Circolo di cultura politico-amministrativa della Valtiberina Toscana, alcune considerazioni

25/05/2010 11.57.02
Tema: POLITICA
Argomento:
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Sansepolcro - Esito dei lavori del 19 maggio
Il Circolo di Cultura Politica e Amministrativa della Valtiberina, nel corso della sua attività si è riunito in data 19 maggio 2010 per una discussione tra i propri iscritti sui temi di seguito riportati
L’aspetto politicamente più rilevante che si sta vivendo in questi giorni è quello del federalismo che può trasformarsi, se non ben gestito, in un neocentralismo regionale foriero di guasti e costi non sopportabili dalle finanze pubbliche. In particolare, perché ci interessa da vicino, ci preoccupa il sistema Toscano, che per come si è venuto a costruire e per come sembra svilupparsi non lascia presagire buone cose per i territori marginali, soprattutto se in quei territori manca una classe di amministratori capace di tutelare le loro ragioni. Purtroppo in Valtiberina in questi giorni viviamo già una vicenda anticipatrice di come saranno le cose. Il problema è quello dei fondi per la non autosufficienza. In questa sede non si esamina la questione in se ma l’aspetto politico. La Regione ha deciso che dove non esiste la società della salute i fondi non autosufficienza vanno alla USL. Questa cosa i nostri amministratori la sapevano da tempo ed in particolare da quando hanno deciso di non fare la SdS, (la società della salute è un soggetto nuovo creato dalla regione Toscana per la gestione delle problematiche sociali in aree omogenee e vede coinvolti gli enti locali la USL e le associazioni del territorio di riferimento). Pertanto avrebbero dovuto muoversi per tempo al fine di evitare che la gestione del servizio fosse tolta alla Comunità Montana a trasferita ad una struttura verticistica come la USL, che ha una catena di comando che va dall’Assessore regionale, al Direttore generale USL, al responsabile di zona, limitando la partecipazione delle rappresentanze democratiche elette dai cittadini. Il fatto che oggi strepitino non li esime dalle loro responsabilità che consistono in una carenza di previsione di come vanno le cose, in una mancanza di conoscenza del ruolo che devono svolgere e delle responsabilità che hanno. Anche se questa volta alla fine verrà concesso che la C.M. continui la gestione di questi fondi, il danno dell’aver aperto un percorso sarà comunque fatto.
Per la viabilità è stata espressa soddisfazione per l’individuazione del tracciato della E 78 nel tratto che unisce Toscana e Umbria; però va rilevato che la scelta è solo a livello tecnico ed ancora non è confermata a livello politico, che poi è il livello che decide veramente. Questa soddisfazione non deve far dimenticare il tempo che si è perso, come minimo decenni, nell’arrivare a questo punto, anche per non ripetere gli errori del passato. La prima cosa da fare è sostenere la decisione presa con unanime volontà politica dalle istituzioni, dalle forze economiche, dai soggetti politici affinché diventi definitiva. Devono essere lasciate da parte piccole e localistiche polemiche a fronte di una scelta di dimensioni nazionali. La seconda cosa è mantenere un costante impegno al fine di accelerare i tempi della effettiva realizzazione dell’opera. Non dimentichiamoci che ancora c’è da compiere un lungo percorso progettuale, il quale, inoltre, richiede molte risorse economiche. La terza è quella di pensare alle opportunità che questa arteria offre al sistema produttivo ed alla struttura sociale della Valtiberina, Toscana ed Umbra, unitariamente intesa. Queste opportunità saranno colte solo se verrà elaborata una idea di vallata, sufficientemente condivisa, sulla quale far convergere le energie degli interessati. Un’idea di Valtiberina futura non può prescindere da alcune considerazioni: a) struttura della popolazione; b) multiculturalismo raggiunto; c) sistema produttivo; d) grado di protezione sociale presente e cosi via. Su tutto questo un dato particolare è per Sansepolcro. Si tratta dell’iter del Piano Strutturale che deve ancora vivere il secondo passaggio in Consiglio comunale. I ritardi acquisiti dall’Amministrazione sono enormi, per cui dedicare un approfondimento sul significato generale del tracciato, con le relative implicazioni sociali come sopra detto, sarebbe un bene e non avrebbe carattere dirimente sui tempi di approvazione definitiva. Soprattutto se questo approfondimento servisse a stabilire, con grande chiarezza, che il Piano è della città e che indipendentemente da chi vincerà le elezioni il prossimo anno, lo strumento non verrà fatto decadere.
Nella discussione è rientrato anche l’esame della situazione politica in vista delle elezioni del 2011 a Sansepolcro, ed è emerso che ancora nessuno schieramento ha fatto conoscere le proprie intenzioni. Per la maggioranza attuale non c’è da meravigliarsi visto il livello di bilancio negativo che si porta dietro. Al contrario dal Centro sinistra ci si attende l’esplicitazione delle intenzioni perché ritenuto forza realmente alternativa e trainante per il futuro della città, in particolare se saprà coinvolgere l’insieme delle risorse presenti. Ad avviso del Circolo il primo elemento da chiarire riguarda la realizzazione di una alleanza politicamente coesa, che renda poi facile l’azione amministrativa. Per inciso va detto che la coesione non è data dalla ristrettezza dell’alleanza ma dal lavoro di costruzione di condivisione dello spirito e delle cose da fare. A seguire le forze politiche devono trovare la comune volontà su punti di ordine programmatico come: 1) la gestione dei servizi a domanda individuale dove non sembra, allo stato dei fatti, che le posizioni siano facili da comporre; anche se occorre sottolineare che superare le contraddizioni della maggioranza attuale non sarà facile (sedere nel consiglio di amministrazione dell’ATO acque ed allo stesso tempo voler uscire dell’intera gestione); 2) il Piano Strutturale, il suo futuro e la visione politica di città che lo deve sostenere. Ad avviso del Circolo lo strumento attuale, per quanto povero di contenuti, va portato a termine perché la città non può stare ferma altri cinque anni; 3) Gli aspetti programmatici che vanno dalla cultura alla manutenzione della città; 4) a quali forze sociali vuole rivolgersi l’azione della coalizione al fine di trovare il necessario sostegno alle scelte compiute
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