Convegno su “Governo della salute”

04/06/2010 15.36.38
Tema: COMUNICAZIONI AMMINISTRATIVE
Argomento:
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Sansepolcro - Iniziativa del comune biturgense, della Comunità Montana e del centro "Franco Basaglia"
“Esiste una alternativa concreta alla Società della Salute. Su quella puntiamo e quella vogliamo far funzionare al meglio”. Questo il messaggio, forte, chiaro e condiviso, uscito dalla giornata di studio che si è tenuta stamani a Palazzo delle Laudi. Sul tavolo la delicata tematica del “governo della salute”, iniziativa proposta dal comune biturgense, dalla Comunità Montana Valtiberina e dal centro “Franco Basaglia” di Arezzo. “Abbiamo riflettuto a fondo sulla normativa regionale – ha spiegato Giovanni Menicatti del centro Basaglia – e abbiamo riscontrato assieme al mantenimento dei fermi principi dell’assistenza sanitaria, anche marcati punti di debolezza. Fra questi l’eccessivo accentramento dei poteri decisionali al direttore dell’azienda sanitaria e il ruolo che sull’argomento dovrebbe giocare il distretto. Nelle zone c’è necessità non di un consorzio, ma di un ente locale che governi la materia, faccia le regole e gestisca i servizi accordandosi con l’azienda sanitaria. La legge regionale 41 fissa in maniera chiara i paletti operativi: ove non sia costituita una Società della Salute, è la Comunità Montana di riferimento a svolgere tali mansioni. Bene, in Valtiberina un ente comprensoriale di questo tipo esiste ed è in possesso dei requisiti per portare avanti tale tipo di azione”. Parole e musica per Alberto Santucci, assessore al sociale della Comunità Montana, che già sull’argomento aveva detto la sua e che, anche in virtù del suo ruolo di consigliere provinciale, ha messo in campo iniziative istituzionali. “Perché non vogliamo – si chiede l’amministratore dell’ente comprensoriale - costituire una Società della Salute in Valtiberina? Perché qui abbiamo già una Comunità Montana che, oltre a coincidere perfettamente con la zona socio-sanitaria, da dieci anni gestisce i servizi sociali, da tre anni gestisce il fondo regionale per la non autosufficienza e potrebbe immediatamente diventare essa stessa una sorta di Società della Salute a statuto speciale, realizzando così in maniera molto più economica, rapida e snella l’obiettivo primario dell’integrazione socio-sanitaria. Salvandoci così dalla creazione di un nuovo, ulteriore ed aggiuntivo ente pubblico imposto dall’alto, composto da un pachidermico e costoso organigramma formato da presidente, giunta esecutiva, assemblea dei soci, collegio sindacale e direttore. Una sorta di nuovo Aato di cui, viste anche precedenti esperienze in altri versanti, vorremmo fare sinceramente a meno. La Comunità Montana Valtiberina è un ente pubblico, è un ente locale, è un’unione di comuni, ha il proprio statuto e la propria personalità giuridica. Per ottenere le autorizzazioni necessarie a realizzare la piena integrazione socio-sanitaria sul territorio, sarebbe sufficiente un semplice accordo di programma sottoscritto, oltre che dall’ente in questione, da Regione Toscana, Asl, Provincia di Arezzo, per la programmazione, l’organizzazione, la gestione ed il controllo dei servizi socio-sanitari e sanitari in applicazione delle scelte contenute nel Piano Integrato di Salute. Per il sociale – conclude Santucci – nulla occorrerebbe aggiungere poiché si tratta di un servizio che la Comunità Montana sta già svolgendo in forma associata su delega dei comuni dal 2001”.
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