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giovedì 24 maggio 2012
     

Capitale europea cultura – Porzi ai sindaci: “Serve un gioco di squadra”

26/05/2010 14.43.46

Tema: POLITICA

Argomento:

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Perugia - Primo incontro di lavoro ieri con i Comuni di tutta la provincia

“Serve un gioco di squadra; un lavoro in rete affinchè il progetto sia il più competitivo possibile: esso potrà essere vincente nella misura in cui coinvolge il maggior numero possibile di soggetti”. E’ consistito soprattutto in un caloroso invito ad operare in sinergia il messaggio lanciato martedì pomeriggio dall’assessore provinciale alla cultura Donatella Porzi ai rappresentanti dei Comuni della provincia convocati per un primo confronto ufficiale sulla possibile candidatura umbra a Capitale europea della cultura per l’anno 2019. Una sorta di giornata di studio dal titolo “Un percorso che comincia. La candidatura del territorio umbro a Capitale Europea della Cultura 2019” ospitata presso la Sala del Consiglio Provinciale, per “fare chiarezza sul possesso, da parte delle realtà comunali della provincia di Perugia, dei requisiti e delle potenzialità adeguati a percorrere la lunga istruttoria che porta ad avanzare la candidatura”. Un primo incontro dunque, squisitamente istituzionale, per iniziare a sensibilizzare il territorio, perché mai come in questo caso “è l’unione che fa la forza”. “Ogni nostra singola realtà – ha esordito Porzi – per il patrimonio culturale e storico che possiede potrebbe avere le carte per candidarsi: ma lo spirito della normativa europea non è affatto campanilistico. Ci si chiede di fare uno sforzo in più e di avanzare candidature ‘corali’, attraverso l’elaborazione di progetti in cui spicchi l’interculturalità e la capacità di accoglienza di un territorio”. Per l’assessore alla cultura nell’unire le energie non c’è il rischio di perdere la propria identità, bensì c’è l’opportunità di valorizzarla. A suo avviso, in questo percorso che si sta mettendo in pratica verso la candidatura 2019, nessuno deve essere escluso. Per questo, dopo un primo contatto con le realtà amministrative comunali, occorre guardare ai centri di studio e culturali presenti sul territorio, alle eccellenze imprenditoriali, alle forze economiche, fino a lanciare messaggi efficaci per un coinvolgimento di tutta la società civile. In questo modo, a suo avviso, si appronta un lavoro che sarà altrettanto prezioso e importante quanto il raggiungimento della meta. “Tutto ciò che verrà elaborato in questo periodo – ha spiegato – non andrà disperso, indipendentemente dall’esito finale”. La Provincia di Perugia, che nell’esercitare il proprio ruolo di coordinamento sovracomunale vuole essere punto di riferimento soprattutto per le realtà medio-piccole, ha già chiesto ai sindaci di predisporre delle relazioni sulle peculiarità dei loro territori. “Da queste si partirà – ha spiegato Porzi - intrecciando affinità e differenze, per elaborare un progetto di qualità”. Le prossime tappe dovranno essere la costituzione di un Comitato promotore, di un Comitato d’onore e di un coordinamento artistico-culturale

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