Trasporto pubblico locale Toscana del Sud, Ammirati e Mugnai (Pdl)

22/06/2010 11.13.51
Tema: POLITICA
Argomento:
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Toscana - «Chiarezza su assetti e partecipazione societaria del nuovo organismo»
«La Regione faccia chiarezza sul futuro organizzativo-gestionale del trasporto pubblico locale per la Toscana del Sud e spieghi la scelta di una ripartizione societaria che vede Train di Siena protagonista per le scelte a maggioranza. Che vantaggi trarrebbe Arezzo da questa nuova situazione?» E’ in sostanza questo ciò che il Vicecapogruppo Vicario del Pdl in Consiglio regionale Paolo Enrico Ammirati (Commissione VII - Trasporti) e il Consigliere regionale Stefano Mugnai chiedono al governatore Rossi e alla sua giunta in una interrogazione urgente appena presentata sulla situazione del trasporto pubblico locale su gomma per Arezzo e per l’intera Toscana del Sud. E’ infatti di questi mesi, ricordano anche Ammirati e Mugnai nel loro documento, la definizione dell’assetto del consorzio tra la Lfi di Arezzo (di cui la Provincia di Arezzo ha deciso a maggioranza di cedere le quote il 10 maggio scorso), la Rama di Grosseto, la Train di Siena e l’Atm di Piombino che darà vita a una società unica del trasporto pubblico locale per la Toscana del Sud.
Ora, il punto è che l’assetto societario che si sarebbe determinato appare sbilanciato: «Risulterebbe – scrivono gli esponenti del Pdl nella loro interrogazione - che la partecipazione azionaria nella nuova società sarebbe così configurata: Arezzo e Grosseto con pacchetto azionario pari al 30% ciascuna, Piombino con pacchetto azionario pari al 4% e Siena con pacchetto azionario pari al 36%». Il che sarebbe un problema relativo, se non fosse che: «Risulterebbe sottoscritto un patto parasociale che prevede l’assunzione delle decisioni con la maggioranza del 66% del capitale nella nuova società, e tale pattuizione farebbe sì che Train risulti elemento indispensabile per l’adozione di qualsiasi decisione in quanto la somma azionaria di Arezzo, Grosseto e Piombino, nel complesso, raggiungerebbe il 64%».
E qui scattano le preoccupazioni di Ammirati e Mugnai per il ruolo di Arezzo e per la portata dei benefici sul servizio ai suoi cittadini, anche visto che ancora non si sa quale provincia ospiterà la sede del nuovo consorzio: «Questa nuova società – si legge infatti nell’interrogazione – per dimensioni sarebbe una delle più significative realtà a livello nazionale nel settore del trasporto pubblico locale, ma rappresenta un’occasione vera per la realtà della provincia di Arezzo unicamente se sarà fatta chiarezza sulle strategie occupazionali e gestionali, se saranno evidenti i vantaggi per la comunità aretina e se saranno valorizzate le professionalità di Lfi».
Ed ecco dunque che Ammirati e Mugnai chiedono alla giunta regionale se divisioni azionarie e patto di sindacato siano notizie fondate e, in caso, «sulla base di quali criteri è stata determinata la partecipazione azionaria alla nuova società». Ancora, il Pdl chiede chiarezza «sulle strategie occupazionali e gestionali» e «sui diretti vantaggi per la comunità aretina». Il tutto, sempre con un occhio ai lavoratori, per i quali si domanda «quali siano fattivamente gli elementi di valorizzazione del personale e del know how di Lfi» e «quali siano le reazioni delle forze sindacali e dei lavoratori oggi operanti in Lfi». Infine, i Consiglieri regionali vogliono sapere «se e dove è stata individuata la sede legale della nuova società di mobilità della Toscana del Sud»
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