Duro attacco del PDL tifernate alla Giunta di centro sinistra

19/06/2010 19.02.41
Tema: POLITICA
Argomento:
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Citta di Castello - Per il capogruppo Rampi non cè coesione nella maggioranza
Quel documento è un documento da sartoria, serve per ricucire posizioni lacerate interne alla sinistra. Dal punto di vista politico mi sento di affermare che con questa maggioranza e finta opposizione non si possono costruire alternative ne valutare altre soluzioni.
Gli ammiccamenti che si notano sono una necessità senza sostanza perché tendono ad alzare la posta per accaparrarsi la poltrona di sindaco in vista delle elezioni amministrative o far emergere personaggi di secondo piano che nulla hanno da proporre se non se stessi o le presunte amicizie.
Le idee che stanno alla base ed i modi di intendere la governance hanno radici diverse, per quel che mi compete!
Idee e soluzioni che tengono conto delle necessità del territorio, della sua cultura, della propria tradizione; idee che non contemplano la sudditanza economica e politica ai diktat della regione, soluzioni che stimolano la vivace realtà alto tiberina e che contemplano comportamenti lineari non inciucianti. Cose che non la mortificano con logiche di poltrona.
Non è un documento per la città, tale che contempli le esigenze e le coniughi con le soluzioni, ma è un documento politico, di bassa politica di parte scritto per esigenze di stabilità interna. Ma la sua nascita è stata la morte del PD, la cronaca di un gruppo mai nato.
Le comiche finali, seppure con un voto in più, frutto di un assetto non coerente da parte dell’eletto!.
Se non fosse che la Città sta vivendo un dramma che prosegue ininterrotto da molti lustri oggi abbiamo vissuto una pagina spassosa.
E’ stato presentato un documento che ha evidenziato un’unica novità: il sindaco è cambiato! Santodio, è vero!
Dal punto di vista della legge, non era dovuto; è stato un tentativo poco felice di rinsaldare le fila della maggioranza uscita dalle consultazioni del 2006.
Ha implementato una discussione, patetica, circa le novità sul campo, dimenticando che nessuna persona e nessun aspetto politico è stato modificato rispetto al programma del 2006.
Per stessa ammissione del Pro-Sindaco Bacchetta, sarà perseguito il programma del 2006, non c’è stato nessun rimpasto di giunta; non ostante i molti tentativi da una parte e dall’altra, i cilibertiani non sono stati accolti all’interno della big coalition (non possiamo parlare di gross coalition perché ancora non viene interessata l’opposizione); e questo non per il bene della città, ma per il fatto della non assegnazione della delega al PRG.
Non ho visto rinnovata frenesia per risolvere gli annosi problemi della città e del comprensorio. Vuote parole sono state pronunciate per il Contratto di quartire II che vede interessato il centro storico, e dunque tutto l’asseto cittadino per il resto dei giorni (E SU CUI TORNERO’ A BREVE).
Silenzio assoluto circa la necessità di portare a termine la E78, di sistemare la E45, di iniziare la battaglia per il tabacco. Silenzio.
Non ho udito espressioni capaci di suscitare il benché minimo scuotimento delle coscienze nemmeno dal punto di vista culturale (con il rilancio di Burri, per esempio) ne, tantomeno, dal punto di vista turistico… ecco a cosa è servito, a nulla!
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