Ponte sul tevere e passaggio pedonale: il progetto

24/05/2010 8.32.14
Tema: ATTUALITA
Argomento:
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Citta di Castello - Una significativa opera di riqualificazione, strutturale e funzionale
Si tratta di significativa opera di riqualificazione, strutturale e funzionale su un bene storico cittadino, oltretutto collocato in un’area a valenza strategica del capoluogo tifernate stante la sua posizione a “cerniera” tra il centro storico e l’immediata periferia ti-ernate”. Così l’assessore al patrimonio Andreina Ciubini annuncia che la giunta comunale di Città di Castello ha approvato, in linea tecnica, il progetto definitivo concernente “i lavori di riassetto urbano del passaggio pedonale sul Ponte Tevere situato a Porta Prato in modo da poter concorrere ai benefici contenuti del bando regionale Por-Fers -2007. Uno strumento questo rivolto al sostegno economico di “interventi volti alla promo-commercializzazione turistica di prodotti tematici e d’area mediante la realizzazione di progetti integrati collettivi”. “ In tale ambito- sottolinea ancora la Ciubini- la Regione ha ottenuto ammissibile a finanziamento le iniziative per la ricettività inserite ne “La Via di S. Francesco” relative alla riqualificazione delle emergenze culturali, come nel nostro caso, situate lungo il percorso Franchigeno”. Il quadro economico è stato stimato in 180.000 euro.
SCHEDA TECNICA DELL’INTERVENTO
Il progetto in oggetto interessa le parti dell’organismo edilizio riferite alle parti laterali della carreggiata ove sino alloggiati i due percorsi pedonali e i parapetti laterali, proponendo da una parte una forte riqualificazione dello stesso percorso pedonale e dall’altro “ricreando un’adeguata condizione di sicurezza per i pedoni” visto anche che si tratta dell’unico percorso situato nei pressi del capoluogo che collega le due sponde del Tevere, utilizzabile da chi percorre la “Via di S. Francesco” da e verso l’eremo di “Buon Riposo” toccato dal Santo. Si opererà pertanto “in una migliore identificazione del percorso pedonale nel tratto dell’attraversamento dell’alveo” con un rifacimento del marciapiede che sarà portato da a 1,5° ml di larghezza e sopraelevato dal piano stradale di 15 cm. e a “risolvere gli attuali fattori di pericolosità determinata dalla fatiscenza dei parapetti esistenti” . Tenendo conto dei vincoli che tutelano “un bene culturale” si sostituirà gli attuali parapetti con analoga struttura metallica che “mantiene fondamentalmente lo stesso disegno originario” costituito da colonne principali, leggermente più ridotte delle attuali, con sovrastante similare corrimano e colonne secondarie più contenute. Per “non alterare l’impatto visivo” anche la colorazione verrà curata nella cro-mia attuale” vale a dire “grigio chiara. Come ulteriore delimitazione del percorso pedonale saranno inseriti pilastrini in ghisa di ml.3,30 con lo stesso disegno degli altri già iin uso nel centro storico, come per altro i corpi illuminati che andranno a sostituire e implementare quelli già esistenti”.
CENNI STORICI
Storicamente l’attraversamento del Tevere (circa 80 ml. di luce) a Porta Prato era garantito da un ponte di legno sottoposta a continui deterioramenti e conseguenti restauri. Solo nel 1860 il consiglio comunale decise di costruirne uno in muratura a tre arcate. I lavori si protrassero per tre anni dal 1861 al 1864 in cui il ponte fu inaugurato e intitolato a Vittorio Emanuele II. A quell’epoca risalgono i 4 piloni a sostegno delle 3 arcate in laterizio che andarono distrutte dai bombardamenti compiuti nell’ultimo conflitto mondiale dalla truppe tedesche. Per garantire i collegamenti l’esercito inglese realizzò il 30 novembre 1944 un ponte di ferro che poggiava sempre sui 4 piloni ottocenteschi rimasti in piedi nonostante i bombardamenti. Ponte che rimase in funzione sino al 1953 quando furono ricostruite le tre arcate in muratura di laterizio così come sono giunte a noi.
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