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giovedì 24 maggio 2012
     

CNA su chiusura Università per il Turismo di Assisi.

15/06/2010 15.20.08

Tema: ATTUALITA

Argomento:

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Umbria - “Non solo Università. Molte altre scuole rischiano di cadere nel dimenticatoio.

Non solo l’Università ha rappresentato e rappresenta per il territorio assisano “una importante fonte culturale ed anche economica”.

Senza nulla togliere all’importanza che ha rivestito la Facoltà di Economia del Turismo di Assisi e all’indotto che sicuramente muove il turismo in questi territori, è necessario ricordare che molte altre scuole rischiano di cadere nel dimenticatoio, con gravi ripercussioni per l’economia locale. A dirlo è la Cna di Bastia Umbra ed Assisi che riporta la problematica sull’urgenza di salvaguardare gli istituti tecnici e l’indotto mosso dall’artigianato. “Dobbiamo potenziare gli istituti tecnici e professionali, altrimenti il territorio non manterrà quella qualità e capacità produttiva che l'ha da sempre contraddistinto”, afferma Antonello Cozzali Presidente Cna Bastia-Assisi.

“Queste scuole sono da sempre il luogo dove tradizionalmente artigianato e piccola impresa hanno attinto preziose risorse umane. E’ invece fenomeno degli ultimi anni - prosegue Cozzali - la loro progressiva svalutazione rispetto alle scuole ritenute “qualificanti”, sino alla completa chiusura di gran parte dei corsi tecnici di IPSIA e ITIS di S. M. degli Angeli. Si è creata, in sostanza, un’assurda discriminazione tra lavoro e cultura, dove solo quest’ultima ha ricevuto la necessaria considerazione. Sottolineiamo perciò, in via generale, la necessità di invertire la tendenza "liceizzante" all'interno del sistema della scuola secondaria che ha teso ad aumentare le discipline teoriche a scapito dell'apprendimento delle competenze e di accrescere invece l'attività professionale e di laboratorio fin dal biennio creando nuove occasioni per un rapporto diretto con le imprese. Anche quale antidoto contro la crisi, sarà opportuno voltare pagina e rivalutare gli istituti tecnici e professionali, restituendo pari dignità didattica e formativa al lavoro e alla cultura”.

Le scuole tecniche e professionali, nota Cna, devono riprendere a svolgere la funzione, sebbene in chiave attuale e moderna, di “serbatoio” delle competenze e di “luoghi” del sapere pratico, attraverso i quali sia possibile per i giovani dotarsi di professionalità moderne e immediatamente spendibili sul mercato del lavoro. Per queste ragioni riteniamo necessario riaffermare l'identità degli istituti tecnici e professionali all'interno del sistema locale di istruzione e formazione per valorizzare il “capitale” sociale culturale e di competenze professionali, accumulato dagli istituti professionali nella loro pluridecennale esperienza e, al contempo, fare in modo che assumano, gradualmente, una configurazione in grado di rispondere in maniera flessibile alla richiesta di competenze sempre più avanzate connesse a precisi ambiti settoriali. “Infatti - puntualizza Cozzali - considerando la natura del tessuto economico produttivo dell’assisano,la classe dimensionale delle imprese, per lo più piccole e medie e l’attitudine a lavorare per filiere che caratterizzano la produzione a livello locale, la prima sensazione che si ha è che una così forte contrazione degli indirizzi scolastici di natura tecnica nel territorio rischia di far mancare molti profili professionali necessari ad imprese produttive di grande valore aggiunto ed importanza. Riteniamo perciò fondamentale aumentare gli spazi di dialogo tra scuola e tessuto economico locale, permettendo ai singoli istituti di rispondere con un’offerta formativa adeguata alle reali esigenze delle imprese e del territorio. Bene perciò l’esigenza di difendere e rilanciare la formazione in materia di turismo, da sempre vocazione territoriale, ma non dimentichiamo, conclude Cozzali, il manifatturiero che, pur scontando tuttora una pesante crisi recessiva, resta pur sempre uno dei principali elementi caratterizzanti dell’economia locale e che anche in questi mesi ha continuato a lamentare una forte carenza di manodopera qualificata e di tecnici specializzati” .

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