Consiglio Comunale, interpellanza sul sistema museale

17/06/2010 16.16.22
Tema: COMUNICAZIONI AMMINISTRATIVE
Argomento:
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Citta di Castello - E' necessario puntare di più sul turismo
I dati sull'affluenza dei visitatori nei musei cittadini e dei relativi costi di gestione, insieme alle politiche culturali dell'amministrazione comunale, sono stati al centro del dibattito che si è sviluppato sull'interpellanza del capogruppo di Fi Ivano Rampi sul sistema museale di Città di Castello. Con il documento il consigliere di minoranza ha chiesto di conoscere “i numeri che riguardano le presenze di visitatori nel triennio 2008/2010, la distribuzione dei visitatori rispetto alla provenienza, le spese ed i ricavi suddivisi per singola sede”, ragguagli sull'”assetto museale cittadino e la propria integrazione nella dimensione locale, comprensoriale e regionale” e sulle “iniziative che la giunta attiverà per la valorizzazione dei musei cittadini”. “C'è l'esigenza – ha detto Rampi – di capire qual'è lo stato di Città di Castello nel sistema turistico regionale. Molto spesso ricorre infatti la lamentela dei servizi poco efficienti che vengono offerti ai turisti. Anche sulla promozione, però, c'è la necessità di lavorare diversamente, se è vero che un patrimonio come quello delle opere di Burri è caduto in secondo piano, visto che le manifestazioni organizzate dalla Fondazione Albizzini si svolgono ovunque meno che in città”.
L'assessore alle politiche culturali Rossella Cestini è partito dalla sottolineatura che “la città non ha vocazione turistica, ma essenzialmente industriale, non siamo come molte altre città dell'Umbria, ma negli ultimi anni abbiamo comunque cominciato ad acquisire un ruolo importante”. L'amministratore ha riconosciuto che “c'è stata una promozione nazionale e internazionale dell'arte di Burri, in particolare nel 2008 e nel 2009 con le tappe di Milano e Catania in Italia e della Spagna e della Grecia, mentre è prossima un a esposizione a New York, ma è vero è che bisogna essere in grado di collegare meglio questo patrimonio con la promozione della città in futuro”. Cestini è quindi entrata nel merito dell'interpellanza, portando i dati relativi ai visitatori nei musei della città. “La Pinacoteca comunale tra 2008 e 2009 ha fatto registrare un aumento di ingressi da 7.167 (6.315 visitatori più 852 studenti per le attività didattiche) a 7.714 (6.524 visitatori più 1.190 studenti) – ha esordito l'assessore – la Collezione Burri è in-vece passata nello stesso periodo da 15.431 a 13.186 presenze, il museo del Duomo (e il campanile cilindrico) da 10.399 (più 4.125 per il campanile) a 7.339 (più 2.896 per il campanile), il Centro delle Tradizioni Popolari dalle 811 di sei mesi del 2008 (dovuti alla chiusura per il resto dell'anno per i lavori di ristrutturazione) a 1.434 del 2009, il museo della Tela Umbra da 1.170 del 2008 a 1.460 del 2009 e la Tipografia Grifani Donati ha registrato nel 2009 2.049 presenze, mentre non disponiamo del dato del 2008”. L'assessore ha ricordato come l'amministrazione si sia attivata per “concordare i prezzi dei biglietti da praticare ai visitatori, attraverso in particolare le agevolazioni per gli over 65, la carta giovani e riduzioni in occasione di manifestazioni come il Festival delle Nazioni, la Mostra del Libro, la Mostra del Cavallo”, promuovendo anche “un col-legamento tra le strutture che offre al turista la possibilità di avere riduzioni in tutti i mu-sei se prende il biglietto nel museo del Duomo”. Cestini ha poi toccato il tema delle spese di gestione, evidenziandone “la rilevanza e la complessità”. “Per la Pinacoteca comunale – ha sottolineato – siamo passati dai 112.000 euro del 2008 ai 130.000 pre-visti per il 2010 per le convenzioni, con spese fisse aumentate da 43.956,37 euro a 51.899,91 euro e ricavi che sono stati di 27.366 euro nel 2008 e di 27.917 nel 2009. Per quanto riguarda il Centro delle Tradizioni Popolari – ha proseguito Cestini – abbiamo avuto spese di gestione passate da 18.075 euro nel 2008 a 36.150 nel 2009, con spese fisse di 13.451,43 euro nel 2008 e di 16.552,63 nel 2009 e ricavi passati dai 1.211, 9 euro del 2008 a 2.668,80 euro nel 2009”. Sul versante delle iniziative culturali, Cestini ha indicato tra le altre il collegamento con Città della Pieve per Pinturicchio e l'attività di promozione che ha riguardato la Pinacoteca, in particolare con gli eventi del periodo estivo”.
“Se è vero che il nostro territorio non è vocato all'accoglienza turistica, ritengo che debba comunque essere uno degli aspetti da valorizzare per innescare meccanismi economici diversi a supporto dell'attuale modello di sviluppo”, ha commentato il capogruppo dei Verdi e civici – Italia dei Valori Roberto Lensi. Il consigliere ha ricordato “la proposta di una presentazione organica delle strutture museali della città già avanzata anni fa con l'obiettivo di promuovere un progetto da finanziare con risorse regionali”, rilanciando l'esigenza di “ragionare su un piano di sviluppo di politiche comuni nel com-prensorio, che diano migliore organizzazione e visibilità ai musei, a partire da un sito web specifico”.
“Il successo o l'insuccesso del sistema museale – è intervenuto il capogruppo di Castello Libera Nicola Morini - è proporzionato al successo del lavoro condotto dal sistema turistico. I dati dell'assessore Cestini – ha aggiunto - ci dicono una cosa che conoscevamo già, cioè che il turismo a Città di Castello è in sofferenza, in stand by”. Il consigliere di centrodestra ha parlato del “-3% sugli arrivi e del -8% nelle presenze registrate nel 2009”, evidenziando che “gli incrementi dei turisti italiani sono soprattutto dalla regione Campania, mentre per turisti stranieri ci sono i rumeni al primo posto, se-guiti dai polacchi, a testimoniare che il dato non è legato ad una presenza turistica che porta ricchezza come a Gubbio e Assisi, ma al lavoro”. “Anche gli ultimi dati del primo trimestre del 2010 dicono che siamo fermi, quando tutta la regione Umbria aumenta e il trend negativo accompagna negli ultimi anni anche l'indice di utilizzazione delle struttu-re ricettive”, ha osservato Morini, che ha rimarcato come “Città di Castello non abbia ancora strutturato un vero sistema turistico e non si guarda ancora alle collaborazioni con la Valtiberina toscana, che potrebbero essere una svolta rivoluzionaria per il territorio”.
Ad invitare a “distinguere tra presenze turistiche e dati museali” è stato il capogruppo del Ps Maurizio Rapaioli, che ha evidenziato come “dal Governo di centrodestra non stia arrivando alcun impulso alle politiche promozionali e di sviluppo del movimento turistico”. “Il turismo nei musei non è mai stato uno dei nostri punti di forza, ma non ci sono stati cali – ha osservato il consigliere - nonostante la nostra tradizione non sia paragonabile a quella di Gubbio e Assisi con cui si fanno raffronti. C'è buon afflusso turistico, che è richiamato più spesso nella nostra città da altro che i musei, anche se c'è la logica del mordi e fuggi. Ritengo – ha concluso Rapaioli - che l'amministrazione debba fare di più, ma anche che bisogna valutare consapevolmente la situazione”.
“Il consigliere Morini ci porta fuori tema – è intervenuto il capogruppo del Prc Mauro Alcherigi - nel 2009 questo territorio ha ceduto meno che il resto dell'Umbria, questo è un dato comunque assodato”. Il consigliere ha evidenziato come “negli ultimi venti anni i dati hanno evidenziato che il trend degli alberghi in Umbria è fermo, mentre sono sta-te le strutture extralberghiere a far esplodere il dato delle presenze, pur essendo un settore fittizio, per dimensioni, per organizzazione, che non è in grado di dare supporto al movimento”. “Nel nostro territorio in passato ci sono state molte presenze turistiche legate al mondo del lavoro e della produzione e queste sì che hanno risentito della crisi – ha puntualizzato Alcherigi – ma credo che il ragionamento che siamo chiamati a fare debba essere sulle scelte operate nella gestione dei musei, ad esempio con i capan-noni Burri che sono chiusi per sei mesi all'anno. Oltre a questo, credo che l'unico si-stema per avere risorse è quello di legare le strutture ricettive al sistema museale, ma ci sono diversi limiti, ad esempio la mancanza di negozi che vendano prodotti artigiana-li legati alla città, a denotare che non si è investito abbastanza né dalla parte pubblica, né dalla parte privata”.
“Non nego che ci siano tagli dei fondi a livello nazionale – ha puntualizzato il capo-gruppo di An Sandro Busatti - ma negli ultimi dieci anni il trend turistico nella nostra zona è rimasto invariato e quindi c'è piuttosto una deficienza di programmazione come amministrazione comunale”. Il consigliere ha sollevato il problema dell'arredo urbano del centro storico, facendo appello ad “investire per creare un ambiente più favorevole ai turisti, magari iniziando anche a sviluppare politiche promozionali come i cartelloni che reclamizzino il legame tra la nostra città e Burri lungo le principali arterie stradali”.
“E' vero che il Governo ha fatto pesanti tagli alla cultura, ma è vero anche che sono dall'oggi in avanti, non nei quattro anni precedenti di questo esecutivo – ha preso la parola il consigliere di Con Ciliberti Canzio Novelli - se è mancato un progetto cultura-le per i musei cittadini non dobbiamo nasconderci dietro un dito. I numeri dei visitatori non sono sufficienti rispetto alle aspettative e non sono sfruttati al meglio la seconda pinacoteca dell'Umbria che abbiamo la fortuna di avere, il fatto di essere l'unica città rinascimentale della regione e il sistema Burri”. “Manca una sensibilità adeguata da parte di tutta la maggioranza – ha attaccato Novelli - non abbiamo negozi d'arte per le carenze dell'amministrazione nell'incentivare gli artigiani, mentre su Burri se c'è un problema di costi di riscaldamento per tenere aperti tutto l'anno i capannoni di Rignal-dello, la politica deve trovare soluzioni”.
In sede di replica, il capogruppo di Fi Ivano Rampi ha eccepito che “il sistema museo della città manca in ogni caso di una relazione con i musei regionali, si parlava di Valle Museo e questa idea di un pacchetto di offerte culturali da Sansepolcro a Foligno non esiste più”. “L'affermazione dell'assessore Cestini sulla vocazione turistica della città stride – ha aggiunto – perché se la nostra economia produttiva viene meno, dobbiamo puntare allo sviluppo proprio del sistema turistico, altrimenti rischiamo di perdere una opportunità per il futuro”. Il consigliere ha rilevato come “i numeri eterogenei portati dal-l'assessore avvalorino la tesi che non c'è un sistema efficace a Città di Castello, che coordini le risorse museali”. “Burri è una risorsa che deve essere sfruttata e l'apertura dei capannoni lungo tutto l'anno permetterebbe anche di superare il problema dei costi”, ha concluso.
L'assessore Cestini ha preso la parola per rimarcare come “l'interpellanza avesse valenza culturale e non turistica”. “E' pertanto scorretto portare la discussione fuori tema, in un contesto nel quale l'assessore Celestini non poteva intervenire”, ha chiarito. “Ho detto che la città non ha una vocazione turistica per rimarcare che non è né Assisi, né Gubbio – ha spiegato Cestini - ma questo non significa che non dobbiamo puntarci, considerando l'esigenza di integrazione economica. Credo ci voglia più integrazione su scala regionale, ma è innegabile che i tagli del Governo a Regioni, Province e Comuni portino una penalizzazione alla promozione della cultura, che è un costo sociale, che non può essere sottoposto alla regola del profitto”.
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