Lettera aperta al Ministro Gelmini sulla prima prova scritta dell'esame di Stato 2010

23/06/2010 8.36.23
Tema: POLITICA
Argomento:
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Umbria - Il Coordinatore del PD di Lama, Giuseppe Rossi chiede spiegazioni
Gentile Ministro Gelmini, sorprende che fra i documenti allegati alla prima prova scritta dell'esame di Stato 2010, il Ministero da lei guidato abbia proposto un passaggio del famoso discorso del Cavaliere Benito Mussolini, pronunciato nel Parlamento Italiano in occasione dell'omicidio Matteotti. In particolare nella traccia di ambito storico-politico, l'argomento indicato è: Il ruolo dei giovani nella storia e nella politica. Parlano i leader.
Agli studenti si è prontamente proposto il testo che segue:
«Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l’arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. (Vivissimi e reiterati applausi — Molte voci: Tutti con voi! Tutti con voi!) Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda; se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! (Applausi). Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! (Vivissimi e prolungati applausi — Molte voci: Tutti con voi!)»
Benito MUSSOLINI, Discorso del 3 gennaio 1925 (da Atti Parlamentari – Camera dei Deputati – Legislatura XXVII – 1a sessione – Discussioni – Tornata del 3 gennaio 1925 Dichiarazioni del Presidente del Consiglio)
Seguono alcune righe di Palmiro Togliatti, poi di Aldo Moro e infine di Giovanni Paolo II, questi ultimi peraltro, sapientemente disposti nella pagina successiva, quasi a corollario dei primi due.
Le chiedo, gentile Ministro Gelmini, che cosa s'intenda per leader giacché le personalità proposte propongono modelli di leadership davvero eterogenei. E inoltre, le chiedo se davvero la storia politica nazionale non ha prodotto figure di Presidenti del Consiglio preferibili a quelle del dittatore fascista. E soprattutto, al di là del chiaro “sdoganamento” della figura del Duce - che si può condividere sul piano storico ma non su quello politico - davvero qualcuno delle sue commissioni ministeriali ritiene che esista un legame fra l'assunzione di responsabilità pubblica di un omicidio e “Il ruolo dei giovani nella storia e nella politica”? Questo mi preoccupa davvero.
In attesa di una sua cortese risposta, porgo cordiali saluti.
Rossi Giuseppe
coordinatore circolo Partito Democratico di LAMA (PG)
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