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giovedì 24 maggio 2012
     

Giovanni Pelini, in arte "Ilinep", lanciato dalla Compagnia Artisti, approda a Firenze

28/05/2010 9.45.56

Tema: CULTURA SPETTACOLO EVENTI

Argomento:

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Sansepolcro - Le sue sculture ora sono apprezzate anche nel capoluogo Toscano

Rimarrà aperta fino al 4 Giugno la mostra di sculture dell'artista “ILINEP” inaugurata lo scorso 25 Maggio nella sede del Consiglio regionale a Firenze, al secondo piano di Palazzo Panciatichi in via Cavour 4. Ilinep è lo pseudonimo di Giovanni Pelini creativo Aretino ben noto consigliere comunale del capoluogo di provincia. Non ci sono dunque più dubbi, qualora ce ne fossero mai stati,

sull'identità del geniale artista che trova nella mostra Fiorentina il più

completo lancio nel panorama dei creativi toscani ma che aveva già esposto, con la Compagnia Artisti, a Sansepolcro dal 24 Dicembre al 6 Gennaio scorsi nelle sale espositive di Palazzo Pretorio e dell'Oratorio della Madonna delle

Grazie.

Pelini che ha iniziato a cimentarsi con la scultura come un gioco e quindi da

autodidatta, ora sviluppa in pieno e porta al giudizio del pubblico un cospicuo numero di opere. “Limiti riflessi” è il titolo di questa esposizione inaugurata dal consigliere regionale Enzo Brogi e dal professor Luigi Bellini del Museo Bellini Gallery di Firenze.

Il battesimo dell’arte di Giovanni Pelini, stimolato tra gli altri dall’amico

Riccardo Nencini, attuale assessore al bilancio della Regione Toscana, è

avvenuto dunque nel 2009 a Sansepolcro grazie all’interesse che la sua opera ha sollevato nel presidente della Compagnia Artisti della cittadina biturgense Michele Foni.

“E' stato l'amico Riccardo Mezzabotta, cittadino di Arezzo ma originario di

Sansepolcro, a suggerirmi di esporre le opere di Pelini. Ho trovato subito

molto curioso che pur essendo uno autentico debuttante avesse già pensato di crearsi un nome d'arte come di chi ha una certa consapevolezza di ciò che

costruisce e di chi ha una forte determinazione nel mondo della creatività- ha

detto Michele Foni- sono bastate due occhiate alle sue opere per capirne lo

spessore di livello europeo e con forti richiami alla civiltà dell'immagine del

900”. Ilinep-Pelini lavora la pietra arenaria il legno e si dedica pure a tecniche

miste in cui intervengono materiali diversi assemblati, incollati ed

intersecati. Anche il luogo dove crea è scelto con professionalità: uno spazio

alle pendici del monte Lignano dove si trova una vecchia cava di pietra serena

è infatti il suo laboratorio.

“La scultura può apparire pure brutta ma l’importante, come per la poesia, è

che riesca ad attuare un collegamento tra il messaggio dell’artista e l’

osservatore. Nel mio lavoro emerge dunque la volontà di comunicare, attraverso le figure e le forme realizzate, i pregi e difetti dell’individuo- afferma l'artista- In generale m’interessa riflettere sul divario tra la visione

infantile e l’uomo ‘maturo’ come ad esempio nelle sculture dal titolo ‘Gioia di

bimbo’ e ‘Arco di vita’. In altre opere privilegio l’indifferenza, l’

imposizione, l’individualismo, l’abbandono, temi che racchiudono una visione

culturale decadente che emerge qualora l’uomo non riesca a superare le

debolezze egoistiche”.

Emerge nei temi trattati, spesso, un certo pessimismo e l’imposizione, che il

creativo denuncia, della mancanza di democrazia nella maggior parte dei paesi del globo.

“Voglio tuttavia rimarcare – afferma ancora Pelini – un messaggio positivo che

si trova nella rappresentazione della solidarietà con la quale si evidenzia la

forza di gruppo che può contrastare le debolezze egoistiche”.

In un certo senso le opere di Pelini sono dunque il prodotto di un

ragionamento che è vuoi il frutto di una consapevolezza politica, specchio dei nostri tempi, vuoi l'intuizione di un creativo spontaneo che mette direttamente su pietra immagini che ha ben chiare sulla mente.

Si potrebbe infatti dire che alcune opere sono più immediate e di facile

comprensione altre più mediate da una filosofia ed elaborate; è dunque un'arte perita, studiata, e in continua progressione che lascia intravedere margini di un costante sviluppo. Quando Pelini raggiunge un traguardo con una serie di opere a lui più convenzionali ecco che ricomincia dedicandosi a forme d'arte diverse, a sculture insolite ed a tecniche miste bizzarre che denotano la spontanea freschezza di idee che finiscono per costituire le pietre miliari, è il caso di dirlo, di un cammino che siamo ceri sarà ancora denso di esperienze ed esperimenti.

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