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giovedì 24 maggio 2012
     

Due giugno: festa della Repubblica. Le cerimonie nel Comune di Umbertide

03/06/2010 15.31.34

Tema: CULTURA SPETTACOLO EVENTI

Argomento:

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Umbertide - Il concerto è stato preceduto dal discorso di saluto del sindaco Giulietti

Per la “Festa della repubblica” di mercoledì 2 giugno il Comune di Umbertide ha predisposto la consueta cerimonia solenne in Municipio. Alle ore 11.30, presso la sala del Consiglio comunale di Umbertide, si è tenuto il concerto per i 64 anni della Repubblica Italiana eseguito dal gruppo da camera “Fracta Musici”. E' stato eseguito l'inno di Mameli. Il concerto è stato preceduto dal discorso di saluto del sindaco Giampiero Giulietti, che qui integralmente riportiamo:

Sessantaquattro anni di storia repubblica. Festeggiamo la nostra Repubblica, la sua fondazione, il giorno in cui gli italiani la scelsero. Questa festa è di straordinaria attualità. Ci aiuta ad avere maggior consapevolezza della nostra Patria, a conoscere la storia, a comprendere meglio il presente. Un simpatico parlamentare leghista ha detto che per risparmiare sarebbe meglio togliere la festa del 2 giugno. Per risparmiare, aggiungo io, si potrebbe togliere qualche parlamentare ed abolire qualcuno dei loro privilegi. Nessuno in Francia si sognerebbe di dire aboliamo il 14 luglio o negli Stati Uniti il giorno del Ringraziamento. Strano Paese il nostro, ma senza dubbio originale. Viviamo in un periodo di profonde contraddizioni, con un'economia debole e con profonde difficoltà che attanagliano le nostre famiglie. Dobbiamo recuperare alcuni principi, partendo da quelli di giustizia sociale, solidarietà, equità. Già, l'equità. La possibilità di contribuire, a seconda del proprio reddito e delle proprie possibilità. Quando celebro un matrimonio leggo agli sposi alcuni articoli del codice civile. L'articolo 143 stabilisce che in un matrimonio ogni coniuge contribuisca ai bisogni della vita familiare in relazione alle proprie sostanze e capacità di lavoro professionale e casalingo. L'Italia è come una grande famiglia e tra noi italiani ci deve essere questo profondo senso di solidarietà e sussidiarietà. Se vogliamo salvarlo questo nostro Paese occorre ripartire da qui. Bisogna fare tutti un grosso sforzo. Sapersi confrontare, non scontrare. Bisogna accantonare personalismi e protagonismi. Dobbiamo essere maturi e responsabili nel cercare ciò che unisce piuttosto che ciò che divide. Ma per fare questo occorre dialogare e discutere. Ovunque abbiamo, a cominciare dalle istituzioni e dalle forze pubbliche e sociali, necessità di aprirci, allargare le discussioni, trovare luoghi e modi anche nuovi per imparare ad ascoltare. Il valore dell'ascolto è fondamentale in questa società sorda e distratta. Ascoltare chi chiede aiuto, chi vuole sfogarsi, chi dire la propria. Ascoltiamo troppo noi stessi e non siamo disponibili a capire le ragioni degli altri. Dobbiamo cambiare e attualizzare il messaggio del 2 giugno, questa data simbolo che rappresenta la nascita della Repubblica e dell'Italia moderna. Due anni dopo la Repubblica nasceva la Costituzione, scritta a tramandata dai padri della Repubblica. Un testo importante sul quale si basa il nostro ordinamento. Un testo bellissimo che coniuga le aspettative di un popolo che usciva dalla guerra e dalla dittatura con un profondo rispetto per le istituzioni e le persone. Un rispetto che oggi sembra troppo spesso venire meno. Anche in un momento così difficile come quello odierno non deve mai venir meno il rispetto per ogni singolo individuo. Anche oggi che siamo chiamati a sacrifici occorre ricordarsi che quei sacrifici devono riguardare tutti in maniera proporzionale ed equa se vogliamo aprire per l'Italia una prospettiva di sviluppo più sicuro e forte. Sentirsi italiani significa riconoscere come problemi di tutti noi quelli che preoccupano le famiglie in difficoltà e i giovani, alle prese con le precarietà, gli interrogativi e le incertezze per il futuro in cui si dibattono. Siamo un paese ricco di intelligenze e di talenti, molto migliore di certi avvilenti spettacoli che riguardano le nostre classi dirigenti. L'Italia deve avere più rispetto per se stessa, saper cogliere gli esempi eroici di civili e militari che con il loro sacrificio ci hanno fatto sentire orgogliosi di appartenere a questo Paese. L'Italia consolidi la sua unità, si rinnovi, divenga più moderna e più giusta e si dimostri capace di dare il suo contributo alla causa della pace e della giustizia nel mondo.

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