivano Rampi (Fi), ricordando che l’argomento è stato discusso altre volte in passato “noi abbiamo rappresentanze in Provincia tali da sperare che questa richiesta venga accolta. In realtà ogni primavera torniamo a denunciare lo stesso pericolo che incombe su giovani e famiglie. Anche l’Amministrazione si deve far carico di questo problema irrisolto e non può chiamarsene fuori quando accadrà il prossimo incidente”. “Nella precedente legislatura ho denunciato questi stessi pericoli” è intervenuto Maurizio Rapaioli, capogruppo Ps, negli ultimi anni c’è stata l’installazione di paratie e una presenza maggiore di forze dell’ordine, che ritengo essere un deterrente importante. I numeri ci dicono che gli incidenti mortali sono diminuiti: sono d’accordo con Sassolini nel mettere in sicurezza alcuni punti ma la fresatura è un intervento eccessivo”. “Intervengo come consigliere” ha premesso Domenico Caprini (Ds) specificando che “il controllo dell’arteria ha scoraggiato il transito dei motociclisti ma la fresatura non è autorizzata dal Prefetto perché crea problemi di sicurezza. Se le cose cambiassero la Provincia sarà pronta a fare presente la problematica che è comune anche sul versante di Pesaro-Urbino. Come Provincia pensiamo di dare una maggiore periodicità all’intervento delle forze dell’ordine e a raddrizzare le curve più pericolose. Questa misura diminuirà anche i tempi di percor-renza con le località di Apecchio e Piobbico e con il versante marchigiano. La vocazio-ne della strada è di diporto almeno fino a quando non ci sarà la e78”.
“L’assessore Caprini ha citato l’incontro di Apecchio cui ha partecipato anche il consigliere regionale Smacchi: vorrei sapere perché dato che io non ero stato invitato? Le istituzioni sono una cosa serie e non di parte. Ha avuto una delega? In base a quale mandato ha dichiarato la sua soddisfazione alla stampa per l’incontro” ha chiesto Andrea Lignani Marchesani (Castello libera).
“Della Apecchiese parliamo spesso“ha detto Felice Granci (Udc) “ma molti pericoli dipendono dagli inserimenti laterali e dallo stato sconnesso della strada”.
“Cosa c’entriamo noi con quello che fa Smacchi con la Provincia?” ha replicato Mauro Alcherigi (Prc) a Marchesani. “Ringrazio l’assessore Nardoni che ha valutato giusta-mente il documento e invito a mantenere alta la guardia sua questa arteria non appena verrà un tempo migliore”.
APPROVATA MOZIONE PER LA MESSA IN SICUREZZA VIA ANGELINI
Con 22 voti favorevoli dei gruppi di maggioranza e minoranza e l’astensione del capogruppo di Fi Ivano Rampi, il Consiglio comunale ha approvato la mozione per la messa in sicurezza di via Angelini presentata dal capogruppo del Prc Mauro Alcherigi.
Dispositivo. Con il documento, il Consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta “affinché l’incrocio tra via Angelini e la strada d’accesso alla cittadella dell’emergenza sia messo in sicurezza, con segnalazioni orizzontali di uscita dei mezzi di soccorso, uno specchio per i veicoli che escono dalla cittadella e la pulizia della banchina”. La mozione stabilisce inoltre che “sia completato il tratto di marciapiede per collegare la cittadella dell’emergenza all’ospedale di Città di Castello”.
Dibattito. Nell’illustrare la mozione, il capogruppo del Prc Mauro Alcherigi si è sof-fermato sulle situazioni di pericolosità derivanti “dall’uscita delle autoambulanze su un tratto di strada come quello di via Angelini, percorso a velocità sostenuta dai mezzi in transito e in condizioni di scarsa la visibilità dell’incrocio che collega la cittadella dell’emergenza” e “da un flusso di pedoni non adeguatamente protetto tra l’ospedale e la cittadella stessa, che è oggi rappresentato dalle suore della Misericordia, ma che in futuro sarà costituito anche dai familiari dei pazienti che soggiorneranno negli alloggi realizzati all’ex carcere”.
Di “una mozione da votare” ha parlato il capogruppo del Ps Maurizio Rapaioli, che ha concordato sulle “criticità del tratto di via Angelini e sull’esigenza di un intervento per mettere in sicurezza la strada anche a vantaggio delle persone ricoverate all’ospedale”. “Credo che un percorso di messa in sicurezza – ha aggiunto - vada fatto insieme ad una visione più moderna delle percorrenze sul perimetro dell’ospedale e su possibili sviluppi. Per questo ritengo che l’amministrazione debba operare andando nell’interesse generale e contribuire ad una maggiore sicurezza delle persone che camminano a piedi e lavorano lungo la direttrice stradale anche per valorizzare la strut-tura dell’ospedale”.
Il capogruppo di Castello Libera Nicola Morini ha condiviso “la necessità di intervenire per garantire la sicurezza dei pedoni e del traffico”, evidenziando comunque l'esigenza di non limitare l'attenzione a via Angelini, in considerazione delle problematiche dei manti stradali di collegamento e interni all'ospedale, dei disagi per la carenza di posti auto all'interno del parcheggio dello stesso ospedale ed alle questioni aperte dai flussi di traffico che fanno perno sull'area”.
In sede di replica, il consigliere proponente Alcherigi (Prc) ha evidenziato che “la mozione risponde alla volontà di contribuire attraverso il Consiglio comunale alla soluzione dei problemi, partendo da quelli che sembrano più impellenti”.
APPROVATA VARIAZIONE DI BILANCIO
Il Consiglio comunale ha approvato con il voto favorevole della maggioranza di Centro-sinistra, il voto contrario della Casa delle Libertà e l’astensione dei consiglieri Stefano Bravi (Margherita) e Felice Granci (Udc) la delibera n.74 del 12.04.2010 relativa alla variazione n.1 del bilancio di previsione.
Nell’illustrare i contenuti della variazione di bilancio, l’assessore competente Domenico Duranti ha spiegato che la delibera “si è resa necessaria per le sopravvenute modifiche derivanti in particolare da trasferimenti del Governo e della Regione, che cambiano, seppur di pochissimo l’impianto del bilancio di previsione 2010”. Nel dettaglio, si tratta di un aumento di 81.249,51 euro per quanto riguarda le entrate tributarie derivanti dalla compartecipazione Irpef, di una diminuzione di 140mila euro di trasferimenti e contributi dallo Stato, di 18.502,85 euro e 142.000 euro in più dalla Regione, in due diversi capitoli, per il settore sociale, di 110.000 euro di entrate extratributarie derivanti da trasferimenti dello Stato. Il capogruppo di Castello Libera Nicola Morini è intervenuto per eccepire che “la giunta, con quella collocata successivamente all’ordine del giorno, è già alla terza variazione ad un mese dall’approvazione del bilancio di previsione 2010”. “Ribadisco quello che ho già detto nel precedente Consiglio comunale – ha aggiunto – cioè che si è provveduto con troppa celerità e fretta, incalzati da scadenze elettorali e dall’addio al sindaco Cecchini, ad approvare un bilancio di previsione che verrà di fatto stravolto. L’anno scorso, la terza variazione è stata fatta a settembre e quest’anno si stanno decisamente bruciando le tappe”.
DEFINIZIONE DELLE FRAZIONI METANIZZATE IN COMMISSIONE
Verrà esaminato in commissione Servizi e poi portato all’attenzione del Consiglio comunale il punto all’ordine del giorno relativo alla individuazione delle frazioni del territorio comunale metanizzate, non metanizzate e parzialmente metanizzate ai fini delle agevolazioni fiscali sull’uso del G.P.L. e del gasolio per riscaldamento.
L’assessore all’Ambiente Massimo Massetti ha spiegato in aula che, “come da impe-gno preso nella precedente seduta del Consiglio comunale, la questione verrà affrontata il 27 maggio prossimo in una apposita seduta della commissione Servizi”
A prendere la parola è stato subito il capogruppo del Pdl Cesare Sassolini, che ha chiesto spiegazioni per “il nuovo rinvio ed il ritardo accumulato nella definizione delle aree”. “I cittadini ci stanno chiedendo chiarezza e molte famiglie ci hanno chiesto di fare in fretta in questo passaggio amministrativo”, ha sottolineato Sassolini.
“Concordo con la richiesta del consigliere Sassolini di delucidazioni sul ritardo con cui si sta procedendo su questo provvedimento”, è intervenuto il capogruppo di Castello Libera Nicola Morini. “Pensavo che l’assessore ci avrebbe informato sul problema di attualità del passaggio da Tecniconsul a Eon nella fornitura di metano – ha aggiunto - pensavo che sarebbe stata l’occasione giusta per fornire chiarimenti ai cittadini”.
“In conferenza dei capigruppo nessuno ha fatto obiezioni – ha puntualizzato il capogruppo del Ps Maurizio Rapaioli - e non capisco ora queste eccezioni. E’ giusto af-frontare la questione in maniera corretta, nel prossimo Consiglio comunale, dopo il passaggio in commissione”.
L’assessore Massetti ha preso di nuovo la parola per ricordare che “il primo rinvio era dovuto all’ attesa dei necessari chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Dogane, che successivamente sono arrivati e hanno richiesto una nuova ricognizione della situazio-ne, che, come ho già detto nella scorsa seduta del Consiglio, non pregiudicherà gli in-teressi dei cittadini, visto che quello che verrà definito avrà valore retroattivo. Sempre nell’ultima riunione di questa assemblea, abbiamo stabilito pertanto di rifare il percorso istituzionale, passando prima in commissione Servizi e quindi di nuovo in Consiglio comunale proprio per perseguire l’interesse degli utenti”. Per quanto riguarda il capitolo bollette del metano e il passaggio dal vecchio al nuovo fornitore, l’assessore ha chiarito che “al momento di trattare le interpellanze presentate dai consiglieri Morini e Sassolini, verranno dati tutti i chiarimenti richiesti”.
APPROVATI PIANI ATTUATIVI
Il Consiglio comunale ha approvato con 17 voti favorevoli della maggioranza di Centro-sinistra e l’astensione dei consiglieri della Casa delle Libertà (i consiglieri Stefano Bravi e Riccardo Carletti non hanno partecipato al voto) il piano attuativo di iniziativa privata per il recupero ed il cambio di destinazione d’uso in abitazione di un annesso rurale il località Astucci, Voc. Casina.
Con 17 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra, il voto contrario del capogruppo di Fi Ivano Rampi e l’astensione degli altri consiglieri della Casa delle Libertà (i consiglieri Stefano Bravi e Riccardo Carletti non hanno partecipato al voto) è stato adottato il piano attuativo di iniziativa privata relativo al Comparto a Servizi Privati “SPRC” in via G. Di Vittorio del capoluogo.
APPROVATO PIANO ATTUATIVO EX CONSORZIO TABACCHI DI TRESTINA
“Sentito il parere positivo della commissione, motivato anche dalla necessità di riqualificare un punto centrale della frazione di Trestina” ha detto il sindaco Fernanda Cecchini “poniamo in votazione il piano attuativo relativo all’ex Consorzio Agrario nel Comparto a Servizi privati Sprc nella frazione di Trestina”.
“Da come è stato presentato il progetto pensiamo che provocherà problemi alla viabilità” ha detto Manuel Maraghelli (An).
“La Commissione ha dato parere positivo al progetto e ha posto il nodo della viabilità su viale Parini” ha spiegato il sindaco “L’impianto, anche dietro alle relazioni presentate dai Vigili, prevede l’accesso dal versante della Ferrovia. L’Amministrazione non richiama costantemente il privato, ha posto la sollecitazione e così lo pone all’attenzione del Consiglio comunale, che ne rappresenta l’intera sostanza. Possiamo dare mandato agli uffici di verificare il tipo di viabilità più compatibile al sistema urbano del traffico in quel-la zona. Diamo parere positivo senza indicare il tipo di accesso, rimandando in sede tecnica il piano della viabilità in entrata e in uscita”.
“La committenza ed i progettisti hanno prospettato una parte dell’area disponibile come privata. Il Consiglio può dire che l’area deve essere di qualità pubblica, sempre concertandolo con i vigili per motivi di sicurezza” ha detto il responsabile dell’Urbanistica Federico Calderini.
“Il Consiglio ribadisce la necessità di valutazioni sulla sicurezza, la logistica e il sistema della mobilità locale” ha concluso il sindaco. Il piano è stato approvato con diciotto voti favorevoli e sei voti contrari.
AGEVOLAZIONI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA
“Ammetto la scorrettezza che ho praticato prima nei confronti dell’assessore Massetti deviando l’argomento sul metano, che è pari alle dichiarazioni in merito a questa interrogazione sulla stampa, appena qualche giorno fa” ha premesso Nicola Morini, illustrando l’interrogazione sulla raccolta differenziata che “era stata associata ad un sistema di agevolazioni per i cittadini, prospettata quando fu presentata la campagna. All’oggi non si è visto niente. Contemporaneamente il porta a porta è stato esteso e le tasse relative sono aumentate. Noi l’avevamo previsto intorno al quattro, cinque per cento. Invece è stato un rialzo del 30 per cento e potrebbe arrivare al 48 con il passaggio da tassa a tariffa. Per i cittadini non ci sono stati benefici, come si evince de tre delibere di Giunta. A Ottobre dell’anno scorso è stato spedito il prospetto tariffario alla Regione per un contributo, che è stato revocato perché il piano non corrispondeva ai parametri. La Giunta ha poi chiesto di riammettere il contributo che poi sono stati dati per i cittadini che collaborano. Quest’ultima è una delibera nebulosa perché il contributo negato potrebbe essere riammesso. Vorrei chiarimenti su questo punto e sull’esito della vicenda, oltre naturalmente a sapere in che modo verranno individuati i cittadini virtuosi. Inoltre vorrei sapere se la Giunta ha intenzione di agire indipendentemente dai programmi della Regione e perché il costo del servizio continua ad aumentare”.
“Non volevo anticipare l’ordine del giorno del consiglio” ha precisato l’assessore all’Ambiente Massimo Massetti, parlando piuttosto di esigenze d’ufficio perché il programma di agevolazioni sarebbe partito prima. “L’amministrazione ha investito molto, pur sapendo che c’erano difficoltà di natura tecnica ed economica. Avevamo preso l’impegno di erogare qualche premialità: lo stiamo già facendo è stato aumentato lo sgravio fiscale per quello che fanno compostaggio. La Regione ha messo già a dispo-sizione 76mila euro oltre a 69mila euro per le agevolazioni che sempre la Regione ha dichiarato di non essere previste in quel momento; poi la Regione ha avuto un ripen-samento e l’Amministrazione ha ripristinato la delibera originaria. Le agevolazioni sa-ranno da un minimo di 20 ad un massimo di 30 euro. Abbiamo individuato otto zone: ne verranno pesati i rifiuti indifferenziati mensili. Le più basse saranno beneficiarie degli sconti. Nei prossimi anni attraverso l’Ati verranno ridistribuite ulteriori risorse a livello comunale in base all’obiettivo del 2012”.
“La ringrazio per la risposta” ha detto Morini “È stato giusto aumentare lo sgravio sui composter. Sono felice di questo perché questa iniziativa partita da un nostro emen-damento al bilancio. Nella stessa mozione però si richiedeva che soltanto chi compra composter comunale può acquisire il beneficio. Noi volevamo parificare anche altri composter, perché il risultato è lo stesso, come fanno i comuni nell’Alta Italia. Le otto zone sono saranno soltanto quelle dove viene effettuato il porta a porta e questo ri-manda ad una nostra critica nel metodo. A San Giustino si premia con un codice a bar-ra famiglia per famiglia, così verrà premiato in modo indifferenziato il residente. Nel Trentino invece il beneficio è valutato sul peso delle campane. Perché questo sistema
porta a porta che costosissimo, come mostra l’indice di copertura sceso dall’84 all’82”.
DESTINAZIONI D’USO AREA EX BACCHI
Le destinazioni d’uso non residenziali dell’area ex Bacchi sono state oggetto di una interrogazione con la quale il capogruppo del Prc Mauro Alcherigi ha chiesto di avere conferma dei volumi, delle superfici, della loro localizzazione, delle categorie merceologiche previste, “alla luce dei cartelli di affitto che sono stati esposti nelle ultime settimane, che sembrano non confermare le destinazioni d’uso note”.
Il sindaco Fernanda Cecchini ha sottolineato che le destinazioni d’uso dell’area sono conformi al progetto ed alle previsioni del Piano Regolatore Generale e osservato che “anche grazie alla mediazione del Consiglio comunale, l’accesso a quella parte della città è migliorato e non è così dirompente come avrebbe potuto essere senza le miglio-rie che abbiamo richiesto”.
Il primo cittadino ha quindi fornito i ragguagli tecnici sull’area, ricordando che è divisa tra due proprietari privati. Per quanto riguarda l’area Italcasa, si tratta di 14.623 metri cubi, di cui 3.958 metri cubi non residenziali con superfici destinate in particolare ad uffici (236 metri quadrati), artigianale 451(metri quadrati) ed esclusione di una destina-zione commerciale. Per l’area di proprietà Cartoplastic si tratta di 3.479 metri cubi auto-rizzati, di cui 498 metri quadrati adibiti ad area di vendita e il resto funzionale all’attività commerciale. “La risposta del sindaco - è intervenuto Alcherigi in sede di replica - dice che in quell’area c’è una previsione residenziale, per uffici, artigianato e una media struttura e nessun’altra tipologia commerciale. Era quello che volevo venisse chiarito”.
INTERPELLANZA SUI DIPENDENTI COMUNALI
“L'amministrazione comunale ha emanato il 14 dicembre scorso una direttiva per rego-lamentare il trattenimento in servizio dei dipendenti oltre l'età pensionabile e oltre il limite massimo contributivo, disponendo la regola generale della risoluzione unilaterale, salvo ipotesi eccezionali adeguatamente motivate dai dirigenti di settore, e abbiamo provveduto, in conseguenza, ad assumere le necessarie determinazioni, considerando che la direttiva in questione si applicherà a tutte le fattispecie che si verificheranno dalla sua adozione in poi. Il numero dei dipendenti con più di 40 anni di contributi è attualmente di 5 unità, di cui 3 vigili urbani, una dipendente dell'asilo nido, un dipendente della ragioneria, le cui richieste di trattenimento sono tutte antecedenti all'adozione della direttiva. I suddetti dipendenti verranno sostituiti alla scadenza dei rispettivi contratti e quindi i 2 vigili urbani e i dipendenti dell'asilo nido e della ragioneria nel 2011 ed il restante vigile urbano nel 2014”.
Così l'assessore al personale Riccardo Celestini ha risposto in aula in merito alle richieste avanzate dal consigliere di Castello Libera Andrea Lignani Marchesani in una interpellanza relativa allo stato di applicazione della legge 3 agosto 2009 n.102 inerente la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro.
Con il documento, il consigliere chiedeva di conoscere “il numero di dipendenti con più di 40 anni di contributi previdenziali e in particolare il numero dei vigili urbani in questa condizione”, il “saldo tra unità in uscita e possibilità di assunzione” sollecitando l'amministrazione comunale a “dare applicazione alla legge voluta dal ministro Brunetta per risolvere unilateralmente il contratto di lavoro con questi dipendenti al fine di ottimizzare il funzionamento della macchina comunale”, e a “formare almeno i vigili urbani neo-assunti per una adeguata funzione di supporto alle forze dell'ordine”.
Nell'illustrare l'interpellanza, Lignani Marchesani ha parlato di “reazioni inattese in questi giorni nei miei confronti ai contenuti del documento”, soffermandosi sull'opportunità, invece, di porre la questione, perchè la legge Brunetta ha trovato attuazione in tanti enti e parte dal presupposto condivisibile che dopo 40 anni di servizio è giusto il collocamento a riposo, considerando anche che nell’attuale regime pensionistico chi ha 40 anni va in pensione con il regime retributivo”. “Quindi – ha osservato – c'è un van-taggio per i dipendenti e un vantaggio per l'amministrazione, perchè i nuovi ingressi hanno produttività maggiore”.
Lignani ha spiegato che per quanto riguarda il corpo dei vigili urbani, “l'interpellanza non punta ad allontanare qualcuno in particolare, perché solo dopo la sua presentazione ho saputo i nomi di chi si trovava in questa condizione, ma fa parte di un disegno coerente con le politiche di sicurezza regionali, che prevedono la riqualificazione del corpo, la possibilità di essere armato e concorrere alla tutela dell'ordine pubblico con altre forze di polizia, cosa questa che non può essere fatta con chi ha più di 40 anni di servizio, ma con chi è in graduatoria e meglio risponde a queste caratteristiche”. “Anche per altri ruoli dell'amministrazione sono in essere graduatorie che possono migliorare la macchina comunale – ha concluso Lignani – oltre tutto, una risorsa umana assunta ora costa meno di una che è in forza da tanti anni”.
Nel suo intervento in aula, l'assessore Celestini ha puntualizzato che “la legge non stabilisce l'obbligatorietà per il Comune di risolvere unilateralmente il contratto con il lavoratore con 40 anni di contributi, ma solamente la facoltà di farlo”. Nell'evidenziare che “l'amministrazione ha proceduto ad emanare la direttiva sollecitata dalla circolare ministeriale in merito all'applicazione della legge anche al fine di evitare contenziosi con i dipendenti”, l'assessore ha osservato che “per quanto riguarda l'applicazione della legge ai trattenimenti in servizio già concessi si apre una problematica di carattere giuridico per quelle situazioni nelle quali il lavoratore ha potuto legittimamente farsi delle aspettative in relazione all'anno di pensionamento, che verrebbero disilluse se l'amministrazione procedesse con la risoluzione contrattuale. La stessa circolare ministeriale consiglia comportamenti di buona fede volti ad evitare inutili e costosi contenziosi”.
“La legge – ha rilevato Celestini – sembra più intenzionata all'eliminazione degli esuberi che non alla predisposizione delle condizioni per nuove occupazioni o per rinverdire di nuove leve gli organici pubblici e merita una riflessione, su alcuni profili, a proposito di quanto sia difficile sostituire bagagli notevoli di esperienza e competenza facendo riferimento a sempre minori disponibilità economiche”.
L'assessore ha quindi completato la risposta all'interpellanza fornendo dei dati sulla macchina comunale. “Dal 2007 al 2009 – ha affermato Celestini - l'ente ha provveduto a stabilizzare 23 dipendenti, di cui un vigile urbano, ad assumere mediante concorso 38 dipendenti, di cui 4 vigili urbani con parttime al 50%, e disporre 6 mobilità, di cui un vigile urbano. Stanti 31 cessazioni, il saldo a fine periodo è stato di 36 unità, con il totale azzeramento del precariato, fatto salvo il tempo determinato e i contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Per quanto riguarda i vigili urbani, dal 2004 sono cessate 4 unità e ne sono state assunte 6, con la programmazione che prevede per il 2010 l'assunzione full-time dei 4 part-time al 50% recentemente contrattualizzati. In proposito – ha evidenziato in risposta all'interpellanza – il personale neoassunto, come del resto tutto il corpo di polizia municipale, ha partecipato nel 2009 ad un corso di di-fesa personale, oltre a momenti formativi sulle specifiche competenze dei vigili urbani. Per quanto riguarda i dirigenti, si è passati dai 13 del 2007 ai 9 attuali, con l'obiettivo di scendere a 8 nel 2011, raggiungendo il parametro di supervirtuosità previsto dal contratto collettivo di un dirigente ogni 35 dipendenti. In ultimo, evidenzio che l'età media dei dipendenti è di 48 anni, mentre nel 2006 era di 49, e nei vigili urbani è di 49, contro i 51 del 2006”.
In sede di replica, il consigliere Lignani si è detto “parzialmente soddisfatto per l'esau-riente esposizione tecnica della situazione dei dipendenti e dell'azione intrapresa in questi anni dall'amministrazione comunale”, ribadendo comunque la sollecitazione a verificare l'opportunità di operare sempre in direzione del miglioramento della produtti-vità della macchina comunale.
GETTONI DI PRESENZA E COSTI DELLA POLITICA
“È grave asserire che l’eccessivo frazionamento dei gruppi comunali sia un costo per il bilancio comunale a discapito dei cittadini: sono dichiarazioni pesanti che chiedono risposte in merito da parte dell’assessore Duranti” ha detto Cesare Sassolini, capogruppo Pdl, presentando un’interpellanza sui gettoni di presenza per i capigruppo. “Come è possibile che un gettone di 16 euro a seduta possa rappresentare una soffe-renza per la casse comunali? Se così fosse, significherebbe che le casse comunali sono al dissesto ed allora tutti dovrebbe fare la loro parte e rinunciare ad ogni emolumenti. Io sarei disposto a restituire i 1400 euro dell’anno precedente, un’inezia rispetto agli undicimila mensili della Giunta, sindaco compreso. Vorrei far notare che l’alto numero di gruppi e l’eccessivo costo che si è venuto a creare, poche centinaia di euro mensili in realtà, dipende dal regolamento che costringe a produrre ogni gruppo non più di due documenti, a prescindere dal numero dei consiglieri”.
“Non vedo necessità dell’interpellanza” ha risposto l’assessore al Bilancio Domenico Duranti, sottolineando che “la cifra per i gettoni rappresenta 0,028 per centro del bilancio per spese di consiglio comunale. 14800 euro l’anno nel 2009 non mandano in dissesto nessun comune. Entrando nello specifico sono stati spesi per la politica 2200 e 3900 per le due opposizioni, 8800 euro per maggioranza. Rispetto al regolamento, anche l’opposizione contribuì a scriverlo”. Dopo che il presidente del consiglio Luca Secondi si è detto disponibile a rivedere i meccanismi di funzionamento dell’assise, è intervenuto Mauro Alcherigi, capogruppo del Prc, per dire che “Non è credibile una cro-ciata contro i consiglieri comunali, in nome degli sprechi nella Pubblica amministra zione e poi, quando si va all’azione pratica, si permette ai dipendenti di avere due lavori e si promette l’abolizione delle provincie e non si fa niente. Io sono capogruppo e ho percepito 900euro l’anno. Ridurre il numero dei consiglieri sarà un problema: qui ci sono trenta teste e rappresentiamo la città. La frantumazione dipende dalla maggiore visibili-tà e non mi permetterei mai di dire che la democrazia non deve costare. Io ho fatto dieci anni e due legislature: vado via più povero di come sono entrato. Chiedo che siano censurate le parole contenute nel comunicato uscito sulla stampa. Non si può citare il mio nome in un’interpellanza di un consigliere fascista. Ho difeso sempre il ruolo dei consiglieri. È la frantumazione politica il problema del proliferare dei gruppi non certo il presunto costo”.
La versione rivendicata da Alcherigi è stata sostenuta anche dal presidente Secondi, che ha dichiarato di ricordare l’intervento: “Il gettone cui alludeva Bravi era legato ad una valutazione politica non economica. “Non è un fatto economico ma di strategia politica” ha ribadito Maurizio Rapaioli, capogruppo Ps: “Chi non vede l’opportunità di dare libero sfogo ai grandi intendimenti popolari? Se il regolamento è un po’ stretto, si può cambiare ma nessuna speculazione. Se qualcuno conferma una cosa del genere è per fare pura demagogia”. “Ci sono due aspetti” ha detto Stefano Bravi, capogruppo della Margherita “Uno riferito all’intenzione di Felice Granci di fare un gruppo autonomo ed uno limitato e riduttivo di cui scrive Sassolini. Non è proporzionato parlare di consi-derazioni gravi ed offensive: il discorso è stato estrapolato. Io ricordavo un’
informazione precedente: nel 1997 non c’erano gettoni per i capigruppo. Ricordavo la cosa per dire che la frammentazione è un elemento negativo non finalizzata a obiettivi economici. Non è il consiglio comunale la sede dei costi eccessivi della politica. Non sono contento di fare il capogruppo di me stesso: 14 gruppi, 6 di maggioranza, 4 e 4 all’opposizione. Sono disponibile a discutere il regolamento però non credo siano le modifiche del regolamento a colmare le carenze della politica. Ribadiamo la centralità del consiglio comunale e stimoliamolo per una maggiore incisività dei lavori”.
“Non ci siamo frammentati sono perché abbiamo opinioni divergenti” ha dichiarato Manuel Maraghelli (An) ma per i limiti del regolamento. Vorrei che fossero ampliati il nu-mero di atti disponibili per ridurre il numero”.
“Questa interpellanza doveva sgombrare il campo da un articolo di giornale in cui Bravi e Alcherigi asserivano quanto io riporto nell’interpellanza” ha replicato Sassolini, dicen-dosi soddisfatto che “il dibattito abbia dissipato i dubbi. Inoltre allontana il sospetto che la mia parte politica fosse frammentata per questo motivo ma solo per pressioni rego-lamentari. Non riusciamo mai ad essere tempestivi con i nostri documenti, spesso ca-lendarizzati con mesi di ritardo. La possibilità di rivedere in senso estensivo gli articoli del regolamento, la nostra parte cambierebbe l’assetto al momento della modifica. Chiedo che l’argomento sia inserita in commissione fin dalla prossima settimana”.
“Nell’ultima conferenza dei capigruppo è stato deciso che la commissione Statuto sia convocata su informatizzazione dell’ente e interventi migliorativi al regolamento” ha detto il presidente Secondi, dando la parola a Michele Bettarelli, capogruppo Ds e presidente della commissione deputata, il quale ha ricordato come “era stato già co-municato la possibilità di consegnare proposte di modifica riguardo statuto e regola-mento al vicesegretario”.
PROCEDURA DI INCOMPATIBILITÀ E DIBATTITO
Il presidente Luca Secondi ha invitato in base all’articolo 69 della legge 267 del 2000 il sindaco a rimuovere la causa di incompatibilità a seguito di elezione a consigliere re-gionale o di esprimere opzione per la carica che intende conservare. Cristian Goracci, Gruppo Misto, è intervenuto dicendo che “il consigliere Perugini ed io non abbiamo par-tecipato alla precedente votazione perché in questa fase di transizione si è proceduto a rilento pregiudicando l’ultimo anno della consiliatura. Penso che quanto sta avvenendo richiede una verifica programmatica perché scenari e nodi in questi ultimi tempi sono cambiati; che cosa abbiamo fatto e che cosa non è più attuale. Noi pensavamo che potesse aprirsi questa fase per esempio sulla variante, la gestione dei servizi e l’ambiente, prospettive aperte e non affrontate dalla politica. È importante soprattutto perché Città di Castello con i politici si è proiettata in un’ottica sovra comunale. Con la procedura di decadenza noi pensavamo si potessero fare queste valutazione che sono priorità per tutti i concittadini. Dobbiamo anche dire che chi seguirà il sindaco Cecchini dovrà avere sicurezza di governare con numeri stabili e maggioranze chiare. Noi siamo mancati per accelerare questo processo che passa per due linee: un aggiornamento politico su questioni e programmi che parla all’oggi ma anche al 2011; l’altra questione è organizzativa e politica: c’era un dibattito sul numero di capogruppo non racconta del costo che va a bilancio ma che la politica non è leggibile, specialmente per i partiti che hanno vissuto vicende diverse a livello nazionale. Per noi questa separazione appare inspiegabile: Città di Castello si candida ad essere un caso nazionale. Speriamo che questa volta si allinei”. “Dovete spiegarmi quest’ultimo intervento” ha dichiarato Nicola Morini (Castello Libero) “non per entrare nel merito ma per annotare che lotte intestine al Centrosinistra si ripercuotono sulla governabilità del comune. L’intervento di Goracci era più consono ad una riunione della maggioranza che non ad una procedura tecnica. Se le linee programmatiche non sono aggiornate ne tragga le conseguenze. Se questo sta succedendo, è chiaro che il Centrosinistra cittadino usa le sedi istituzionali per que-stioni di partito. È molto triste oltre che totalmente fuori argomento. Da passaggio tec-nico a passaggio politico. Goracci ha fatto un uso strumentale delle sedi istituzionali. L’elezione del sindaco in Regione apre una crisi al buio, un anno in cui ognuno guarde-rà alla carriera dei singoli che non alla città. Si tratta di una lotta partitica che viene consumata sulle loro spalle”.
“Voglio approfondire il pensiero di Nicola Morini” ha detto Cesare Sassolini “quando un discorso partitico politico viene affrontato nella sede consiliare allora il discorso cambia. Si tratta di una crisi del governo locale e chiediamo le dimissioni dell’esecutivo non più riconosciuto da una parte della maggioranza con cui è stato eletto. Si sta por-tando all’attenzione del consiglio una crisi in atto. Questo comporta un immediato do-cumento di sfiducia. Io chiedo al presidente del consiglio di fare una riunione dei capi-gruppo”.
“La specifica di alcuni argomenti è dannosa per una maggioranza” si è chiesto Mauro Alcherigi, capogruppo Prc, “non credo. Questa è la maggioranza. E con l’uscita del sindaco Cecchini non siamo una maggioranza ne dobbiamo prendere atto. Noi abbia-mo una responsabilità sancita dal voto del 2006 e ci saremo fino al 2011. Abbiamo i numeri per governare e condivido con Morini il fatto che le valutazioni politiche non si fanno in aula. Le giustificazioni delle assenze si fanno a scuola”.
“Le questioni programmatiche sono importanti” ha detto Maurizio Rapaioli, capogrup-po Ps “se non ci sarà più una maggioranza lo verificheremo ma non è questo il mo-mento. Se scelte ci saranno saranno sofferte ma non frutto di equilibrismi. La gente continua a darci fiducia e se su variante, rifiuti e altre partite importanti ne prenderemo atto. Difficoltà ci sono da parte dei Cilibertiani ma il programma l’abbiamo sostenuto con la maggioranza del sindaco Cecchini. Chiedo all’opposizione maggiore senso di responsabilità per un anno di governo che vuole portare avanti il programma. Fare un documento che lo votano i capigruppo è una proposta strumentale a quel frazionamen-to tattico che avete poco fa respinto”.
“Spero che presto torneremo all’ordine del giorno, l’incompatibilità del sindaco Cecchi-ni” ha detto Stefano Briganti (Sd) “Non reputo opportuno esprimere valutazioni che sono proprie non tanto della maggioranza quanto al partito di provenienza. Quando parlavamo dei troppi capigruppo, parliamo di una difficoltà storica della politica, perché i capigruppo hanno spesso la stessa tessera del partito. Sono molto stimolato dalla sfi-da che ci attende da qui a qualche giorno quando avremmo una sfida in consiglio co-munale molto importante. La verificheremo se la maggioranza ha i numeri per prose-guire. Senza capacitò divinatorie: io credo che ci sono tutte le condizioni per arrivare ad un assetto con lo stesso assetto”.
“È complicato nascondere tutti i giorni la verità” ha detto Sandro Busatti (An) “A Città di Castello c’è una fibrillazione nel Centrosinistra al punto che il bilancio consuntivo è stato approvato con due voti dell’opposizione. I problemi innescati non solo di piccolo cabotaggio: urbanistica, controllo di politiche, lotte intestine. La gente sa che siete in difficoltà. Questo riunisce per l’ennesima volta per constatare non la sua convergenza ma le sue diversità. I cittadini sanno che non riuscite a governare una situazione eco-nomica, una citta. Siamo pronti a votare l’abolizione del gettone di presenza per i capi-gruppo”. “C’è la preoccupazione che nonostante gli inviti a risolvere i problemi dentro le loro sezioni la maggioranza continui ad essere apertamente litigiosa” è intervenuto I-vano Rampi (Forza Italia) “Che cosa succederà quando cesserà la carica del sindaco Cecchini? Rimane sul tappeto la questione di fondo che ha posto Goracci: perché non si discute dei problemi della città ma dei singoli? Ricorrete all’appoggio della minoranza per approvare il bilancio. La responsabilità non può essere in capo all’opposizione?”.
La votazione sulla procedura di incompatibilità ha avuto esito positivo unanime.
VARIAZIONE BILANCIO
“La variazione al bilancio si è resa necessaria per cofinanziare un passaggio pedonale sul ponte del Tevere” ha detto l’assessore allo Sviluppo economico Domenico Duranti “e per andare ad una gara d’appalto per il servizio della mensa scolastica. Abbiamo trasferito le cifre sul capitolo dell’Iva”. La variazione è stata approvata con 17 voti favorevoli e 5 contrari.
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