Flamini (Prc): "Mobilitazione regionale contro l’attacco al sistema d’istruzione pubblico"

26/05/2010 15.00.34
Tema: POLITICA
Argomento:
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Perugia - Sono state tagliate risorse ingenti a scuola università e ricerca
Nel contesto generale di misure antipopolari e sbagliate che caratterizzano l’
azione del governo per la presunta fuoriuscita dalla crisi s’inserisce un
attacco senza precedenti al sistema pubblico d’istruzione, formazione e
ricerca. Lo abbiamo già detto: grazie a Gelmini e Tremonti sono state tagliate
e si taglieranno risorse ingenti a scuola, università e ricerca. Non solo. Nei
fatti si disconosce il ruolo e la funzione delle lavoratrici e dei lavoratori
del comparto e si torna ad un’idea di scuola che escluderà dal diritto all’
apprendimento migliaia di ragazze e ragazzi. Catastrofismo? Tutti i
provvedimenti previsti concorrono soltanto a peggiorare la qualità complessiva
del sistema d’istruzione pubblico e di stato, con grande gioia di tutti quei
soggetti privati che stanno attendendo la svendita totale della conoscenza al
mercato. Nella scuola ci saranno 25.600 insegnanti e oltre 15.000 Ata che
perderanno il posto di lavoro; nella nostra regione, oltre alla chiusura di
plessi, si prevede la perdita di circa 600 posti di lavoro. In questo modo
nella scuola primaria non potranno essere soddisfatte pienamente né la domanda
di tempo pieno, né la richiesta delle 30 ore. Nella secondaria i tagli
assumono
dimensioni epocali. È inoltre in discussione in Parlamento un disegno di legge
sull’Università che da una parte determina maggiore precarietà per i
ricercatori, dall’altra porta gli atenei al collasso finanziario. Insomma,
mentre il Paese avrebbe bisogno di puntare strategicamente sulla conoscenza
pubblica, il governo risponde con un progetto di tagli ragionieristici per
ridurre il sapere a merce.
Nella nostra regione possiamo e dobbiamo opporci a questa situazione. Intanto
impegnando le Amministrazioni comunali a sollecitare l’azione dei Dirigenti
Scolastici volta a richiedere gli organici necessari alla formazione delle
classi nel rispetto delle specificità territoriali di comuni montani e ad
intervenire presso gli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali affinchè
venga
rispettata la normativa in questione, in modo da evitare ulteriori chiusure di
plessi e perdite di posti di lavoro. Inoltre il Consiglio Regionale dell’
Umbria
potrebbe anche chiedere il rinvio dell’attuazione dei regolamenti.
Rifondazione comunista è impegnata in questo senso e ha già coinvolto le
proprie strutture e rappresentanze istituzionali presenti su tutto il
territorio provinciale, ma siamo consapevoli che occorre un’unità d’azione più
ampia, aperta a movimenti, forze sociali e politiche per costruire tutti
insieme una alternativa a queste scellerate politiche del governo. Ribadiamo
di
essere disponibili a sostenere tutte quelle forme di lotta che entro la fine
dell’anno scolastico possano determinare il ritiro di questi provvedimenti,
dallo sciopero generale, allo sciopero degli scrutini. Per l’istruzione
pubblica e di stato.
Enrico Flamini
Segretario Provinciale Prc Perugia
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