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giovedì 24 maggio 2012
     

Università/Per la Provincia inaccettabile l’offerta formativa dell’Ateneo di Perugia

31/05/2010 17.11.27

Tema: ATTUALITA

Argomento:

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Terni - Polli e Maurelli respingono recisamente l'offerta formativa

Il presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli e il presidente del Consiglio provinciale Andrea Maurelli respingono recisamente l’offerta formativa dell’Università di Perugia perché del tutto incoerente con le linee guida che la stessa Università aveva portato avanti nei mesi scorsi insieme alle istituzioni locali, alla Regione e al sistema socioeconomico del territorio. Non vengono, infatti, salvaguardati i livelli minimi ritenuti inderogabili per consentire la presenza a Terni di un polo universitario.

Dal momento che non risulta giustificata in modo convincente né da vincoli di natura economica né normativi, l’impostazione data, che contraddice gli orientamenti precedentemente condivisi, appare come un brusco ritorno all’indietro nei confronti della direzione precedentemente concordemente intrapresa. Si ha, anzi, l’impressione che l’Ateneo perugino voglia ridimensionarsi e arroccarsi all’interno della propria acropoli.

Siffatta concezione, contrariamente alle aspettative e alle necessità, finirebbe per pregiudicare pesantemente le prospettive di sviluppo dell’intero territorio ternano e, più in generale, di quello regionale.

Si ritiene, peraltro, che da parte dell’Università perugina, che pure figura tra le migliori in Italia e che certamente subisce gli effetti del drastico taglio di risorse deciso dai provvedimenti governativi, ci sia l’intenzione di affrontare la questione in maniera spregiativa rispetto alle grandi risorse messe a disposizione in questi anni dalle istituzioni e dalle forze locali e alle maggiori disponibilità della stessa Regione dell’Umbria.

Poiché la comunità non può affatto accettare di rinunciare ad una qualificata presenza universitaria a Terni, sia per il suo valore intrinseco, sia per il contributo che può venire allo sviluppo, la Provincia, insieme alle altre istituzioni, non lascerà nulla di intentato affinché, nel periodo di proroga, l’Università di Perugia riveda sostanzialmente e modifichi le proprie posizioni maturando una nuova offerta accettabile e coerente con le impostazioni condivise.

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