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giovedì 24 maggio 2012
     

Dpef 2010 e la sanità. Sintesi dell’intervento in aula del Vicepresidente della Commissione IV

09/06/2010 11.26.04

Tema: ATTUALITA

Argomento:

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Toscana - Mugnai/Pdl: «Manca lo scatto assistenziale al welfare delle responsabilità ed opportunità»

«Dalla lettura degli indirizzi al Dpef 2010 si registra un atteggiamento anche autocritico sulla situazione dei vari comparti di competenza regionale. Tutti meno quello socio-sanitario, cosa che appare un po’ autoreferenziale. In realtà il Welfare toscano si è basato finora sul controllo ragionieristico e burocratico della macchina pubblica, dimostrandosi inadeguato ai bisogni della persona, perché si è limitato a guardare al bisogno e non alla donna, all’uomo, al bambino che ne sono portatori».

«Purtroppo non registriamo in questi indirizzi per il Dpef, quel coraggioso cambio di passo più che mai necessario per garantire il passaggio da un welfare assistenziale a un welfare delle responsabilità condivise e delle opportunità, ovvero per applicare concretamente la sussidiarietà orizzontale come modalità di governance».

«Purtroppo si persiste su un’impostazione ideologica, dirigistica ed autoreferenziale dove il pubblico, e quindi la politica, non si limita a fissare gli obiettivi ed a garantire i livelli di efficienza, ma pretende anche di avere praticamente il monopolio della gestione, tradendo una strana idea del concetto di sussidiarietà. Una sussidiarietà in cui la società civile è comunque sempre sotto tutela, non meritando, agli occhi di questa Giunta Regionale, una piena fiducia».

«L’opera di ricostruzione del sistema del welfare non può che ripartire dalla centralità della Persona, secondo un welfare society che si realizzi anche attraverso il riconoscimento di libertà e fiducia nella società civile».

«Varrebbe la pena di raccogliere tutti insieme la sfida in nome della razionalizzazione della spesa sanitaria, che copre oltre il 70% del bilancio regionale. Questo anche perché la sanità toscana è, non per caso, una struttura estremamente complessa ed estremamente controllata dalla politica. Ed ecco allora che riemerge la necessità di dare sostanza al principio di sussidiarietà orizzontale, o che possono venire in soccorso altri concetti quali integrazione a pari dignità tra pubblico e privato, competitività, meritocrazia, libertà di scelta, centralità della Persona. Nella relazione al Dpef che ci è stata presentata si afferma che: “saranno favoriti i processi aggregativi dei Comuni e delle Province, l’esercizio associato di funzioni, le esperienze di unità dell’amministrazione che portano efficienza e qualità”, ma allora perché insistere nel puntare su un’ulteriore sovrastruttura istituzionale quale è la Società della Salute?»

«Infine, ecco per titoli le linee di indirizzo alternative a quanto prospettato dalla giunta. 1. Politiche integrate sulla vita da realizzare attraverso la presa in carico della persona lungo tutto l’arco dell’esistenza. 2. Assistenza domiciliare e residenzialità extraospedaliera da realizzare promuovendo nel territorio forme di sostegno e percorsi cura personalizzati in nuovi tipi di strutture quali ospedali di comunità ed hospice. 3. Promozione e valorizzazione del terzo settore (privato sociale profit e no profit)».

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