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mercoledì 8 febbraio 2012
     

Congresso del PD a Pieve, si vota per eleggere il segretario comunale e provinciale

23/06/2010 16.35.32

Tema: POLITICA

Argomento:

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Pieve Santo Stefano - Sabato 26 a Madonnuccia si parla di politica di vallata

Pieve Santo Stefano - Il Partito Democratico ha (per statuto e per costume) costantemente bisogno delle presenze attive, al fine di far valere ideali e valori, sempre al servizio di una comunità giusta di donne e uomini che perseguano scelte di dignità, rispetto ed equità per tutti.

La forza politica del PD si basa sulla condivisione dei percorsi politici, e il congresso che si è aperto con l’elezione del segretario nazionale si chiuderà con l’indicazione, da parte di tutte le tesserate e di tutti i tesserati, del segretario provinciale e di quello comunale.

Per questo motivo è stato convocato il congresso territoriale che si terrà (in nome della valorizzazione di tutte le perle del territorio di Pieve Santo Stefano e in nome di una maggior centralità valtiberina) a Madonnuccia, Sabato 26, con questa scansione oraria:

ore 15: elezione presidenza del congresso

ore 15,30: termine presentazione candidature

ore 15,45: presentazione linee programmatiche

ore 16,15: interventi, dibattito e avvio operazioni di voto

ore 19,15: termine operazioni di voto e scrutinio

ore 20: saluto con “l’aperitivo democratico”

I 40 attestati di fondatore, sottoscritti nel 2008, erano diventati 75 iscritti nel 2009 e a, fine maggio, si sono raggiunti i 104 iscritti 2010 (aumento del 38%): il 26 Giugno vanno al voto congressuale 104 iscritti e questo rappresenta un risultato storico, raggiunto in virtù di un casa per casa che è stato un crescendo di confronto di genere e di generazioni, di storie e di idee.

Nel riconoscersi nella Costituzione italiana, nei suoi principî, che hanno garantito alla nostra “Repubblica democratica fondata sul lavoro” una rinascita e una crescita in nome della concordia e della giustizia sociale, nel riconoscersi nel Partito Democratico e nelle politiche di equità per ogni Cittadina e Cittadino e di rispetto di ogni Cittadina e Cittadino di cui si fa portatore, il PD di Pieve si mette al servizio di un progetto di riscatto politico e amministrativo del territorio di Pieve Santo Stefano e della Valtiberina.

In nome di un'armonia fra tutte le forze politiche del centrosinistra, per la condivisione democratica in ogni momento di scelta, per la qualità e la lungimiranza dei progetti e del lavoro, per l’ascolto interessato di tutti, amministratori e amministrati, per l’attenzione nei confronti di tutte le oneste esigenze, per il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei giovani.

Un progetto di ulteriore coinvolgimento e responsabilizzazione dei nuovi e dei giovanissimi arrivati, senza dimenticare la valorizzazione delle figure di coloro che ci sono sempre stati e, con umiltà, non hanno mai fatto mancare l’impegno, sia quello di discussione e proposta che quello prettamente, ma preziosamente, pratico.

Auspicabile un ritorno ad una Valtiberina Democratica, da intessere politicamente in nome di linee politiche comuni, che superino i personalismi, troppo presenti anche dalla nostra parte e dalle nostre parti.

In nome di una condivisione degli eventi politici e culturali da organizzare in vallata, come grupppo di amministratori di minoranza in Consiglio Comunale “Pieve per Valtiberina Democratica” ci siamo proposti di organizzare appuntamenti tematici, incontri dedicati all’economia e alle attività produttive, al sociale alla sanità alla cultura e alla promozione del territorio, e a tutti quei settori in cui si suddivide il nostro impegno di minoranza, che non vuol correre dietro a rincorrere ‘le’ o a replicare ‘alle’ politiche delle attuali maggioranze ma si propone di amministrare nel prossimo futuro: ci vogliamo far trovare preparati, poiché siamo contro l’idea di una ricerca di consenso senza idee di governo, e a favore, invece, di costruzioni di proposte che il consenso se lo meritino per i loro contenuti. Non andremo, così, incontro alle menzogne creatrici di consenso e alla conseguente improvvisazione governativa ed amministrativa.

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