Resoconto Consiglio Comunale Tifernate del 30 giugno 2010

01/07/2010 17.04.28
Tema: COMUNICAZIONI AMMINISTRATIVE
Argomento:
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Citta di Castello - Presentazione e dibattito del documento programmatico sul PRG
Come concordato in conferenza dei capigruppo, gli interventi dei consiglieri hanno ri-guardato chiarimenti e sollecitazioni, piuttosto che valutazioni politiche che saranno oggetto di un’altra seduta del Consiglio comunale. Ad aprire la serie di interventi è stato il caogruppo del Pdl Cesare Sassolini, che ha richiamato l’attenzione sulla presenza nel Documento Programmatico di “elementi incongruenti con quelle che finora sono state le scelte dell’amministrazione”, come quando si parla di esercizi di vicinato, che sono una previsione condivisibile, ma l’esatto rovescio della creazione di grossi conte-nitori all’esterno delle mura urbiche finora perseguita”. Il consigliere ha poi evidenziato di “non condividere la scelta di puntare su un turismo leggero, perché abbiamo bellez-ze architettoniche, paesaggistiche e risorse termali che si prestano a presenze consi-stenti” e sollevato la problematica di “aver preso a riferimento dati socio-economici vecchi di 2-3 anni, che sono anacronistici e non possono legittimare scelte strategiche”. “In Umbria Città di Castello ha il trend occupazionale peggiore – ha rilevato Sassolini - mentre nel Documento Programmatico si sostiene che c’è una capacità di assorbimen-to della forza lavoro che nei fatti è smentita dalla crisi di tutti i settori, mentre si dà al tabacco un valore di sviluppo che non ha più”.
Il consigliere di An Manuel Maraghelli ha evidenziato che “nel Documento Program-matico si parla di una trasformazione da primaria a terziaria della vocazione dell’area di via Morandi, ma non si parla di Cerbara, che è il fulcro della zona industriale”. Nel dirsi d’accordo sulla proposta di liberare piazza Garibaldi dai bus, l’esponente del cen-trodestra ha manifestato la propria “contrarietà all’idea di un nuova fermata della Fcu”. “E’ già tanto se riusciamo a mettere a posto la stazione – ha osservato – e preferirei investire maggiormente proprio su questa struttura, piuttosto”. Maraghelli ha poi rileva-to che “ci vogliono idee chiare su cosa fare nell’ex ospedale, specie in vista della con-ferenza di copianificazione”, e rilanciato, insieme all’idea di “riscoprire e attrezzare le vie storiche presenti sul territorio comunale proprio per il tipo di turismo ‘leggero’ che è stato ipotizzato”, l’esigenza di “intervenire su Trestina innanzitutto per risolvere il pro-blema di via Parini, magari con una variante stradale da Cornetto fino alla nuova viabili-tà in direzione di Morra”.
Il capogruppo di An Sandro Busatti ha lamentato “la mancata attenzione nel Docu-mento Programmatico alla lotta alla speculazione edilizia, che è invece necessaria in presenza di costi proibitivi per gli alloggi nelle zone residenziali nuove della città, ai quali il nuovo Prg deve dare una risposta per calmierare il mercato”. In questo conte-sto, il consigliere ha riproposto “l’idea dell’autocostruzione, che altrove in Umbria è già stata attuata con successo e credo che debba essere valutata nello studio sulla varian-te generale” e ha poi manifestato stupore per il fatto che “si prevede di trasferire lo sta-dio comunale nel nuovo polo sportivo, mentre l’amministrazione comunale vuol costrui-re nella stessa area di viale Europa lo stadio del rugby”. “L’area del polo sportivo deve essere completamente destinata a queste attività – ha precisato in proposito - ma ci sono già interessi in campo che puntano invece a costruire case”. Busatti ha infine chiesto ai progettisti di “valutare per l’ansa del Tevere il vecchio progetto di una circon-vallazione che collegasse i due parcheggi, correndo parallela al Tevere” e “sollecitato a dare corpo al progetto di piazza Burri, pensando anche di rimuovere il vicino distributo-re di carburante che è un insulto alla sicurezza”.
Di “un documento compiuto, che tiene conto in maniera adeguata della copianificazio-ne con gli enti sovraordinati” ha parlato il capogruppo del Ps Maurizio Rapaioli, che ha osservato: “ritengo che intervenire sulla viabilità e sulla movimentazione di merci e per-sone sia importante, ma vorrei anche che si tenesse conto di pianificare una città ri-spettosa del proprio patrimonio paesaggistico e della propria tradizione agricola, pun-tando sulla vivibilità e sul verde pubblico, piuttosto che sulla cementificazione”. Nel ri-chiamare l’attenzione sulla necessità di “una valutazione attenta sulle implicazioni del potenziamento di un polo sportivo a ridosso dell’ospedale”, il consigliere di maggioran-za ha sollecitato alla “definizione di proposte concrete per l’ex ospedale, visto che la Regione è in difficoltà nel procedere alla sua riqualificazione”.
Prendendo spunto dalle valutazioni sulla tutela e sulla promozione del patrimonio pae-saggistico, il capogruppo del Prc Mauro Alcherigi ha lanciato un appello alla politica locale, “perché quando si parla di una città leader del territorio poi non può accadere che su una questione come il metanodotto della Snam il nostro Comune sia assente insieme alla Comunità Montana, mentre altre istituzioni comunali ed enti sovraordinati, anche della nostra regione, fanno ricorso alla Corte europea”. Scendendo sul terreno della variante al Piano regolatore generale, il consigliere ha riconosciuto che “c’è nel Documento Programmatico una visione di città che nel precedente Prg non c’era”, chiedendo però che “se si parla di perequazione urbanistica, si vada allora a sanare innanzitutto quello che l’attuale Piano e quello precedente non hanno saputo fare”. Alcherigi ha quindi evidenziato “l’esigenza che a proposito del dimensionamento dell’insediamento urbano, la previsione di una percentuale del 10% di suolo da consu-mare sia rivista al ribasso”.
Il capogruppo dei Ds Michele Bettarelli ha manifestato l’esigenza di chiarimenti in me-rito al dimensionamento dell’insediamento urbano, “in particolare per quanto riguarda le previsioni che non hanno avuto attuazione”, ha chiesto se, in merito alla previsione di una circonvallazione ad est che intercetti i flussi della Tiberina Tre Bis sia stata fatta o meno un’analisi dei flussi di traffico” e di “se e come verranno integrate nel Documen-to Programmatico la valutazione di incidenza e la zonizzazione acustica”.
Collegandosi a quanto sostenuto dal collega Alcherigi, il consigliere di Con Ciliberti Canzio Novelli ha informato l’assemblea di aver inviato “una lettera aperta sulla vicen-da del metanodotto della Snam al prosindaco Bacchetta” e preannunciato la presenta-zione di un ordine del giorno in Consiglio comunale”. In merito al Documento di Pro-grammazione, l’esponente della minoranza ha invitato a “considerare l’ipotesi di spo-stamento di tutto l’asse ferroviario, che taglia la città in maniera pesante, piuttosto che ragionare sull’attuale stazione e su una nuova fermata, anche in considerazione dell’esigenza di raccordo con la piastra logistica”. “Non ho visto la previsione di un’eventuale zona di accoglienza per la cittadinanza in caso di eventi sismici, visto il rischio che caratterizza la nostra città”, ha aggiunto, terminando con la sollecitazione ad “approfondire compiutamente la questione dei flussi del traffico per il centro storico”.
“Quando si ragiona di scelte strategiche di questo tipo, credo che si debba prevedere uno sviluppo che non sia penalizzato dalle valutazioni, pur dovute, sull’attuale crisi e-conomica”, è intervenuto il consigliere dei Ds Domenico Caprini, che ha proposto di valutare la situazione dello svincolo di Promano della E45. “Si tratta di un nodo viario enorme – ha osservato - perché doveva essere collegato, nelle previsioni progettuali, con Trestina in modo da by-passare la Tiberina Tre Bis. Vorrei chiedere allora, se è possibile riprendere e valutare la fattibilità del vecchio collegamento previsto dal prece-dente Prg, nonostante la criticità rappresentata dall’attraversamento in due parti del Tevere. Parliamo di un’opera che interessa un bacino di 12-13mila abitanti, che in gran parte si riversano sulla Tiberina Tre Bis e credo che la vecchia idea progettuale po-trebbe essere ancora attuale”.
Il pool di tecnici presenti in aula ha risposto alle sollecitazioni a partire dal professor Gianluigi Nigro, che ha precisato innanzitutto che “quando si lavora ad un Piano rego-latore si arriva in una situazione di treno in corsa, sia sotto il profilo urbanistico che poli-tico, per cui dobbiamo prendere atto del passato e suggerire per il futuro”. “Sugli eser-cizi di vicinato – ha osservato - c’è stato il tentativo della legge sui centri storici di pre-miare chi prende queste iniziative e potremmo individuare nel Piano qualche elemento, che, con forme di incentivazione, possa favorire questa presenza”. A proposito della previsione dello sviluppo di un turismo “leggero”, l’architetto ha chiarito che “il riferimen-to non è alla quantità, ma alla qualità dei flussi”. “Volevamo evidenziare che il turismo di massa pone problemi di cura e tutela centri storici che devono essere considerati”, ha affermato. Il professor Nigro ha quindi raccolto la sollecitazione a “dire qualcosa di più a livello di proposta su aree industriali e centro storico”, sottolineando in particolare che per la parte antica della città “c’è sicuramente bisogno di essere più incisivi, anche in funzione di arrivare con qualche proposta concreta per provocare gli interlocutori in sede di conferenza di copianificazione”. Sul mancato inserimento nel Documento Pro-grammatico di un capitolo sulla speculazione edilizia, l’architetto ha sostenuto di “non trovare elegante l’inserimento in un documento ufficiale di una sezione sulla lotta alla speculazione edilizia”, sottolineando che “quando parliamo di dare attuazione alla Fi-nanziaria del 2008, che consente ai comuni di farsi dare fino al 40% dei suoli privati per l’edilizia sociale, non vogliamo fare altro che un argine alla speculazione, con un’apertura alla stessa edilizia sociale che ricomprende anche l’autocostruzione”. Per quanto riguarda il polo sportivo, Nigro ha sostenuto che “la localizzazione dello stadio di rugby è marginale rispetto alla situazione complessiva cui proponiamo una soluzio-ne”. I “I suoli che stanno al di qua della circonvallazione dell’ospedale creano attesa, è vero – ha spiegato – ma spostare lo stadio lì significa pubblicizzare l’espansione. In questo contesto, la previsione del possible sviluppo interessi privati per la costruzione di case, può rispondere allo spirito di favorire la collaborazione per progetti di qualifica-zione urbana, laddove, come in questo caso, c’è la volontà di favorire uno sviluppo pubblico”. Sulla questione di piazza Burri l’architetto ha dato piena disponibilità, mentre sulla previsione del 10% di consumo di suolo ha spiegato che deriva dalle indicazioni del Ptcp, ribadendo di pensare che “tutto quello che ha l’obiettivo della riqualificazione urbana ha senso, mentre le cose che non hanno a che fare con questo no”. Per quanto riguarda lo spostamento dell’asse ferroviario, è stata infine sottolineata “la valenza di provocazione che potrebbe avere in sede di conferenza di copianificazione per ottene-re impegni dagli enti sovraordinati, al pari del collegamento a Trestina dello svincolo di Promano”.
Sui dati socio-economici inclusi nel Documento Programmatico è intervenuto l’architetto Ghirelli, che ha precisato che “lo studio si è basato sui riscontri disponibili nel 2009 da fonte camerale”, evidenziando come “il Documento Programmatico non cavalchi comunque il residuo di ottimismo che contengono quei dati”. “Sul tabacco – ha aggiunto – anche noi al tavolo di confronto abbiamo riscontrato una sensibilità diversa dei soggetti interessati rispetto a dati e prospettive del momento, comunque nella no-stra proposta di sviluppo poniamo anche elementi orientati alla riconversione”. “Condi-vidiamo in ogni caso – ha chiarito – l’esigenza di ristrutturare i dati perché negli ultimi due anni è cambiato molto lo scenario di riferimento”. Sulla circonvallazione est, l’architetto ha infine precisato: “abbiamo ritenuto di fare una proposta che tenesse con-to di certe valutazioni legate all’ accessibilità, senza una lettura puntuale, in questo momento, dei flussi, perché c’è il dato strategico che va oltre le condizioni di traffico, privilegiando l’assetto complessivo della mobilità cittadina”.
L’ingegner Panfili ha spiegato a proposito del consumo del suolo, che “gli aspetti su cui abbiamo fondato la V.A.S. sono la riqualificazione e il riequilibrio dell’insediamento, per cui il parametro del 10% l’abbiamo considerato nella valutazione comunque in un’ottica di risparmio del territorio”. Per quanto riguarda la valutazione di incidenza, il professionista ha spiegato che alcuni aspetti già compaiono nel Documento Program-matico e saranno comunque perfezionati ulteriormente, mentre sull’acustica ha chiarito che “non è compito diretto del Prg intervenire con azioni specifiche, ma è chiaro che il piano di zonizzazione acustica attuale dovrà essere aggiornato”.
A chiarire che sul versante dell’emergenza, e dunque sull’attrezzamento delle aree di raccolta della popolazione, ha competenza specifica il piano di protezione civile, l’architetto Francesco Nigro ha puntualizzato che “il Prg ha il compito di assicurarne la disponibilità e spazi per questo tipo di esigenza sono individuati nel Documento Pro-grammatico”.
A concludere il dibattito, ringraziando i professionisti coordinati dal professor Nigro di aver dato la propria disponibilità ad intervenire in Consiglio comunale, è stato l’assessore Cestini, che ha ricordato l’impegno dell’amministrazione a procedere da settembre, di concerto con il Consiglio comunale, a traguardare le tappe necessarie per procedere alla definizione della variante generale al Prg.
CONSIGLIO COMUNALE
PRESENTATO IL DOCUMENTO PROGRAMMATICO SUL PRG
“Stiamo lavorando per una Città di Castello che sappia mantenere e accrescere in futuro la propria leadership in Alta Valle del Tevere, ruolo per il quale riteniamo che la città abbia tutte le necessarie risorse umane e territoriali”.
Così il professor architetto Gianluigi Nigro, coordinatore scientifico dell’Associazione Temporanea d’Imprese aggiudicataria dell’appalto composta da Cooprogetti, Nomisma e dallo Studio Nigro, ha presentato in Consiglio comunale il Documento Programmatico per la redazione della variante generale al Piano Regolatore Generale del comune di Città di Castello.
La seduta monotematica, convocata dal presidente del Consiglio comunale Luca Secondi come opportunità di informazione e approfondimento aperta a tutti i componenti dell’assemblea, ha dato seguito pubblico al primo esame del Documento Programmatico che è stato già effettuato in Commissione Assetto del Territorio.
“Una tappa importante del percorso che ci porterà in settembre ad entrare nella fase finale dell’iter per la redazione della variante generale al vigente Prg”, ha sottolineato l’assessore all’Urbanistica Rossella Cestini, che ha rimarcato “la celerità dell’iter di revisione avviato il 25 maggio 2009 con la presentazione in Consiglio comunale della bozza dell’Atto di Indirizzo, approvata dopo le integrazioni proposte dalle forze politiche, nella seduta del 6 luglio 2009".
“Dopo la fase di ascolto che ha visto l’amministrazione comunale e il gruppo di lavoro incaricato di redigere la variante incontrare tra novembre e dicembre 2009 le forze sociali ed economiche ed i rappresentanti delle categorie professionali, prima all’auditorium e poi in una serie di riunioni in Comune, con l’apertura di un tavolo tecnico per lo sviluppo socio-economico – ha evidenziato Cestini - attraverso questo Consiglio comunale avremo ulteriori informazioni sul lavoro di revisione del Prg, che ci permetteranno a settembre di tornare a discutere in commissione Assetto del Territorio per esprimere un parere da portare di nuovo all’esame della massima assise cittadina per l’approvazione del Documento Programmatico e la successiva adozione della variante”.
Relazione tecnica. A introdurre il Documento Programmatico è stato il professor architetto Gianluigi Nigro, che ha spigato come le proposte avanzate siano nate in conformità con le leggi regionali 11/2005 e 13/2009 e sulla base dell’interpretazione degli elementi emersi dalla concertazione istituzionale e dalla partecipazione con i soggetti sociali e tecnici e con la cittadinanza.
“La finalità del Documento Programmatico – ha sottolineato - è di approfondire la conoscenza critica del territorio e tratteggiare un’idea complessiva di sviluppo della città, indicando le scelte strategiche, relativamente alla parte strutturale del Prg, da effettuare per il raggiungimento degli obiettivi prefissati”. Il professor Nigro ha evidenziato anche come lo stesso elaborato rappresenti “la base per costruire rapporti interistituzionali e favorire il contributo degli enti sovraordinati, con i quali, in sede di conferenza di copianificazione, si può attivare un accordo per attuare le previsioni contenute nel Documento Programmatico”. “Proprio per questo – ha puntualizzato Nigro - abbiamo lavorato per fare una proposta di sviluppo complessivo che permetta alla città di presentarsi al confronto con gli enti sovraordinati con la capacità di sottoporre alla loro attenzione idee e progetti sui quali chiedere l’impegno delle istituzioni di riferimento”.
Il profilo al quale si è cercato di dare forma con il lavoro di programmazione effettuato in questi mesi è stato ricondotto dal professor Nigro all’idea di “una città leader dell’Alta Valle del Tevere, che sappia essere accogliente, vivibile e solidale, promuova una produzione a basso impatto ambientale e si ponga come cerniera, nodo strategico, del territorio di riferimento”.
“Il già riconosciuto carattere di principale centro ordinatore dell’Altotevere – ha osservato – va esaltato estendendo la leadership di Città di Castello in tutti i campi nei quali si manifesta la qualità territoriale ed urbana, pensando di riconvertire e innovare la struttura produttiva nella direzione di una sempre maggiore sostenibilità ambientale e in modo equilibrato tra i settori primario, secondario e terziario; di promuovere la sostenibilità e l’efficienza del funzionamento della città, dando impulso alla piacevolezza dell’abitare, conferendo significatività ai luoghi urbani, caratterizzando l’ambito produttivo e quello paesaggistico legato allo spazio rurale, moltiplicando la capacità di richiamo di un turismo ‘leggero’, naturalistico e culturale, con l’offerta di forme di ricettività sempre più qualificate. Sotto il profilo funzionale – ha aggiunto Nigro - la città dovrà caratterizzare ancor meglio il proprio ruolo di cerniera territoriale, così da cogliere, attraverso la valorizzazione urbana e paesaggistica, ma anche lo sviluppo infrastrutturale legato in particolare ad E78, E45, piastra logistica e ferrovia, nuove opportunità di sviluppo, che sopperiscano anche agli effetti dell’attuale crisi economica”.
“Abbiamo fatto proposte con grande passione - ha concluso il professor Nigro - cercando essere fedeli all’interpretazione di quello che abbiamo ascoltato, sia nel confronto istituzionale, che nella fase di partecipazione pubblica, puntando in alto nella nostra proposta di sviluppo della città, con la consapevolezza che Città di Castello abbia le risorse territoriali, naturalistiche e antropiche, e le risorse umane per assumere una visione forte del suo futuro”.
Gli aspetti legati alla definizione del quadro analitico e conoscitivo sul quale è stata organizzata la proposta di città, in sede di redazione del Documento Programmatico, sono stati dettagliati dal coordinatore tecnico, architetto Paolo Ghirelli, che ha sottolineato come il lavoro sia partito da “un approfondimento delle questioni socio-economiche, condotto mediante uno studio elaborato da Nomisma e aggiornato a primi mesi del 2010, dove c’è la fotografia aggiornata dell’assetto del territorio, con l’evidenziazione degli elementi di forza e criticità”.
“La variante generale – ha osservato - insiste su una città esistente, su un territorio pianificato, laddove gli elementi di rigidità pongono questioni progettuali complesse. Per questo, uno dei primi passaggi forti che abbiamo compiuto è stata la completa restituzione del Prg vigente e l’elaborazione di un bilancio urbanistico, che dà conto del suo livello di attuazione. Una base analitica irrinunciabile della nostra programmazione, insieme alle previsioni dei piani sovraordinati come il Put e il Ptcp, che abbiamo definito, poi, con un lavoro di foto-interpretazione del territorio, che ha permesso una lettura degli elementi caratterizzanti e struttura insediativa e ambientale”
Il geologo dottor Fausto Pelicci, responsabile del coordinamento degli studi geologi e idraulici, è ha esposto le caratteristiche dell’analisi condotta sulle caratteristiche del territorio, in particolare attraverso la carta dello zoning geologico tecnico, che è la sintesi di tutti gli elaborati ed è lo strumento principale di pianificazione urbanistica.
L’illustrazione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica è stata curata dall’ingegner Moreno Panfili, che ha evidenziato in particolare come il lavoro finora effettuato, che verrà completato nei prossimi mesi, sia importante per la verifica del presumibile di impatto ambientale degli obiettivi e degli indirizzi della variante generale e per la promozione di uno sviluppo compatibile con la salvaguardia dell’ambiente.
Ad approfondire il corpus delle proposte avanzate dal gruppo di lavoro tecnico nel Documento Programmatico, illustrando le singole previsioni per i diversi sistemi territoriali, è stato quindi l’architetto Francesco Nigro, che ha presentato lo Schema Struttural-Strategico, l’elaborato nel quale sono state individuate le possibili soluzioni ai problemi emersi e agli obiettivi prefissati.
L’articolazione che è stata data allo Schema Struttural-Strategico prevede 7 progetti relativi ad azioni strategiche integrate di rilevanza urbana e 2 progetti relativi ad azioni strategiche di rilevanza territoriale.
“Con le azioni di rilevanza territoriale – ha spiegato l’architetto – sono state indicate proposte e attenzioni da assumere nel caso di implementazione di politiche e progetti di scala d’area vasta, che interessano il territorio comunale, le cui ricadute e i cui effetti richiedono specifiche forme di gestione e governo. Le azioni di rilevanza urbana, mirano invece alla definizione di progetti unitari per la porzione dell’insediamento considerato con l’obiettivo di ottenere i miglio risultati sul versante dell’efficienza e della qualità urbana”.
Le due azioni strategiche integrate di rilevanza territoriale riguardano la “Rete ecologica” e la “Cerniera Territoriale”.
L’architetto Nigro ha spiegato che la proposta riguardante la “Rete ecologica” punta a potenziare e qualificare le principali componenti di naturalità del territorio, il corridoio ecologico primario costituito dall’ampio alveo del Tevere ed i corridoi ecologici secondari, costituiti dai corsi d’acqua minori, gli agrosistemi attraverso il collegamento tra il sistema ambientale di valle e quello collinare. In questo contesto, il varco ecologico da costruire in ambito urbano attraverso interventi di ampliamento e rinaturalizzazione degli spazi aperti esistenti, la creazione di aree agricole di riqualificazione ecologica, il mantenimento e il miglioramento degli spazi verdi esistenti e la creazione di nuovi spazi verdi per la formazione di luoghi di aggregazione e coesione sociale, sono alcune delle indicazioni da perseguire sul versante degli interventi indicati dai progettisti.
L’azione strategica integrata riguardante la “Cerniera territoriale” prevede di organizzare le forme di accessibilità alla piattaforma logistica, salvaguardando la rete viaria locale dai flussi del traffico-merci, e inserire nel paesaggio le infrastrutture previste, promuovendone la funzionalità, ma anche salvaguardando gli insediamenti rurali esistenti. L’architetto Nigro ha indicato alcuni interventi nella predisposizione di una nuova viabilità complanare ovest dedicata al traffico pesante diretto alla piattaforma e alla centrale a biomasse prevista nel progetto per evitare il congestionamento della rete viaria minore, la possibile connessione della piastra logistica alla rete ferroviaria con una ipotesi di tracciato, la creazione di strutture di mitigazione degli impatti ambientali della base logistica e degli snodi viari della E45 e della E78.
Le sette azioni strategiche di rilevanza urbana riguardano la “Porta sud”, il “Quadrante orientale”, il “Quadrante nord-ovest”, la “Porta nord”, il “Nuovo cuore urbano”, il “Centro storico” e “Trestina”.
Per la “Porta sud” individuata nell’area che comprende il quartiere Casella e l’area tra l’alveo del Tevere e la linea ferroviaria, lungo la Tiberina Tre Bis, i progettisti propongono di realizzare una adeguata viabilità per il trasferimento dei flussi veicolari oltre la ferrovia, secondo la direttrice della nuova circonvallazione est che in direzione del cimitero monumentale e completare e rafforzare l’insediamento del rione Casella come nuova porta urbana, chiamata a marcare simbolicamente la distinzione tra spazio rurale e spazio urbano. L’architetto Nigro ha indicato tra gli altri interventi la creazione di una rotatoria per deviare i flussi di traffico, di una piazza, per qualificare il rione, oltre alla sistemazione dei tratti stradali principali e al potenziamento di verde, servizi e funzioni dell’insediamento urbano per integrarlo nel capoluogo.
Sul “Quadrante orientale”, identificato dalle direttrici stradali via Pierangeli-via Collodi e via Bologni-Apecchiese, dalle Terme di Fontecchio e dal corso d’acqua della Scatorbia, l’idea progettuale è quella di realizzare un nuovo tratto di circonvallazione da via Collodi al nodo via Bologni-Apecchiese in corrispondenza dell’ospedale, aggirando il cimitero monumentale, e di inserire un cuneo verde che dalle Terme, lungo la Scatorbia, si inserisca nel tessuto urbano. Tra gli interventi accessori, l’architetto Nigro ha indicato la riqualificazione degli spazi esterni delle Terme, della viabilità e degli spazi pubblici dei quartieri San Pio e Madonna del Latte.
Per il “Quadrante nord-ovest”, compreso tra l’ospedale, la circonvallazione dell’Apecchiese, fino all’ansa del Tevere, l’idea progettuale principale è quella di potenziare le funzioni esistenti, in particolare con la realizzazione di un polo sportivo a cavallo della rotatoria di via Engels, con lo spostamento dell’attuale stadio comunale per liberare viale Europa e procedere ad una operazione di riqualificazione urbanistica lungo il suo asse, parallelamente alla creazione e al potenziamento di percorsi ciclopedonali tra il polo sportivo e il parco dell’ansa del Tevere, che dovrà essere adeguatamente attrezzato.
L’idea progettuale per la “Porta nord”, definita in corrispondenza delle aree produttive tra la E45 e la ferrovia delimitate a nord dal fosso Riosecco e a sud dalla rotatoria tra viale Morandi e viale Europa, è quella di costruire una cerniera urbana attraverso la piena fruibilità dei collegamenti viari, connotando parallelamente la zona con un mix di funzioni prevalentemente legate al terziario e al commercio, alla ricettività, alla cultura e al tempo libero, fortemente riconoscibile anche dal punto di vista architettonico.
Per il “Nuovo cuore urbano”, l’area compresa tra il centro storico e la ferrovia, da viale De Cesare ai musei Burri, la proposta è quella di ripensare lo spazio urbano, riconfigurando completamente la zona degli ex mulini, con un altissimo profilo architettonico, dell’ex scuola Garibaldi e di piazza Garibaldi, riprendendo e verificando la fattibilità del progetto di Piazza Burri. L’architetto Nigro ha indicato tra le altre soluzioni il potenziamento degli accessi ciclopedonali al centro storico e il collegamento con il museo Burri di Rignaldello, il centro commerciale e l’area di via Luca della Robbia, prevedendo per la stazione ferroviaria di piazza della Repubblica una struttura bifronte e il terminal per gli autobus nelle aree liberabili di proprietà della Fcu, e ipotizzando un’altra fermata ferroviaria in corrispondenza degli ex mulini, per un accesso diretto al centro storico.
Sul “Centro storico”, l’idea progettuale si è orientata soprattutto sui margini, sui bordi dell’insediamento, il contesto nel quale centro storico è contenuto, con il potenziamento dei parcheggi e la realizzazione di percorrenze perimurali ciclopedonali, riorganizzando le forme di accessibilità e sistemando gli spazi aperti. L’architetto Nigro ha anche indicato le esigenze della riqualificazione e dell’attrezzamento degli spazi pubblici in luoghi nodali quali piazza Garibaldi e Porta San Florido) e del recupero e rifunzionalizzazione dell’ex ospedale.
Per “Trestina”, l’indicazione dei progettisti è di potenziare e valorizzare risorse, funzioni e accessibilità dell’insediamento, completandolo e facendone a tutti gli effetti il perno del territorio di riferimento. L’architetto Nigro si è soffermato sulla messa in sicurezza della viabilità principale ed il potenziamento dei parcheggi e sulla promozione di una complessiva centralità della presenza di servizi pubblici e privati.
A completamento dell’illustrazione, ha preso di nuovo la parola l’architetto Gianluigi Nigro, che ha invitato i consiglieri comunali ad una necessaria riflessione sul fatto che Città di Castello “possa sperimentare alcune forme di perequazione per perseguire obiettivi di sviluppo e riqualificazione urbana”. “Tenendo conto che lo scenario è quello di sempre minori risorse per gli enti pubblici, la necessità – ha evidenziato – è quella di agire su tutte le strade possibili per trasformare la città, perseguendo ad esempio obiettivi di incremento dell’edilizia residenziale pubblica. E’ un’ipotesi di lavoro che richiede coraggio, nella consapevolezza, però – ha concluso – che fare una città bella richieda a tutti di partecipare”.
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