Giorgio Renzi (Sinistra Ecologia Libertà): "Se Bella ciao offende le istituzioni"

05/06/2010 10.40.48
Tema: ATTUALITA
Argomento:
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Arezzo - Tutto nasce per la presa di posizione di una preside di una scuola media musicale
E’ sconcertante quello che è successo alcuni giorni fa in una scuola italiana.
In sintesi: gli alunni di una scuola media musicale eseguono un concerto davanti a rappresentanti del Ministero della Pubblica Istruzione. Alla fine eseguono fuori programma “Bella Ciao”.
La Preside infuriata sente il “dovere” di scrivere una lettera a tutti i docenti, agli alunni e alle famiglie, per esprimere la sua amarezza per quello che definisce "un atto deplorevole, di certo non una semplice ragazzata”, con queste motivazioni:: "Sollecito gli adulti a scusarsi - e far capire agli studenti che, se è giusto e importante esprimere le proprie convinzioni, è altrettanto giusto e importante non assumere iniziative che travalicano i limiti del rispetto delle persone, della correttezza e del buon gusto”.
Un episodio di questo genere non può essere archiviato come fatto occasionale da far passare i silenzio, perché, purtroppo, dice molto di più sulla mutazione genetica cui è sottoposta la scuola e la società italiana.
La scuola pubblica italiana è sottoposta ad un duplice processo di destrutturazione/distruzione: uno di carattere economico ed uno di carattere culturale.
Tagli indiscriminati alle risorse volte alle attività didattiche, ora tagli indiscriminati agli organici ed agli stipendi dei docenti, additati in questo modo al pubblico ludibrio come i fannulloni causa del dissenso finanziario italiano. Contemporaneamente un attacco di tipo politico/culturale modello minculpop. Nascondere e revisionare buona parte della storia italiana, soprattutto della storia repubblicana.
Se un dirigente scolastico ritiene offensivo cantare “Bella ciao” da parte di una classe, ci domandiamo: che idea di Repubblica e di democrazia ha questa preside? Che conoscenza ha o, almeno, quale cultura democratica vuol far trasmettere ai suoi alunni?
Se fosse un episodio isolato, frutto della distorsione politica di un individuo, potremmo anche lasciar perdere. Ma la cosa grave è la mancanza di reazione, sia nei mass media, sia nella società, sia nelle forze politiche, tranne, ovviamente alcune eccezioni, sia, peggio ancora, da parte del Ministero. Questo testimonia di un clima politico e culturale che dovrebbe preoccupare tutti coloro che hanno a cuore la democrazia italiana, le sue istituzioni, l’dea stessa di libertà,, di quella libertà che ha nella costituzione lo strumento per essere esercitata, quella Costituzione che è anche stata conquistata da chi Bella Ciao” la cantava sulle montagne.
E’ inaccettabile che dal Ministero, dove si continuano a richiamare Presidi che prendono altre posizioni, non sia venuto un richiamo alla Preside che non solo si è sentita offesa, ma ha ritenuto che quella canzone simbolo della lotta per la resistenza offendesse i rappresentanti delle istituzioni. Forse quella Preside è convinta davvero di essere nel ventennio e di dover difendere i gerarchi, i quali si sono ben guardati dallo smentire di essersi sentiti offesi. Di fatto con il loro silenzio hanno avvallato l‘atteggiamento della dirigente scolastica e l’dea che cantare “Bella Ciao” sia offensivo per la Repubblica Italiana ed i suoi rappresentanti. Forse “Giovinezza” sarebbe stata più gradita!
Questo è inaccettabile e non può essere passato sotto silenzio. La libertà e la dignità della scuola pubblica è parte essenziale di una paese democratico. Ma questo, come si vede, non fa parte della cultura di questo governo.
Ci piacerebbe se, come risposta a questo forma di revisionismo della storia imposto dall’alto,, gli studenti di tutte le scuole concludessero l’anno scolastico cantando insieme “Bella Ciao” in ogni scuola del regno…pardon, ancora della Repubblica.
Giorgio Renzi
Sinistra Ecologia Libertà
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