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Notizie dalla Valtiberina
giovedì 24 maggio 2012
     

Resoconto consiglio comunale tifernate del 28 giugno

29/06/2010 15.43.17

Tema: COMUNICAZIONI AMMINISTRATIVE

Argomento:

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Citta di Castello - Su proposta del presidente si è aperto con un minuto di silenzio per Sergio Bistoni

Su proposta del presidente dell’assise Luca Secondi, il Consiglio comunale ha osservato un minuto di silenzio per Sergio Bistoni, il presidente della Cassa di Risparmio di Città di Castello scomparso nei giorni scorsi. Secondi ha sottolineato come lo stesso Bistoni sia stato “una personalità molto importante per la nostra comunità”.

AUGURI A MONSIGNOR BENIAMINO SCHIVO

Il presidente del Consiglio Luca Secondi ha indirizzato a nome dell’assemblea gli auguri per il compleanno dei 100 anni a monsignor Beniamino Schivo, nato proprio il 28 giugno 1910, aggiungendo le felicitazioni anche per il traguardo dei 77 anni di sacerdozio. Secondi ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione comunale a celebrarne degnamente la figura e l’esempio.

PRECISAZIONE SUI CONTRIBUTI ALLA PRO LOCO DI TRESTINA

Il consigliere Luciano Domenichini (Ds) ha preso la parola in sede di comunicazioni per smentire quanto sostenuto dal consigliere Canzio Novelli (Con Ciliberti) nel corso di un intervento nell’ultima seduta del Consiglio comunale a proposito di un contributo che sarebbe stato erogato dall’amministrazione comunale alla pro loco di Trestina. “A proposito delle affermazioni del consigliere su una presunta gestione allegra del patrimonio da parte dell’ex sindaco Cecchini, riconducibile all’erogazione di un contributo di 10mila euro per la Festa della Bistecca a Trestina – ha affermato Domenichini – visto che faccio parte della stessa pro loco di Trestina, garantisco che né in questa edizione, né in quelle passate, l’amministrazione ha agito fuori dal normale regime di elargizioni che vengono effettuate a tutti soggetti simili. Non capisco – ha concluso - come il consigliere Novelli sia potuto scivolare su questa buccia di banana, considerando che sarebbe bastata una verifica negli uffici. Chiedo pertanto al consigliere di non dare più spazio al chiacchiericcio da bar e di verificare in futuro il contenuto dei suoi interventi”.

NUOVO ASFALTO SULLA STRADA DI VOCABOLO MULINELLO

“La problematica annosa della strada vicinale di vocabolo Mulinello, finalmente quest’anno, grazie ad uno sforzo finanziario non indifferente, sarà risolta”. Questo l’annuncio dell’assessore ai Lavori Pubblici Arcangelo Milano in merito all’interrogazione presentata dal consigliere di An Manuel Maraghelli per chiedere “un intervento di manutenzione con adeguata bitumazione sul percorso della frazione di Croce di Castiglione, che versa in pessime condizioni”.

“L’amministrazione – ha piegato Milano – sta studiando le situazioni di massima sofferenza nel territorio e la strada di vocabolo Mulinello verrà inserita nel pacchetto di interventi che verrà proposto alla giunta il 5 luglio, con la previsione di un investimento di 8.760 euro”. L’assessore ha sottolineato che l’appalto farà parte di un insieme di opere che riguarderanno alcuni quartieri del capoluogo, tra cui Riosecco, il centro storico e alcune frazioni per un ammontare di oltre 500mila euro di bitumature. “Cerchiamo di dare risposte ai cittadini – ha osservato Milano - ma senza risorse è difficile farlo, come ha evidenziato la recente manifestazione di Roma alla quale, in rappresentanza di Città di Castello, ho partecipato insieme ad altri comuni della Penisola per chiedere al Governo maggiore flessibilità soprattutto per i comuni virtuosi come il nostro”.

In sede di replica, il consigliere Maraghelli ha manifestato soddisfazione per l’annuncio dell’assessore Milano, segnalando comunque “l’opportunità di intervenire anche sull’incremento degli operai per la manutenzione stradale e di acquisire le attrezzature necessarie in modo consapevole”.

SUI RIFIUTI COMMISSIONE E CONSIGLIO MONOTEMATICI

Una commissione monotematica a luglio e un Consiglio comunale monotematico a settembre. Sono le tappe attraverso le quali, previa verifica della correttezza della tempistica nella prossima riunione dell’assemblea dell’Ambito Territoriale Integrato 1 dell’Umbria, l’amministrazione comunale ha intenzione di affrontare le prospettive che riguardano la gestione a Città di Castello e all’interno dell’Ati 1. Gli impegni sono stati prospettati dal prosindaco Luciano Bacchetta e dall’assessore all’Ambiente Massimo Massetti nel dibattito aperto dalla presentazione dell’interpellanza sul tema del capogruppo dei Verdi e civici-Italia dei Valori Roberto Lensi.

Con il documento l’esponente della minoranza ha una “parola chiara dell’amministrazione sulle decisioni e sui progetti emersi negli ultimi mesi, con un atteggiamento responsabile, visto che la questione della gestione dei rifiuti riguarda l’intera cittadinanza”. Nel suo intervento in aula, Lensi ha chiesto maggiori ragguagli sulla raccolta differenziata, “che pur a fronte dei risultati incoraggianti ottenuti nel corso dell’esercizio 2009 rimane lontana dagli obiettivi previsti dal Piano Regionale, mentre i costi sono sensibilmente aumentati rispetto alle previsioni iniziali”, sul futuro della discarica di Belladanza, “specie in relazione alla scadenza il 30 giugno 2009 degli accordi relativi alla rimodulazione dei flussi dei rifiuti solidi urbani”, e sul “piano d’ambito dell’Ati 1”.

A prendere subito la parola è stato l’assessore competente Massimo Massetti, che ha innanzitutto chiarito come l’amministrazione comunale sia andata avanti finora nelle scelte sui rifiuti “secondo gli obiettivi del Piano regionale dei rifiuti, secondo le delibere del Consiglio comunale e gli indirizzi dettati dall’Ati 1”. “Per la raccolta differenziata – ha sottolineato l’amministratore – la campagna avviata ha prodotto un risultato buonissimo, perfettibile sicuramente, che però già ora consente alla Regione di portare la nostra esperienza come esempio su altri tavoli di lavoro in Umbria”. L’assessore ha illustrato i dati aggiornati a dicembre 2009, che hanno certificato il raggiungimento del 68% di raccolta differenziata nelle zone interessate dal servizio porta a porta, un riscontro che all’epoca portava l’intero territorio comunale al 36% di raccolta differenziata e che è in aumento nel 2010. “L’aumento dei costi di gestione – ha spiegato Massetti – è dovuto alla mancanza di un’impiantistica a servizio di Città di Castello e dell’intero Ati 1 e in questo contesto il nostro impegno è orientato a ottenere quanto serve al nostro territorio. Mi sento per questo nelle condizioni di garantire ampiamente quello che il Consiglio comunale ha chiesto, cioè un’impiantistica adeguata per l’Ati 1 e per la nostra discarica di Belladanza, che non deve essere sfruttata e basta”, ha concluso Massetti prendendo l’impegno di convocare una riunione specifica in commissione “Servizi” per approfondire il percorso portato avanti dall’inizio dell’anno per la redazione del Piano d’Ambito dei Rifiuti dell’Ati 1.

“Mi aspettavo una risposta più approfondita sulla situazione attuale”, ha replicato Lensi, che ha in particolare chiesto maggiore chiarezza su Belladanza, “ad esempio per capire se è attualmente operativa o meno”.

“Quanto ha asserito l’assessore Massetti è quanto l’amministrazione comunale sta facendo con determinazione e intende continuare a fare per raggiungere gli obiettivi che sono importanti per la città”, è intervenuto il capogruppo del Ps Maurizio Rapaioli. “Ritengo che l’assessore abbia dato una importante disponibilità ad approfondire la problematica in commissione, con l’impegno, confermato, di lavorare per il raggiungimento dei traguardi affermati dalla legge e dal piano regionale”, ha aggiunto.

“Credo che un Consiglio comunale monotematico sui rifiuti sia importante e necessario in questo momento”, ha affermato il capogruppo della Margherita Stefano Bravi. “La discarica di Belladanza – ha rilevato - ha problematiche tecniche importanti e ci sono scelte politiche, sull’impiantistica, sulla rimodulazione dei rifiuti solidi urbani, che richiedono una riflessione. Mi aspetto pertanto di sapere se l’impegno dell’amministrazione preso nelle settimane scorse attraverso il prosindaco Bacchetta viene mantenuto o no”.

Una domanda alla quale ha risposto proprio il prosindaco Luciano Bacchetta. “C’è un problema di tempistica di cui tenere conto – ha dichiarato - perché a luglio dovrebbe essere approvato il Piano d’ambito dei rifiuti dell’Ati 1 e quindi sarebbe più opportuno che la riflessione, sulla cui opportunità concordo, venga fatta a bocce ferme. Dopo il prossimo 5 luglio, quando ci riuniremo in sede di Ati 1 proprio sui rifiuti – ha spiegato Bacchetta – avremo le idee più chiare, ma fin d’ora credo si possa ipotizzare una commissione monotematica entro il mese di luglio e un Consiglio comunale monotematico ai primi di settembre, quando la questione nel suo complesso sarà più definita anche con riferimento al futuro Sogepu. Ribadisco comunque la disponibilità a discutere e confrontarsi collegialmente”.

Il consigliere di Con Ciliberti Canzio Novelli si è soffermato sugli effetti dell’“accordo capestro del 2005 con la Regione, che ha scaricato sul nostro territorio oneri pesanti che l’esecutivo comunale in carica dal 2006 ha dovuto ribaltare sui cittadini”. Nel ricordare come il documento votato dal Consiglio comunale nel 2007 non abbia avuto seguito concreto, il rappresentante della minoranza si è soffermato sul “sostanziale riempimento della discarica di Belladanza dovuto proprio al conferimento di rifiuti provenienti da Perugia, mentre l’impiantistica continua ad essere un discorso strano, se è vero in 5 anni sono stati fatti 4-5 progetti di preselezione, che sono costati ai cittadini e non si sa più dove siano finiti”. Novelli ha poi sollevato il problema delle “lamentele per la raccolta dell’umido che arrivano dai residenti del centro storico, specialmente d’estate, in merito all’esigenza di passaggi più frequenti dei mezzi di Sogepu” e “il problema dell’aumento della tassa che genera il malcontento di tanti cittadini”.

Il capogruppo di Castello Libera Nicola Morini ha manifestato scetticismo sull’utilità di convocare un Consiglio comunale monotematico sui rifiuti. “Non credo che possa servire – ha detto - perché i fatti sono purtroppo chiari e ormai definiti: abbiamo una discarica esaurita per via dell’accordo capestro con la Regione sulla rimodulazione dei flussi di rifiuti, una tassa aumentata in pochi anni del 30%, con un incremento di un altro 18% che avverrà nel passaggio da tassa a tariffa, una modalità di raccolta differenziata che è la più scomoda e la più cara”.

L’assessore Massetti ha preso di nuovo la parola per precisare che “la discarica di Belladanza non è chiusa e non verrà chiusa”. “Il Piano d’ambito dei rifiuti dell’Ati 1 elaborato in via preliminare prevede infatti l’impiantistica necessaria e un ampliamento del sito di 400mila metri cubi all’interno dell’attuale area recintata – ha aggiunto l’assessore – quindi la discarica verrà potenziata sul versante tecnologico e ampliata per supportare questa stessa impiantistica a servizio dell’Ati 1”. Sempre a proposito di Belladanza, l’amministratore ha chiarito che “i sovvalli da Ponte Rio sono stati accettati nel sito fino a dicembre del 2009 e che dal primo gennaio quindi questa tipologia di rifiuti non viene più accolta in discarica poiché i volumi residui del nostro impianto saranno utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti dell’ex bacino 2, per i quali è previsto il conferimento senza trattamento”. Sulla raccolta differenziata nel centro storico, Massetti ha spiegato che “una valutazione su una diversa organizzazione dei passaggi dei mezzi di Sogepu è già in corso, seppur ci sia da fare i conti con l’aumento dei costi che comporta ogni eventuale potenziamento”, mentre a proposito dell’aumento degli oneri per i cittadini, ha puntualizzato che “la nettezza urbana per le civili abitazioni è aumentata in realtà da 1,34 a 1,37 euro”. “Per ogni ulteriore approfondimento – ha concluso Massetti - ribadisco la disponibilità a convocare prima una commissione e poi una seduta del Consiglio comunale”.

“Il mio obiettivo era quello di propiziare un’attenzione estrema, in relazione alle problematiche poste e questo credo di averlo ottenuto – ha chiuso il dibattito Lensi - mi sarei aspettato però già in questa sede una valutazione più ampia, specialmente sul futuro di Sogepu, che ci deve interessare”.

INTERPELLANZA SULLA FORNITURA DI GAS METANO

La situazione determinatasi a Città di Castello sul versante della fornitura del gas metano con l’incorporazione di Tecniconsul Servizi da parte della multinazionale E-on è stata oggetto di una interpellanza presentata dal capogruppo del Pdl Cesare Sassolini, che ha chiesto all’amministrazione comunale di fornire chiarimenti sul comportamento tenuto sulla vicenda. L’esponente della minoranza ha sollecitato risposte in particolare sulla “legittimità del passaggio da vecchio a nuovo fornitore che nei fatti è stata operata per gli utenti con la clausola del silenzio-assenso”, sulle “informazioni in possesso dell’amministrazione circa il subentro del nuovo gestore” e sull’”incameramento di 100mila euro da parte del Comune nella transazione con Tencinconsul”, manifestando la necessità di “un rapido e sollecito confronto con E-on al fine di spuntare condizioni di miglior favore per quanto concerne voci come acconti e deposito cauzionale”.

A rispondere è stato l’assessore competente Massimo Massetti, che ha chiarito ruolo e azione dell’amministrazione nella vicenda, dando conto ai consiglieri dei contenuti del confronto avuto con E-on. “Personalmente – ha ammesso l’assessore – sono rimasto sorpreso dal clamore suscitato dalla vicenda, perché per me il percorso del passaggio dal vecchio al nuovo fornitore era qualcosa di scontato nella sua articolazione, soprattutto in base alla liberalizzazione del mercato. Giova ribadire comunque – ha puntualizzato Massetti – che Tecniconsul Costruzioni e Gestioni, con cui abbiamo un contratto fino al 31 dicembre 2010, continua ad onorare i propri impegni, mentre Tecniconsul Servizi, venditore di gas come altri 12 soggetti in città, è stata incorporata da E-on, che ha rilevato quindi anche i contratti con gli utenti. Dai responsabili di E-on, con i quali mi sono incontrato per fare il punto della situazione, – ha chiarito l’assessore – ho avuto la rassicurazione che le bollette sono rimaste in linea con gli importi che l’utente aveva pagato in precedenza, anche se l’inverno particolarmente freddo inciderà inevitabilmente sul loro ammontare. Secondo quanto mi è stato riferito, il rapporto con gli utenti non è stato modificato, sono cambiati solo il logo sulle bollette e, in modo temporaneo, la cadenza della fatturazione, per lo slittamento dei tempi dovuto al protrarsi delle procedure di inserimento dei dati dei cittadini che ricevono la fornitura di gas metano”. L’assessore ha anche informato l’assemblea che “E-on garantirà la possibilità di dilazionare il pagamento delle fatture su richiesta dell’utente, mettendo a disposizione anche l’opzione che prevede l’emissione di fatture a cadenza mensile, con un conguaglio finale, e ha attivato i bollettini mav, che prima non c’erano, offrendo un risparmio di 1 euro e 10 centesimi a bolletta sui versamenti”. “Della questione, oltre a Federconsumatori, che ha ricevuto i chiarimenti richiesti, si è interessato anche l’onorevole Katia Polidori – ha evidenziato l’assessore - alla quale insieme al prosindaco Luciano Bacchetta abbiamo illustrato la situazione, fugando i dubbi sollevati dai cittadini a proposito del passaggio da un fornitore all’altro. Personalmente mi sono fatto carico che i cittadini vengano assistiti in ogni modo, nei limiti di dell’azione di un’amministrazione che deve tenere conto anche della presenza di altri fornitori”. In merito all’incameramento di 100mila euro da Tecniconsul, Massetti ha infine spiegato che sono stati versati dall’azienda per onorare gli impegni contrattuali con l’amministrazione assunti prima dell’incorporazione in E-on.

A proposito dei disagi incontrati da diversi cittadini, il capogruppo di Castello Libera Nicola Morini ha sostenuto che “è mancato l’aspetto della comunicazione da parte dell’amministrazione ai cittadini”. “Alcuni cittadini – ha evidenziato il consigliere - non hanno avuto concretamente modo di valutare altre offerte. Sarebbe stato meglio che l’amministrazione avesse informato i cittadini adeguatamente, al di là della comunicazione delle aziende, che non sempre sono chiare o percepibili nelle novità che comportano. Una maggiore comunicazione avrebbe infatti impedito che si generasse la preoccupazione che c’è stata tra gli utenti per il cambiamento della tariffazione e l’aumento degli importi. Spiace constatare che il Comune si è premurato di non perdere nulla da questo passaggio societario tra i fornitori di gas – ha rilevato Morini – ma non ha avuto altrettanta premura nell’informare cittadini, anche considerando che il passaggio da Tecniconsul a E-on in campo dal 2007”.

“Che ci sia il mercato libero dell’energia credo che in pochi se ne siano accorti – ha osservato il capogruppo della Margherita Stefano Bravi – per cui il ruolo dell’informazione è importante. Molti cittadini pensano infatti ancora che ci sia solo il gestore che conoscono e non si pongono il problema. Credo pertanto che spetti all’amministrazione operare per fare in modo che il pluralismo sia davvero un vantaggio per i cittadini”, ha concluso Bravi.

“Chiedo all’assessore se non ritenga singolare, se non deprecabile, quello che è avvenuto – è intervenuto di nuovo il capogruppo del Pdl Sassolini – cioè che una società distributrice abbia saltato i cittadini e poi l’amministrazione comunale, agendo senza dare un’adeguata fase di conoscenza di quello che stava accadendo. Di fatto – ha aggiunto – i cittadini si sono trovati dentro una nuova società, senza la possibilità di scegliere”. Per il consigliere “un altro aspetto che non ci convince è che l’unico soggetto, oltre a E-on, ad avere beneficiato di questo passaggio è stato il Comune, che ha introitato una cifra notevole che poteva utilizzare per calmierare le bollette nel momento del passaggio tra i fornitori di gas”.

“L’introito venuto da Tecniconsul – ha ribattuto l’assessore Massetti - è andato a beneficio dei cittadini, perché è stato conteggiato nel bilancio comunale e messo a disposizione di tutta la collettività”. L’amministratore ha poi evidenziato che “il mercato del gas è libero dal 2003 e non credo si possa pensare che i cittadini se ne siano accorti solo nel 2010”. “I Servizi sociali del Comune – ha concluso – Massetti – sono comunque a disposizione per contattare tutti i gestori, non solo E-on, per eventuali problemi che riscontrassero i cittadini”.

RITIRATA MOZIONE SUGLI OGM

Al termine di un articolato dibattito, il capogruppo del Prc Mauro Alcherigi ha deciso di ritirare e quindi di non mettere in votazione la mozione che aveva presentato “contro la fine della moratoria sulle colture Ogm e per la tutela della tipicità dei prodotti agricoli e della salute dei consumatori”.

Il documento chiedeva che il Consiglio comunale impegnasse la Giunta comunale “ad assumere una iniziativa di concerto con i Comuni, le Province e la Regione dell’Umbria, attraverso l’Anci, per dichiarare i nostri territori liberi da coltivazioni Ogm e per adottare tutti quei provvedimenti a tutela della tipicità dei nostri prodotti agricoli e della salute dei consumatori”. Chiedeva inoltre al Governo e al Parlamento di “manifestare la contrarietà del popolo italiano alla fine della moratoria sulle colture Ogm deliberata dalla Commissione Europea e a varare leggi e provvedimenti che ne impediscano l’utilizzo nel nostro Paese”.

“Siccome credo che non abbiate capito quello che dovete votare – ha tirato le somme della discussione il consigliere Alcherigi – ritiro la mozione. Non posso infatti che constatare che stasera il principio del ‘tengo famiglia’ abbia sovrastato la qualità politica che dovrebbe appartenere alla destra e alla sinistra”.

Dibattito. Ad aprire la discussione era stato il capogruppo del Ps Maurizio Rapaioli, che si era detto “d’accordo con la mozione”. “Se veramente le modifiche genetiche fanno sì che gli antibiotici non abbiano più effetto sulle persone è un fatto grave – ha sostenuto – penso infatti che se manca la tutela della salute, è importante che ci sia una mobilitazione che testimoni l’esigenza che vengano valutati rischi che potrebbero non essere completamente colti da chi propone di puntare sulla diffusione degli Ogm”.

“La ricerca sugli Ogm porta anche progressi che sono di importanza fondamentale, ad esempio per vincere determinate criticità di certi prodotti agricoli che consentano di non dare più trattamenti dannosissimi, come sappiamo bene noi in Altotevere con la coltura del tabacco”, ha affermato il capogruppo di An Sandro Busatti. “Non possiamo essere pertanto assolutamente esclusivisti – ha aggiunto – a proposito degli Ogm ci sono cose anche positive, non solo negative, e sarebbe sciocco negarlo. Sarebbe pertanto auspicabile modificare il dispositivo della mozione per attenuarne il carattere di perentorietà”, ha concluso il consigliere.

Nell’osservare come la mozione nasca dal caso della patata transgenica, “dove c’è stata sottovalutazione”, il capogruppo di Fi Ivano Rampi ha sostenuto che “trattare la materia degli Ogm richiede consapevolezza”. Pericolo “Invito pertanto l’amministrazione comunale a valutare la possibilità di avere a Città di Castello una branca dell’Università che studi gli Ogm per capire i reali pericoli e preparare giovani, dando loro anche uno sbocco lavorativo”, ha proposto l’esponente del centrodestra.

“Non ci sono i vantaggi che si pensa dalla diffusione degli Ogm – è intervenuto il capogruppo dell’Udc Felice Granci - e anzi c’è un potenziale inquinante che deriva dalle piante modificate che va tenuto presente anche per le ricadute sulla salute umana”.

Di “mozione assolutamente condivisibile” ha parlato il capogruppo dei Ds Michele Bettarelli, che ha sottolineato l’esigenza di “fornire indicazioni, proporre regole e garanzie affinché la nostra agricoltura, gli agricoltori ed i cittadini consumatori siano adeguatamente garantiti e supportati dentro a scossoni profondi, nella sicurezza alimentare, nella competitività e nella adeguata a remunerazione di cibo pulito, sicuro e tracciabile”. L’esponente della maggioranza consiliare ha indicato in questo contesto alcuni punti fissi nella “protezione e sviluppo dell'agricoltura biologica e di quella sostenibile e a basso input energetico”, nella “trasparenza circa la trasformazione ed il ciclo alimentare”, nella “trasparenza della ricerca e dei suoi risultati che devono essere a disposizione delle comunità”, nella “etichettatura degli alimenti per consentire ai consumatori la libera e consapevole scelta” e nella definizione di “regole che garantiscano da possibili inquinamenti genetici e che sanzionino coloro che mettono a rischio le colture biologiche, sostenibili e convenzionali”.

Nel dirsi favorevole alla mozione, il capogruppo del Centro Democratico Luca Secondi ha ricordato che “il 2010 è l’anno della biodiversità e dobbiamo quindi rivendicare l’importanza del patrimonio genetico dei territori”. “Nel nostro territorio – ha rilevato - abbiamo un marchio della tipicità che va valorizzato, anche a tutela del nostro patrimonio genetico. Sono contrario alla diffusione degli Ogm nel sistema produttivo perché penalizza proprio i nostri prodotti tipici, mentre la non riproducibilità delle sementi Ogm crea una dipendenza dalle multinazionali che sotto il profilo etico non condivido”. Secondi si è pertanto detto “favorevole agli Ogm per la ricerca, ma contrario allo sviluppo produttivo” e in replica al consigliere Busatti ha sostenuto che “la produzione di tabacco ha creato sviluppo per il nostro territorio” e ricordato che “i prodotti del tabacco sono autorizzati dal Ministero della Salute e la sua coltivazione non è certo nociva come quella della ortofrutta”.

Di “una situazione che esula dalle nostre competenze” ha parlato il consigliere del Ps Bruno Allegria, che ha affermato di non essere d’accordo nel “condannare la ricerca che punta a migliorare la produzione agricola”, manifestando l’intenzione di astenersi al momento della votazione della mozione.

“Condivido la mozione e l’istanza di maggiore controllo da parte del Governo” è intervenuto il capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà Stefano Briganti, che ha osservato come “una delle sementi di mais autorizzata dal Consiglio di Stato verrà piantata anche nel nostro territorio e c’è una società umbra che lo produce, partecipata peraltro da Sviluppumbria e vicina pertanto al controllo del pubblico”. “Questo per dire – ha spiegato – che non può esistere la totale impermeabilità del nostro territorio dagli Ogm, considerando anche che la realtà ci parla del 90% della soia che è transgenica e del 90% del colore delle nostre camicie che pure transgenico. Dobbiamo pertanto avere consapevolezza che bloccare la contaminazione dall’esterno è impossibile”.

A dichiararsi “favorevole alla mozione” è stato il consigliere del gruppo misto Roberto Perugini, che ha rimarcato l’esigenza di “salvaguardare le nostre produzioni tipiche”. “Sul piano della proposta del territorio e della salvaguardia dell’agricoltura della nostra regione – ha rilevato - non penso che la tendenza possa essere di competere con le multinazionali. Dobbiamo puntare sulla qualità e su prodotti di nicchia, senza inseguire la chimera quantità e dell’omologazione che deriva dagli Ogm”.

“La diversità genetica è una ricchezza in natura, quindi l’omologazione impoverisce l’ambiente e noi stessi”, ha concordato il capogruppo della Margherita Stefano Bravi, che ha richiamato l’attenzione su due elementi: “la promozione del principio di precauzione e l’esigenza di evitare pregiudizi”. “Ci sono vantaggi ipotetici dagli Ogm, ma ci sono anche possibili rischi – ha spiegato – sono pertanto d’accordo a favorire in ogni modo iniziative politiche, culturali e scientifiche che permettano un approfondimento del tema”. “Credo che dobbiamo ridimensionare il nostro ruolo – ha precisato - l’operatività che possiamo raggiungere è di stimolare ad ogni livello la consapevolezza su questi argomenti, perché il problema è estremamente complesso. Come consiglio comunale potremmo impegnarci per favorire iniziative che non fermino la ricerca, ma le fughe in avanti sì”.

“Concordo sull’impostazione della mozione, in virtù dell’affermazione del principio di precauzione – ha chiarito il capogruppo di Castello Libera Nicola Morini - credo però che neanche la scienza possa dare in questo momento una risposta certa sulla potenziale pericolosità degli Ogm, per cui prima di dire no o sì, va fatta una riflessione e va costruito un percorso per spiegare motivi della non introduzione degli stessi Ogm”. “Non mi convince di questa mozione – ha puntualizzato il consigliere – la dichiarazione del nostro territorio come Ogm-free, un atto politico forte che chiude assolutamente anche alla ricerca, oltre che alla produzione”.

“Pochissimi consiglieri hanno letto la mozione – ha constatato in chiusura di dibattito il capogruppo del Prc Mauro Alcherigi – perché non c’è alcun riferimento alla ricerca scientifica. Che il nostro territorio sia Ogm-free deriva da un voto del Consiglio comunale nella scorsa legislatura e oggi con questa mozione si chiede quello che già il ministro Zaia aveva chiesto, cioè di fermare la diffusione e la coltivazione in campo libero delle colture Ogm in Italia”. L’esponente della maggioranza ha ribadito quindi che “la ricerca scientifica deve andare avanti, affermando però la possibilità di ogni Paese di portare avanti la propria storia alimentare, senza essere piegati alla strumentalizzazione e all’omologazione delle multinazionali”. “La mozione la ritiro però – ha chiarito - perché stasera il principio del tengo famiglia è stato al di sopra della qualità politica che dovrebbe appartenere a destra e sinistra. Ho ascoltato interventi di carattere scientifico, laddove io non ho scritto una riga che bloccasse la ricerca scientifica e quindi credo che non si sia capito il senso del documento”.

A contestare la decisione di Alcherigi è stato il capogruppo di Castello LIbrera Morini, mentre il capogruppo di Con Ciliberti Franco Ciliberti ha osservato: “il consigliere Alcherigi ha ragione di fare le sue valutazioni, ma è da segnalare il fatto che si sia rivolto anche alla sua maggioranza e sottolineo quindi l’evidenza di un problema politico”.

RESPINTA MOZIONE SULLA TORRE CIVICA

Con 13 voti contrari (i consiglieri della maggioranza di Centrosinistra), 5 voti favorevoli (Cdl e Con Ciliberti) e l’astensione del capogruppo dell’Udc Felice Granci, il Consigli comunale ha respinto la mozione presentata dai consiglieri Sandro Busatti (An) e Nicola Morini (Castello Libera) che chiedeva una seduta monotematica della commissione Assetto del Territorio per affrontare la questione del consolidamento e della messa in sicurezza della torre civica.

Dibattito. Il capogruppo di An Sandro Busatti ha introdotto il documento, soffermandosi sugli “investimenti, l’ultimo di 500mila euro, che continuano ad essere destinati al consolidamento della torre civica, nonostante sia stata già oggetto di un intervento di recupero strutturale”. “Credo sia nostro dovere – ha sostenuto - sollecitare l’amministrazione comunale sullo stato di salute di questo malato. Il terremoto individuato come causa di ulteriori lavori sicuramente non ha determinato il motivo per cui la torre si è inclinata – ha rilevato il consigliere – per cui oggi vogliamo sapere se il malato sta guarendo e soprattutto perché dobbiamo spendere ancora soldi dei cittadini. Per questo chiediamo una commissione monotematica nella quale ascoltare i progettisti. Se la maggioranza negasse questa commissione – ha concluso – inevitabilmente darebbe la stura a pensare che c’è qualcosa da nascondere. Spero proprio quindi che nell’ottica della trasparenza che questa amministrazione dice di volere non ci siano problemi”.

Nessun intervento ha fatto seguito all’illustrazione della mozione, per cui l’altro proponente, il capogruppo di Castello Libera Nicola Morini, ha concluso la discussione affermando: “prendiamo atto del silenzio del resto dei consiglieri dell’assemblea e mettiamo in votazione la mozione per verificare le intenzioni della maggioranza”.

UN LUOGO PUBBLICO IN MEMORIA DI PEPPINO IMPASTATO

All’unanimità dei presenti (i consiglieri della maggioranza di Centrosinistra, di Con Ciliberti e dell’Udc) il Consiglio comunale ha approvato la mozione presentata dal consigliere di Con Ciliberti Canzio Novelli e integrata sulla base del dibattito per chiedere l’intitolazione di un luogo della città alla memoria di Peppino Impastato, quale vittima della mafia.

Dispositivo. Con la mozione, il Consiglio comunale “impegna la giunta ad intitolare, in tempi brevissimi e certi, la sala della Giunta, la sala del Consiglio comunale o l’Auditorium a Peppino Impastato, giovane martire e vittima della lotta a tutte le mafie”.

Dibattito. Il consigliere Canzio Novelli (Con Ciliberti) ha introdotto il documento, che inizialmente proponeva per l’intitolazione la sala della Giunta, ricordando che “da quasi 9 mesi il Consiglio comunale ha dato mandato alla giunta di individuare un luogo da intitolare alla memoria di Peppino Impastato e ancora non si è arrivati a una conclusione”. “Oggi – ha proseguito – abbiamo segnali di una penetrazione della mafia anche in Umbria e a Città di Castello e credo quindi che intitolare la sala della Giunta alla memoria di Impastato sia un segnale importante, anche tenendo conto che prima di essere ucciso questo giovane si stava presentando alle elezioni del proprio Comune e c’è dunque attinenza con la scelta di questo luogo istituzionale”.

“E’ importante dare un segnale, ma dissento sul luogo dell’intitolazione, perché credo che una strada della nostra città sia più facilmente individuabile anche dalla gente”, ha affermato il capogruppo di An Sandro Busatti, che ha sollevato la questione della commissione comunale sulle infiltrazioni mafiose, “che è stata creata un anno fa e si è riunita solo due volte”. “L’ultima volta – ha ricordato Busatti - dissi al presidente Perugini di iniziare a valutare quali siano le mafie eventualmente insediate a Città di Castello e lì si sono fermati tutti i discorsi. Approfitto pertanto di questa interpellanza per richiamare il presidente della commissione ai suoi doveri, ricordando che è importante affrontare la questione della penetrazione della malavita organizzata nel nostro territorio, anche alla luce dell’evidente presenza di quella cinese e del fatto che in grande numero continuano ad essere mandate nella nostra città persone in soggiorno obbligato, una tendenza, questa, che sarebbe ora che l’amministrazione iniziasse ad arginare”.

A parlare di “un atto doveroso dell’amministrazione comunale di intestare uno spazio importante alla memoria di Peppino Impastato, per il suo sacrificio contro la mafia” è stato il capogruppo del Ps Maurizio Rapaioli, che ha proposto “un passaggio doveroso per la scelta del luogo nella Commissione Assetto del Territorio, che è deputata in materia di toponomastica”. Nel puntualizzare di “non essere d’accordo con chi sostiene che ci sia refrattarietà da parte delle istituzioni locali alla problematica”, l’esponente della maggioranza ha poi osservato che, “pur nella sua importanza, la Commissione sulle infiltrazioni mafiose ha dei limiti, visto che la legge non attribuisce poteri a soggetti istituzionali come questo”.

“Concorde, ma dubbioso sulla individuazione del luogo per l’intitolazione nella sala della giunta”, proponendo eventualmente la nuova biblioteca comunale, si è detto il capogruppo del Prc Mauro Alcherigi, che ha rimarcato comunque l’importanza di dare un segnale, “considerando che il rischio di una possibile infiltrazione mafiosa nel nostro territorio già negli anni novanta era segnalato dalle commissioni parlamentari”. “Credo comunque che serva realismo ed essere consapevoli che Città di Castello abbia un problema di criminalità oggettivamente basso, che non ha le implicazioni rispetto alla mafia cinese che si credono, visto che oggi è stata condotta un’operazione contro la criminalità di questo stampo in dodici regioni italiane meno che in Umbria”.

“Adottare la politica dello struzzo non è di giovamento al territorio”, ha contestato il capogruppo di Fi Ivano Rampi. L’esponente della minoranza ha però colto al balzo la palla della proposta di un passaggio in commissione per il tributo alla memoria di Impastato per sollecitare la convocazione della stessa commissione Assetto del Territorio, “che da tempo deve affrontare sono questioni di toponomastica poste più volte che riguardano personaggi importanti che hanno caratterizzato la storia della città e aspettano risposte”.

“Abbiamo dato già un mandato alla giunta di scegliere il luogo pubblico da intitolare a Impastato e di venire in Consiglio comunale con una proposta, quindi stavolta non possiamo rimandare di nuovo la decisione in commissione”, è intervenuto il capogruppo di Con Ciliberti Franco Ciliberti. “Stasera – ha aggiunto - dobbiamo uscire da qui con proposta condivisa, sapendo che l’intestazione della sala della Giunta è un modo per dire che qui dentro la mafia non c’è e non ci deve entrare”. L’esponente della minoranza si è detto in disaccordo con l’idea di intitolare una via e rilanciato l’esigenza che dalla proposta di tributare un omaggio a Impastato tragga nuova spinta l’attività della commissione comunale sulle infiltrazioni mafiose. “L’ assessore Vinti ha riproposto la commissione antimafia anche a livello regionale, perché ha già toccato con mano la sua necessità – ha detto Ciliberti - credo che la nostra commissione abbia dunque ragion d’essere, ma va potenziata con un supporto maggiore dell’amministrazione”.

Il consigliere del gruppo misto Roberto Perugini si è detto “d’accordo sull’intitolazione di un luogo pubblico, meglio se istituzionale”. A proposito dei lavori della commissione sulle infiltrazioni mafiose che presiede, Perugini ha ammesso di “non avere argomenti per convocarla, perché avevo invitato i componenti ad avanzare proposte che al momento non sono state formalizzate”. “Ho fatto comunque un giro informale tra le forze dell’ordine – ha spiegato - ma a questi livelli non hanno l’autorità per interagire con il nostro organismo istituzionale. L’unico strumento che per me possiamo utilizzare in questo momento è quello della promozione culturale della legalità, visto che non abbiamo la stessa capacità di interazione con la commissione nazionale. L’intitolazione di un luogo pubblico istituzionale a Impastato, credo potrebbe essere un modo per cominciare”, ha concluso il consigliere.

Il prosindaco Luciano Bacchetta ha evidenziato come “l’argomento della penetrazione delle mafie sia delicato e non debba essere strumentalizzato, perché ne va della tranquillità del nostro territorio”. “Una tranquillità – ha puntualizzato – che non vuol dire però sonnolenza o ipocrisia, visto che le attività economiche della nostra zona possono attirare questo tipo di presenza e dobbiamo essere molto vigili”. Bacchetta ha spiegato di aver avuto contatti negli anni con le forze dell’ordine, “che svolgono un lavoro discreto,ma efficace” e di concordare sulla “necessità di monitorare attentamente i flussi che interessano la nostra città”. “Va detto però – ha chiarito il prosindaco – che non abbiamo strumenti tecnici per agire in maniera efficace, anche perché il comitato per l’ordine pubblico viene convocato dal prefetto e non da noi. Credo comunque che debba essere nostro compito invitare le forze dell’ordine ad un incontro, ad uno scambio di valutazioni, e magari anche convocare una commissione per ulteriori approfondimenti”. In merito all’intitolazione di un luogo pubblico a Impastato, Bacchetta ha precisato che “non c’è alcuna difficoltà da parte della giunta comunale a decidere la proposta da fare al Consiglio comunale per dedicare anche luogo di questo palazzo e c’è la disponibilità ad affrontare velocemente la questione già dalla prima seduta della giunta comunale”.

Il capogruppo di Castello Libera Nicola Morini ha condiviso la mozione, ma ha affermato di “ritenere più appropriata una sede diversa dalla sala della giunta, anche se le motivazioni addotte hanno un valore innegabile”. “Nella storia di Impastato emerge che l’elemento determinante per combattere la mafia è la cultura – ha evidenziato il consigliere – quindi raccolgo l’idea di Alcherigi, anche se la nostra biblioteca è già intitolata a Carducci. Sappiamo che ogni biblioteca ha una sala dedicata – ha sottolineato - e quindi si potrebbe pensare di dedicare a Impastato una sala della nostra nuova biblioteca comunale”. Il rappresentante del centrodestra ha invitato poi “a stare attenti alle strumentalizzazioni, perché non possiamo omaggiare Impastato e poi venire a sapere che non ci sono argomenti per convocare la commissione sulle infiltrazioni mafiose” e invitato il presidente “a farla lavorare o dimettersi, perché altrimenti è una farsa”. A proposito della Commissione Assetto del Territorio, Morini ha parlato infine di “lavori che stanno procedendo al rallentatore sul regolamento della toponomastica, che manca a Città di Castello”.

Il consigliere Novelli (Con Ciliberti) ha preso di nuovo la parola per ribadire che “a distanza di quasi 9 mesi nessuno ha mai sollecitato una riunione della commissione” e chiedere: “c’è qualche problema o qualche paura perché si proponga ancora di rimandare una decisione?”. Il rappresentante della minoranza ha detto di aver pensato alla biblioteca in precedenza, ma di aver preferito altro perché ha già una intitolazione, e ha quindi confermato la scelta tra la sala della giunta o l’auditorium, che era stato proposto all’atto della prima approvazione della mozione.

Il capogruppo del Prc Alcherigi ha avanzato allora la proposta di “intitolare a Impastato la sala del Consiglio comunale, perché la sala giunta non è rappresentativa di tutta la politica, ma di una parte che governa”. “Chiedo pertanto di valutare anche la possibilità di intitolare questa sala in una discussione da fare velocemente per arrivare alla decisione finale”, ha concluso.

Il capogruppo del Ps Maurizio Rapaioli ha condiviso “l’opportunità di considerare anche la proposta di Alcherigi, contando che la giunta, come ha affermato il prosindaco, deciderà rapidamente”. “Chiedo però alla giunta anche di valutare la possibilità di fare un’iniziativa pubblica con i familiari di Impastato per evidenziare la sensibilità particolare del nostro atto”, ha aggiunto Rapaioli.

“Faccio appello al consigliere Novelli perché accolga la proposta dei consiglieri Alcherigi e Rapaioli e integri la mozione con l’ipotesi di intitolazione della sala del Consiglio comunale, insieme alla sala giunta e all’auditorium” è intervenuto il capogruppo di Con Ciliberti Franco Ciliberti, che ha condiviso l’idea di invitare la famiglia Impastato per la cerimonia pubblica.

Analoga sollecitazione ad integrare la mozione è venuta dal capogruppo dei Ds Michele Bettarelli, che ha manifestato “disponibilità a tutte le iniziative che testimonino la sensibilità e l’impegno sulla tematica della lotta alle mafie”.

In disaccordo sulla proposta di intitolare la sala del Consiglio comunale, il capogruppo dell’Udc Felice Granci ha avanzato l’ipotesi dell’ex istituto Beata Margherita, “perché questa figura veniva invocata per mettere pace in Consiglio comunale nei dibattiti che si tenevano anni fa”.

Il consigliere Novelli ha infine dato il proprio assenso ad integrare la mozione con l’ipotesi della sala del Consiglio comunale e alla promozione di un’iniziativa pubblica con i familiari di Peppino Impastato.

Eravamo d’accordo sulla mozione, ma ci dobbiamo dissociare dal voto che darà la maggioranza per come ha condotto la vicenda, per i ritardi allucinanti accumulati e perché sulle infiltrazioni mafiose, che sono più gravi, non c’è la stessa solerzia a prendere un impegno di convocare la commissione preposta”, è intervenuto il capogruppo di An Sandro Busatti, annunciando l’astensione del centrodestra. I consiglieri della minoranza hanno poi deciso di abbandonare l’aula al momento del voto.

APPROVATO PIANO ATTUATIVO

Con 14 voti favorevoli della maggioranza di Centrosinistra, due voti contrari di Con Ciliberti e l’astensione di Felice Granci dell’Udc il Consiglio comunale ha approvato il piano attuativo di iniziativa privata in località Ronti, vocabolo Confeci.

RINVIATO PUNTO ALL’ORDINE DEL GIORNO

Per l’assenza in aula al momento della discussione dell’assessore competente Arcangelo Milano, è stata rimandata la declassificazione della strada vicinale di Montecchio di Becci e di Valdipetrina.

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