Resoconto Consiglio comunale tifernate del 15 maggio

17/06/2010 8.33.07
Tema: COMUNICAZIONI AMMINISTRATIVE
Argomento:
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Citta di Castello - Appello distacchi acqua, chiarezza sui disservizi scale mobili, fiducia a prosindaco e giunta
APPELLO CONTRO I DISTACCHI DELL'ACQUA PER MOROSITA'
In apertura di seduta il capogruppo del Prc Mauro Alcherigi ha informato i consiglieri di aver interpellato il difensore civico “perché, attraverso il giudice, permetta ai cittadini morosi che hanno subito il distacco dell'allaccio al servizio idrico di non avere un'inter-ruzione dell'erogazione di acqua”. “Proprio stamattina – ha chiarito Alcherigi - sono sta-ti effettuati in città distacchi dell'acqua a cittadini morosi, tra cui alcune famiglie, con una prassi che non ritengo corretta ed è espressione di un vuoto politico, perché non si può consentire che accada questo. Credo sia una pagina buia, che deve essere gestita complessivamente prevedendo disposizioni diverse nel quadro della garanzia del ser-vizio idrico, per fare in modo che in casi estremi l'erogazione di acqua non venga inter-rotta, ma semmai diminuita. Vedere cittadini implorare gli operatori del gestore idrico di non procedere al distacco dell'acqua crea una situazione deplorevole dal punto di vista umano, ma soprattutto politico – ha concluso Alcherigi – e chiedo pertanto al prosinda-co di intervenire”.
CHIAREZZA SUI DISSERVIZI DELLE SCALE MOBILI
Il “malfunzionamento delle scale mobili dei giardini del Cassero, oggetto di diverse se-gnalazioni da parte dei cittadini” è stato sollevato dal consigliere del Ps Riccardo Car-letti , che ha chiesto di “sapere qual'è motivazione della continua interruzione del ser-vizio, che causa disagio a chi sale in piazza Gabriotti dal parcheggio di piazzale Ferri. .
Il presidente del Consiglio Luca Secondi ha garantito che “la segnalazione sarà inol-trata all'assessorato e agli uffici competenti”.
FIDUCIA A PROSINDACO E GIUNTA
Il Consiglio comunale ha approvato con 19 voti favorevoli (la maggioranza di Centrosi-nistra con Ds, Ps, Prc, Centro Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, gruppo misto e il consigliere di minoranza Riccardo Carletti) e 10 contrari (Con Ciliberti, Margherita, Verdi-Italia dei Valori e Casa delle Libertà) l'ordine del giorno firmato dai capigruppo delle forze politiche della maggioranza di Centrosinistra che rinnova la fiducia al pro-sindaco Luciano Bacchetta e alla giunta comunale presentato dai capigruppo delle for-ze della coalizione al governo della città.
Ordine del giorno. “Con questo documento non formalmente dovuto ma di valore poli-tico – così recita il testo dell'ordine del giorno approvato - la maggioranza consiliare intende ribadire le ragioni di un rinnovato impegno e di un'assunzione di responsabilità.
Si è aperta a Città di Castello una nuova fase, determinata dalla elezione in Regione di Fernanda Cecchini, che ha ricoperto la carica di primo cittadino per nove anni con im-pegno, passione e importanti risultati per la città. Città di Castello sarà così guidata, fino alla scadenza naturale del mandato, dalla attuale giunta e dal Vice-sindaco nomi-nati in seguito alle elezioni del 2006, una giunta che, ne siamo certi, saprà garantire esperienza, competenza e coesione, nell'interesse esclusivo della collettività.
E tuttavia è innegabile che una nuova fase politica si sia aperta, se non altro per il fatto – oggettivo – che quel Sindaco eletto direttamente nel 2001 e nel 2006 oggi rappresen-ti in Consiglio ed in Giunta regionale un'ulteriore opportunità per Città di Castello.
Questo passaggio politico è necessario per ribadire la tenuta di una maggioranza di Centrosinistra che deve trovare le ragioni di un rinnovato impegno e di una proposizio-ne politica convincente.
Questa nuova fase, peraltro, cade proprio in un momento delicatissimo per l'Italia e per il nostro territorio, un momento nel quale la gravissima crisi economica e sociale che stiamo vivendo ha prodotto anche nell'Alto Tevere pesanti conseguenze in termini di disoccupazione, cassa integrazione, chiusura di imprese piccole e medie del tessuto produttivo, i rischi per settori produttivi fondamentali locali, difficoltà crescenti per le fa-miglie a fare fronte alla perdita di peso reale delle retribuzioni, dei salari, degli stipendi.
E' davvero un momento pesante, aggravato dalle conseguenze che la manovra eco-nomico-finanziaria presentata dal Governo avrà sulla vita reale dei cittadini. I pesantis-simi tagli imposti alle Regioni e ai Comuni renderanno problematico l’attuale manteni-mento dei servizi e necessario ridefinire imposizioni con ulteriori conseguenze per le nostre comunità già colpite, come si diceva, dalla crisi.
La città in un momento delicato come questo che stiamo vivendo non ha bisogno di divisioni e litigiosità, ma di confronto serio e unità di intenti.
Ci sono urgenze e temi fondamentali che in questi mesi potranno rappresentare un ter-reno di confronto per tutto il centrosinistra e la città traducendoli in atti amministrativi nella prosecuzione delle attività avviate per il Piano Regolatore Generale, nella defini-zione del ruolo che la discarica di Belladanza giocherà nel contesto regionale, nella concretizzazione delle infrastrutture viarie, ferroviarie e logistiche che la comunità eco-nomica altotiberina attende, in una rinnovata attenzione alle difficoltà che le famiglie, i giovani e gli anziani stanno vivendo a causa del difficile frangente economico.
Dobbiamo impegnarci a garantire quei servizi che a causa dei tagli e i vincoli cui sono sottoposte le amministrazioni comunali sono oggi seriamente a rischio.
Nel confermare il pieno rispetto della volontà degli elettori e degli impegni sottoscritti nel 2006 si esprime l’auspicio che i partiti sappiano utilizzare questa fase di transizione per gettare le basi per la definizione di un accordo tra tutte le forze di centro sinistra per presentarci uniti e con un programma comune alle elezioni del 2011”.
Dibattito. A introdurre l'ordine del giorno è stato il capogruppo dei Ds Michele Betta-relli, che ha evidenziato che “il documento è stato condiviso da tutte le forze della maggioranza consiliare per ribadire l'impegno a sostegno della giunta al governo di Cit-tà di Castello e la volontà di continuare nell'azione amministrativa, dando nuovo stimo-lo e vivacità nell'anno che separa dalle elezioni del 2011 all'azione dell'esecutivo su questioni importanti che riguardano la città”.
A prendere la parola è stato subito il prosindaco Luciano Bacchetta, che ha ribadito: “Il mio ruolo non è quello del sindaco, ma consiste nel continuare con la giunta il man-dato affidatoci dai cittadini, garantendo un governo all'altezza delle aspettative dei ti-fernati”. Bacchetta ha osservato quindi come “la grande crisi economica abbia imposto a tutti i governi scelte drastiche, che implicano un'assunzione di responsabilità da parte degli enti locali particolarmente rilevante”. “Città di Castello – ha detto il prosindaco - ha standard di servizi elevati e saremo chiamati a fare scelte importanti per salvaguardarli, dovremo essere molto seri per garantire la continuità amministrativa nelle nuove condi-zioni in cui troviamo ad operare. Ci vuole un approccio diverso – ha aggiunto – in pre-senza di risorse che sono molto inferiori, di trasferimenti da Stato e Regione che non ci sono quasi più, di una città che non è più quella delle grandi fabbriche e richiede che di confrontarci e muoverci per ripensare lo sviluppo sociale ed economico, partendo da un rinnovato protagonismo del Consiglio comunale e da temi fondamentali come il nuovo Piano Regolatore Generale”. Nel sottolineare come “Città di Castello sia caratte-rizzata dall'aspetto particolare di avere percentuale molto bassa di dipendenti pubblici a differenza di altre città della regione e di avvertire quindi maggiormente il disagio e-conomico creato dalla crisi produttiva”, Bacchetta ha indicato nel terziario “il settore che può essere trainante per il futuro, a cominciare dai servizi per il turismo, volano poten-zialmente importante per far crescere la città”. “Dobbiamo compiere un grande sforzo per ripensare il futuro della città, che ha grande importanza in Umbria e deve avere lo spazio e il ruolo che merita – ha affermato - dobbiamo più lavorare che parlare, parten-do da un documento condiviso dai consiglieri di maggioranza, che non è chiuso al con-fronto e anzi aperto al dialogo, senza pregiudizio alcuno, e non nasce dall'ambizione del sottoscritto di mettere le mani sulla candidatura a sindaco per il 2011, un'altra storia che lasciamo al futuro. Non a caso gli stessi consiglieri di minoranza hanno avuto mo-do di sottolineare la correttezza della maggioranza in questo passaggio, che rappre-senta – ha chiarito il prosindaco – un atto di umiltà che ci permette di confrontarci non sui destini personali, ma sui destini della città, in un anno che sarà decisivo per il futu-ro”. “Non possiamo sprecare tempo, dobbiamo compiere scelte in prospettiva”, ha in-calzato Bacchetta, che ha posto l'accento, tra le altre questioni, sul centro storico, “che è lo specchio, la cartina tornasole della città, quello che rappresenta, e sul quale dob-biamo lavorare molto”. “Cercheremo di dare alcuni segnali con il nostro lavoro – ha concluso Bacchetta - sapendo che dobbiamo valorizzare la grande risorsa rappresen-tata dalle pro loco, dalle associazioni, dalle confraternite, dal mondo del volontariato, un capitale umano, un tessuto sociale, che dobbiamo conservare e rappresenta la no-stra grande scommessa per il futuro”.
“Come potete pensare che possiamo condividere un documento condito da critiche al Governo nazionale, che parla per giunta di Centrosinistra come in una convention di coalizione?”, è intervenuto il consigliere di An Manuel Maraghelli. “La Cecchini – ha aggiunto – ha lasciato la città per la propria carriera, venendo meno al patto con i citta-dini rinnovato nel 2006. Il reggente non è frutto di un'elezione, ma di una legge che a titolo personale critico, perché ci deve essere il mandato diretto dei cittadini a chi è chiamato a guidare il governo, un mandato che per me è finito quando Cecchini è an-data in Regione”. L'esponente della minoranza ha parlato degli ultimi 4 anni come di “un periodo nel quale la competitività della città, rispetto ad altri centri come Foligno, è andata a picco”. “Se la città doveva essere rilanciata con le infrastrutture – ha rilevato - l'obiettivo è stato fallito, visto che le scelte della Regione hanno portato i soldi altrove, mentre le scelte sui rifiuti ci porteranno ad essere la discarica della provincia”. Per Ma-raghelli non è andata meglio sui versanti del centro storico e dell'urbanistica, “dove per il terzo mandato consecutivo non c'è il progetto promesso per piazza Burri, mentre l'ex Fat è uno dei nei peggiori dell'amministrazione, l'ex ospedale cade a pezzi e si è pro-ceduto solo con varianti al Prg a raffica”.
Di “un ordine del giorno che rappresenta la volontà di un'assunzione di responsabilità di fronte ad una situazione oggettivamente difficile” ha parlato il capogruppo del Ps Maurizio Rapaioli, che ha definito la scelta di Cecchini “una scelta che può rappresen-tare una risorsa e un aiuto a questo territorio”. “Il nostro obiettivo è quello di continuare a fare gli interessi della nostra collettività ed è uno sforzo che riguarda tutti quanti, in nome del quale abbiamo scelto di condividere l'ordine del giorno in discussione”, ha chiarito l'esponente della maggioranza, che ha puntualizzato: “Siamo di fronte ad una fase inedita per la città, che rende legittima la discussione e la dialettica politica nella maggioranza, una maggioranza che che comunque condivide gli obiettivi per il futuro della città”. “Abbiamo voluto presentare l'ordine del giorno per avere una conferma che la maggioranza c'è ed è in linea con gli obiettivi della giunta – ha concluso Rapaioli – di fronte ad una congiuntura economica difficile, che chiede la garanzia di un governo stabile”.
Nel ribadire “l'apprezzamento per il prosindaco Bacchetta sulla centralità del Consiglio nell'anno che separa dalle elezioni, perché le istituzioni comunali sono palestra e fon-damento di vera democrazia, il capogruppo della Margherita Stefano Bravi ha solleva-to “la necessità di aprire una fase di reale confronto politico”. “L'ordine del giorno sotto-posto al vaglio del Consiglio comunale viene definito un documento di valore politico, ma a me non sembra in linea con il rispetto che si deve a questa assemblea – ha af-fermato Bravi – si tratta infatti di un documento che la maggioranza scrive per dire che c'è e va avanti, nel quale non vedo contenuti politici, ma autosufficienza e ambiguità. Chiedo pertanto alla maggioranza di ritirare l'ordine del giorno per aprire una fase di confronto su cosa vogliamo fare in questo anno e quali basi vogliamo costruire per un lavoro che guardi avanti”. Tra le priorità del dialogo da aprire in Consiglio comunale, l'esponente della minoranza ha indicato “la valorizzazione del patrimonio storico e del centro storico, a partire da piazza Gabriotti, dal nuovo Prg che deve porre particolare attenzione a piazza Garibaldi e alla scelta strategica della collocazione del terminal dei bus e della stazione ferroviaria, del riutilizzo degli ex mulini”. vicino ferrovia. Scelte sul-le quali possiamo valutare convergenze. “C'è l'esigenza di contribuire ad un reale si-stema partecipativo – ha ribadito Bravi – e in questo contesto importante che i capi-gruppo presenti in Consiglio abbiano messo in cantiere due sedute dell'assemblea monotematiche su Prg e rifiuti. Su questo piano di confronto posso garantire il soste-gno sulle scelte strategiche, sapendo che è Importante assumersi tutti la propria re-sponsabilità - ha concluso – ma questo documento non dà una risposta sufficiente”.
In qualità di capogruppo del Centro Democratico, Luca Secondi ha precisato che “lo spirito dell'ordine del giorno non è quello di affermare una autosufficienza della mag-gioranza, e quindi di escludere le altre forze politiche, ma piuttosto di propiziare un con-tributo politico, proponendo un'analisi finale che vuol guardare allo sviluppo della città, partendo dalla sintesi di un Centrosinistra che sia finalmente unito”. “Quello di oggi è dunque un passaggio prettamente politico, di legittimazione, ed è rispettoso della fase istituzionale che stiamo vivendo, senza chiusura alcuna”, ha aggiunto Secondi, che ha evidenziato: “ci sono impegni che la maggioranza deve portare a compimento, come la variante al Prg, mentre c'è una crisi economica che richiede molteplicità di contributi, partendo dalla valorizzazione di risorse come la tabacchicoltura e tenendo in primo pi-ano il tema dei servizi”.
A parlare di “una decisione di Cecchini di lasciare l'incarico che è un premeditato tra-dimento della volontà della maggioranza dei cittadini e lascia la città con un program-ma del tutto non attuato, con questioni aperte, come rifiuti, ex Fat, degrado del centro storico, assenza di politiche giovanili e difficoltà di bilancio” è stato il capogruppo dei Verdi e civici-Italia dei Valori Roberto Lensi. “L'ordine del giorno - è entrato nel merito il consigliere - dimostra che non cambia la musica, né i suonatori, dopo la fatica fatta per assegnare l'assessorato all'urbanistica a Cestini, con la conseguente, confusa, riassegnazione delle deleghe in giunta. Si ripropone un intento programmatico che non è stato realizzato in quattro anni e non vedo come si possa realizzare in pochi mesi – ha aggiunto Lensi - si parla di questioni da affrontare, dal Prg fino a Belladanza, senza dire che ci sono state inerzia e subalternità che in questi anni hanno impedito di lavora-re per la città come si doveva”. Nel formulare i migliori auspici di lavoro al prosindaco Bacchetta, Lensi ha “riconfermato l'impegno dei verdi e civici – Italia dei Valori per un Centrosinistra innovativo ed aperto, che sappia far rinascere a Città di Castello una visione culturale, sociale ed economica degna della sua tradizione e del suo tessuto civile”.
“Con Consiglio comunale di stasera si apre una fase nuova”, è intervenuto il capogrup-po del gruppo misto Cristian Goracci. “Si è chiuso un percorso di nove anni fatto di importanti acquisizioni per Città di Castello – ha aggiunto - e si apre un anno di legisla-tura molto delicato, con tante questioni e tanti nodi irrisolti che l'amministrazione dovrà affrontare, rimettendo al centro la politica”. Nel giudicare “significative” le aperture del prosindaco Bacchetta al Consiglio comunale, Goracci ha difeso l'ordine del giorno, “che è aperto, non chiude e blinda, ma lascia spazio al confronto, prende atto delle dif-ficoltà delle amministrazioni comunali in questa fase storica, ribadisce la condivisione politica in vista di questioni importanti da affrontare e di una situazione istituzionale che richiede partecipazione”. “Richiamarsi al programma del 2006 è giusto – ha osservato il consigliere - ma è necessario saper cogliere la sfida rappresentata dai Consigli comu-nali monotematici, nei quali la maggioranza e le minoranze potranno confrontarsi per trovare nuovo slancio su questioni fondamentali”. Tra queste Goracci ha citato il Prg, “che chiama i consiglieri a conoscere a fondo il documento programmatico depositato in commissione”, i rifiuti, “con il rilancio del documento votato in Consiglio comunale che stabiliva un legame tra l'ampliamento della discarica di Belladanza e l'investimento della Regione sull'impiantistica e chiedeva di convocare l'assessore regionale per un confronto”, le infrastrutture, “base per lo sviluppo della città”. “La sfida che abbiamo di fronte, come dice il prosindaco Bacchetta, è di valorizzare il capitale umano, mantene-re la coesione sociale nell'individuazione di una via sviluppo – ha concluso Goracci – per questo è importante rimettere al centro la politica, che deve tornare a fare le scelte. Come gruppo misto c'è la volontà di partecipare a queste scelte e di proseguire nel cammino di riunificazione del Centrosinistra”.
A giudicare l'ordine del giorno “totalmente avulso dalla realtà assembleare del Consi-glio comunale, perché rappresenta una parte politica sola e non coinvolge chi volesse dare il proprio contributo fuori dal Centrosinistra” è stato il capogruppo del Pdl Cesare Sassolini. “Siamo di fronte ad una sorta di imprimatur del Pd al prosindaco, che non può appartenerci ed al quale siamo dunque contrari”. Per Sassolini “la figura del pro-sindaco Bacchetta rappresenta il cavallo di Troia del Pd, che non si è reso conto che questa azione è stata frutto di un patto di non belligeranza tra Cecchini e il suo vice sindaco, che non l'ha ostacolata nella sua elezione e ha chiesto come contropartita di rappresentare questa amministrazione”. “I colleghi del Pd sembra non se ne siano ac-corti – ha aggiunto – hanno scelto solo di mantenere la poltrona, anziché andare alle elezioni, e appoggiato la figura del prosindaco, dando il loro imprimatur – ha rilevato Sassolini – e questo sarà l'inizio della fine per il Pd, perché Bacchetta domani vorrà essere sindaco della città e il Pd gli ha offerto l'occasione più ghiotta per farlo”. “Sono convinto – ha concluso - che Bacchetta in un anno farà meglio di Cecchini in nove an-ni, come sono certo che il prossimo sindaco non sarà del Pd. Faccio dunque l'in bocca al lupo al prosindaco di annientare il vero problema di Città di Castello, che il potere del Pd”.
“Si è detto che grazie al fatto che Cecchini è stata eletta in Regione, la città conterà di più, ma non è vero, perchè Cecchini è andata a fare il servo del potere perugino” ha attaccato il consigliere di Castello Libera Andrea Lignani Marchesani. Per l'esponen-te della minoranza, le fortune politiche di Cecchini non deriverebbero infatti da altro, “come si è visto con quanto è accaduto sulla E78 e con la decadenza cui è stata avvia-ta Città di Castello negli ultimi nove anni e come dimostrano i numeri, che dicono i nu-meri, testimoni del fatto che la sua elezione in Regione è frutto di voti presi fuori da Cit-tà di Castello grazie ai potentati perugini, visto che nel comune Cecchini ha preso me-no voti del consigliere Caprini nel 2005”. “I nove anni trascorsi – ha tirato le somme Li-gnani – sono stati fallimentari e il documento dà continuità a questa esperienza di go-verno, per cui non è condivisibile. Siamo nel ventunesimo secolo – ha proseguito il consigliere – e in un momento di emergenza oggettiva per tutti, in particolare per Città di Castello, che ha perso posizioni nella scala socioeconomica dell'Umbria, non si può ragionare su stereotipi datati, ma su azioni di buona volontà fatte per la città e il quadro va scombinato, senza frapporre confini. Tutto si può fare per la città meno che asse-condare alcuni potentati che credono di poter fare, attraverso la politica, interessi propri – ha ammonito Lignani - per questo va rimessa al centro la politica, l'interesse della comunità. Non prendiamo in giro la gente, dobbiamo avere il coraggio di dire che ci aspetta una stagione di sacrifici. Al prosindaco Bacchetta dico che questa fiducia è un compromesso per il futuro che lascia aperti scenari che non rassicurano e fanno del bilancino politico il minimo comun denominatore”, ha concluso l'esponente della mino-ranza.
Il consigliere del gruppo misto Carlo Reali ha contestato chi dice che si chiude un pe-riodo. “Per me – ha chiarito - continua il percorso del 2006, con la vittoria di una mag-gioranza chiara, con equilibri che si sono mantenuti. Mi auguro che la maggioranza dunque stasera voterà di conseguenza e rispetterà la volontà dei cittadini”. Nel definire “un valore aggiunto per la città l'elezione in Regione di Cecchini”, Reali ha constatato che “c'era la necessità di sottoscrivere un documento politico che facesse chiarezza dopo il periodo delicato che ci lasciamo alle spalle, dove qualcuno ha pensato di cam-biare le carte in tavola, immaginando che ci fosse una maggioranza diversa da quella eletta. Credo invece che la costruzione del gruppo unico del Pd debba avvenire rispet-tando i valori politici del 2006, senza mettere a rischio la maggioranza”. “Il mandato che dobbiamo esercitare – ha osservato il consigliere - è infatti proprio di portare avanti le linee programmatiche del 2006 e ho apprezzato che il prosindaco Bacchetta abbia det-to che si avvarrà del Consiglio comunale, non essendo stato eletto come sindaco”. Per Reali “i punti strategici che affronta l'ordine del giorno, come rifiuti, infrastrutture e crisi economica, costituiscono la base per dare risposte per il futuro della città”.
A ribadire che l'ordine del giorno della maggioranza “è puramente politico e non pro-grammatico, al di là di alcune citazioni del programma 2006-2011” è stato il capogrup-po di Sinistra Ecologia Libertà Stefano Briganti. “Non sto firmando una cambiale in bianco alla giunta comunale, condividendo questo documento – ha chiarito - perché sugli atti amministrativi la maggioranza discuterà ogni volta e cercherà una posizione condivisa. Stiamo facendo un passaggio coraggiosamente e correttamente chiesto dal prosindaco Bacchetta per scoprire le e vedere quanto la maggioranza tenga a conclu-dere l'esperienza iniziata nel 2006, accelerando su alcuni punti fondamentali di gover-no”. Briganti ha manifestato soddisfazione per la scelta di “iniziare a fare Consigli co-munali monotematici, perché c'è bisogno di politica e di partecipazione, di discontinuità e innovazione amministrativa, ma anche di rispettare quanto decide questa assemblea, come a proposito del caso citato del pronunciamento sulla discarica di Belladanza”. “Sono tra coloro che ritengono che il biennio che ci ha preceduto ha solo teoricamente potenziato la rappresentanza di Città di Castello e dell'Altotevere nelle istituzioni sovra-comunali – ha spiegato Briganti – ritengo infatti che a questa città continui a mancare la capacità progettuale e sono ancora convinto che in mezzo ad una crisi economica non è stato opportuno che il sindaco si sia candidato per la Regione. Per fortuna ab-biamo trovato una persona come l'attuale prosindaco Bacchetta che ha accettato il ri-schio di governare senza il mandato dei cittadini – ha concluso il consigliere di maggio-ranza – e credo che sia la figura in grado di dare i segnali di innovazione politica e amministrativa che chiedo”.
“Con questo ordine del giorno siamo alle comiche finali, l'unica novità che emerge in-fatti che Cecchini è stata eletta ed è diventata assessore regionale all'Agricoltura, per il resto sono riportati obiettivi programmatici enunciati con il tentativo di trovare una coe-sione, come si dice, per l'interesse della città” ha commentato il capogruppo di Fi Ivano Rampi. L'esponente della minoranza ha compiuto un excursus sui “fallimenti” dell'attu-ale amministrazione comunale in materia di tabacco, E78, Fcu, sistemazione del centro storico e riqualificazione della ex Fat, turismo. Per Rampi anche l'iter per la variante al Prg è in coerenza con questo percorso. “C'è qualcosa di sostanzioso in questo Prg – ha chiesto - c'è un'analisi del trend economico per programmare le scelte? C'è un'at-tenzione a segnali di distruzione di tessuto produttivo della città e alle necessità di eco-nomia altotiberina? “Si parla di prosecuzione dell'attività amministrativa avviata – ha eccepito - ma avete dimostrato di non saper ottenere gli obiettivi programmatici e que-sto prosindaco non è l'innovazione, è la solita furbata con cui si propone di cambiare tutto, rapporti con l'opposizione compresi, portando pur sempre avanti l'idea di governo del sindaco cecchini e dunque senza proporre novità”.
Il capogruppo di Castello Libera Nicola Morini ha giudicato la situazione dell'ammini-strazione tifernate come “il frutto del fatto che quando si guarda al potere si perde di vista il bene della città”. “Attraversiamo una fase politica tra le più tristi – ha rilevato – nella quale si è attuato un artificio forzoso, che lede la democrazia, volendo continuare a governare la città apposta per non andare a nuove elezioni e andando quindi contro il mandato dei cittadini. Non credo che ci saranno il confronto serio, l'unità di intenti di cui si parla a proposito delle questioni strategiche, come il Piano Regolatore Generale, che sarà terreno di conquista e spartizione date le condizioni economiche attuali”. Il consi-gliere Morini ha quindi concluso affermando di “non ritrovarsi in questa situazione poli-tica creata artificiosamente dal Centrosinistra, che non fa il bene della città, perché non porterà a realizzare quello che era stato proposto nelle linee programmatiche del 2006” e eccepito: “credevo dovessimo essere noi a mandare a casa il Pd”.
Pur manifestando “forti perplessità su alcuni passaggi dell'ordine del giorno, relativa-mente ai successi amministrativi di governo Cecchini, che non ho condiviso e non con-divido”, il consigliere del Ps Riccardo Carletti ha annunciato il proprio voto di fiducia al prosindaco Bacchetta, “che ritengo capace di amministrare con umiltà e totale impegno la città e di traghettarci alle prossime elezioni”. “Il mio non è un assegno in bianco – ha precisato - ma un segnale di apertura al dialogo in un momento straordinariamente dif-ficile per la nostra città. Faccio quindi un sincero augurio al prosindaco Bacchetta”.
“Tante delle cose ascoltate hanno l'aspetto di un'apertura, hanno una somiglianza con qualcosa di nuovo, ma ci sembrano solo battute” è intervenuto il consigliere di Con Ci-liberti Canzio Novelli, che ha fatto gli auguri al prosindaco Bacchetta, “visto che la città deve fare i conti con problemi rilevanti creati dalla crisi”. Il consigliere ha quindi espres-so le proprie valutazioni sulla discussione politica che si è aperta nel Centrosinistra do-po l'elezione di Cecchini in Regione, contestando il fatto che “qualcuno abbia fatto cre-dere che ci fosse addirittura una richiesta di poltrone da parte nostra, mentre in realtà chiudeva la porta al superamento della divisione del 2006”. “Abbiamo chiesto una de-lega politico-culturale come consiglieri per seguire l'iter del Prg insieme all'assessore deputato – ha chiarito Novelli - per fare del nuovo strumento urbanistico la cifra di una nuova unità politica e amministrativa. Oggi ci troviamo di fronte ad ordine del giorno firmato dai capigruppo della maggioranza, nel quale si riafferma però il valore politico del programma 2006-2011. Per noi – ha sottolineato – si tratta di una scelta miope di tutta la maggioranza, che poterà a nuovi contrasti e divisioni e a perdere treni utili per le nuove sfide che ha di fronte la città”. L'esponente della minoranza ha indicato il per-sistere di problemi sotto il profilo sociale, economico e urbanistico, “di fronte ai quali – ha detto - è stata persa l'occasione dell'elezione di Cecchini in Regione per avviare una fase nuova, che superasse le divisioni”. “Il quadro che abbiamo di fronte – ha concluso Novelli - non fa presagire niente di nuovo per il futuro di Città di Castello, ma ribadisco comunque la volontà di dare il nostro contributo a trovare le soluzioni per le questioni sul campo”.
Nel dibattito è intervenuto di nuovo il prosindaco Luciano Bacchetta, che ha replicato agli interventi dei consiglieri, partendo da una considerazione di fondo. “Né io, né la giunta abbiamo scelto di restare senza sindaco, una scelta, questa, evidentemente fe-lice della Cecchini, che ci ha messo di fronte all'esigenza di dover fare alcune scelte politiche necessarie e necessitate dettate dalla legge, senza bulimia di potere”. Bac-chetta ha ribadito che l'ordine del giorno “non è espressione di una maggioranza che vuol continuare ad esercitare un potere autoreferenziale, ma è un documento onesto, lontano da funzioni notarili”. “Tutti i governi sono chiamati a scelte drastiche – ha rileva-to il prosindaco - ma l'esigenza di non dire bugie è condivisa da tutti e credo che la bravura del Centrosinistra che è chiamato a governare a Città di Castello debba essere quella di tentare di costruire un tessuto di servizi per coloro i quali vivono gli effetti della crisi economica. Non si chiude la fase del sindaco Cecchini – ha puntualizzato Bac-chetta - si chiude una fase storica per tutti i gli enti pubblici, chiamati a ripensare il mo-do di amministrare, di fronte alla grave crisi economica che attraversiamo”. Il prosinda-co ha quindi toccato alcune questioni, tra cui il Contratto di quartiere, “sul quale è chia-ro – ha detto - che una riflessione è aperta, anche se non possiamo non partire da e-lementi incontrovertibili”, la variante al Prg, “a proposito della quale – ha sostenuto - il contributo che poteva essere dato da un consigliere delegato, può essere dato comun-que, visto che è intenzione della presidenza del Consiglio comunale, con la condivisio-ne della giunta, di aprire un confronto approfondito “. “Non ho la pretesa di essere il salvatore della patria – ha affermato Bacchetta – il voto di stasera è alla giunta, non a me, e non implica nulla rispetto alle prossime elezioni, essendo un atto di onestà politi-ca e intellettuale. Questa giunta – ha concluso - lavorerà in maniera seria alle sfide che ci attendono”.
In sede di dichiarazioni di voto il consigliere dei Ds Domenico Caprini ha definito l'or-dine del giorno “un documento importante, necessario, espressione del fatto che sen-tiamo tutta e piena la responsabilità di portare a termine la legislatura, affrontando le sfide aperte, e non mettere il Comune in mano ad un commissario”. “Riteniamo che il prosindaco Bacchetta e la giunta attuale possano concludere bene il mandato affidato dagli elettori nel 2006 – ha puntualizzato - mettendo il Consiglio comunale nelle condi-zioni migliori per proporre e discutere, a partire dal confronto sul Prg, che ci chiama ad approfondire il documento depositato in commissione per essere nelle condizioni di fare le scelte che dobbiamo fare per il futuro della città, e sui rifiuti, tema a proposito del quale condivido l'esigenza di convocare l'assessore regionale al ramo”.
“Credo che le priorità del governo cittadino siano correttamente individuate in un do-cumento che viene in aula per volere della maggioranza, altrimenti, se fosse dipeso dall'opposizione, non ci sarebbe stato niente da discutere, niente su cui confrontarci come invece è avvenuto altrove”, ha osservato il capogruppo del Prc Mauro Alcherigi nel giudicare importante la conferma degli impegni programmatici del 2006. “Anch'io condivido la valutazione che la candidatura in corsa del sindaco Cecchini sia stata un errore politico che questa coalizione pagherà in qualche modo – ha chiarito il consiglie-re di maggioranza - ma non mi piace che, come è stato fatto dai banchi della minoran-za, si parli degli assenti. Quello che abbiamo di fronte è un documento che non si è chiamati a condividere per forza, ma a discutere, con un metodo che credo si debba portare avanti in questa aula e cioè di assumerci collettivamente come Consiglio co-munale la responsabilità di governo”.
Di “un ordine del giorno che è una forzatura autoreferenziale.” ha parlato il capogruppo di Con Ciliberti Franco Ciliberti, obiettando che “la maggioranza vuol andare avanti su un lavoro che ci ha lasciato una città più insicura, un centro storico invivibile, un arredo urbano non all'altezza della quarta città dell'Umbria, una discarica che va a chiudere, un ruolo sempre meno forte della città in Umbria, un'economia che langue”. “La mag-gioranza ha i numeri per continuare a governare in questo modo – ha osservato il con-sigliere di minoranza - ma ritengo che questa città abbia bisogno di un salto di qualità. Fuori di qui c'è una città che manifesta voglia di cambiamento, se la maggioranza la vuole recepire si apra”. Nell'evidenziare come “il Consiglio comunale, quando è stato protagonista, ha visto i suoi atti rimanere lettera morta”, Ciliberti ha chiarito di “non met-tere in dubbio l'intelligenza politica e l'abilità del prosindaco Bacchetta”. “Non tutto il dibattito si esaurisce qui, all'interno del Consiglio comunale – ha ammonito il consiglie-re - fuori da queste mura ci sono risposte da dare ai cittadini e noi voteremo contro questo ordine del giorno, perché i nodi della città vanno tutti affrontati e risolti. Se, co-me sembra dall'ordine da questo documento della maggioranza, non c'è volontà di a-prire la fase nuova che si dice, vorrà dire che la l'intento lo realizzeremo noi a partire dalle prossime elezioni”.
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