Tagli regioni e Enti Locali, previsti per 2011-2010, per trasferimento erariale e addizionale irpef

08/07/2010 12.24.44
Tema: POLITICA
Argomento:
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Perugia - Ordine del giorno dei consiglieri provinciali Luca Secondi e Maurizio Manini (Pd)
Con un ordine del giorno sui tagli alle regioni e agli Enti Locali rivolto al Presidente della Provincia di Perugia e al Presidente del Consiglio provinciale, i consiglieri del Pd Luca Secondi e Maurizio Manini, invitano il Presidente Guasticchi, (anche nella veste di Presidente Regionale dell’ UPI), la Giunta e il Consiglio ad “incentivare formalmente il Governo a ridiscutere seriamente la manovra finanziaria con l’esplicita richiesta di ascoltare gli appelli formulati da Regioni ed Enti Locali (UPI, ANCI); ad invitare il Governo a cercare un sistema di razionalizzazione più equo, attivando una ratio che non punti solo a reperire risorse per far quadrare i conti pubblici ma che riformi l’azione pubblica a reale strumento di sostegno alla crescita economica e della qualità della vita di tutti i cittadini; a sostenere presso il Governo che una ragionevole azione di risparmio della Spesa Pubblica non passa per tagli indiscriminati agli Enti territoriali senza tener conto di coloro che dimostrano un’attività amministrativa virtuosa ed, infine, ad un ripensamento e ad una maggiore flessibilità nel “Patto di Stabilità” per gli Enti Locali che nel tempo lo hanno sempre garantito, evidenziando soprattutto la parte legata agli investimenti, dove molte Amministrazioni avendo la disponibilità di risorse potrebbero dare fin da subito ossigeno alle economie locali, proposta questa che già era stata avanzata dall’Onorevole Dario Franceschini e passata favorevolmente in Parlamento già da un paio di anni, ma inascoltata dal Governo”.
Nel documento i due consiglieri affermano che “la manovra finanziaria “Tremonti” (decreto legge del 31 Maggio 2010 n. 78) prevede tagli orizzontali su tutti i capitoli di spesa pubblica a tutti i livelli ma in particolare a Regioni ed Enti Locali; che i tagli non assumono nessuna funzione di sostegno alla crescita, ma sono solo un indiscriminato rastrellamento di fondi che vanno a pesare soprattutto sulle fasce medio basse della società; che tali restrizioni imposte ai livelli di governo territoriale minano pesantemente la possibilità di garantire servizi di qualità ed investimenti, non tenendo nemmeno in considerazione l’azione Amministrativa di quelle Istituzioni che hanno di fatto sempre garantito un’attività virtuosa a partire dal mantenimento di un equilibrato esercizio finanziario ed il mantenimento del “Patto di Stabilità” e che le conseguenze della minore disponibilità economica origina una debolezza nelle risposte che andrebbe certamente a minare la stabilità e la coesione sociale”. Riguardo alla Provincia di Perugia, i tagli andranno a ricadere pesantemente sulla gestione del nostro bilancio. La manovra prevede una restrizione dell’azione amministrativa invalidante per la reale funzionalità di interi settori e competenze: i tagli maggiori graveranno su tutte le principali tematiche in cui la Provincia riveste un ruolo da protagonista come in particolar modo su investimenti (viabilità, edilizia scolastica e qualificazione patrimoniale), cultura, ambiente, trasporti, formazione, personale. Per il Bilancio del nostro Ente i tagli fissati dell’Irpef saranno enormi, tanto da mettere seriamente in forse la stabilità finanziaria. Nel 2011 è prevista una riduzione che porterà ad una flessione in entrata di 5,7 milioni di euro e nel 2012 si arriverà ad calo di 9,7 milioni di euro (tagli questi che peraltro sono fatti sulla spesa corrente e quindi in quei capitoli di spese definite incomprimibili per il funzionamento dell’ Amministrazione). A questi tagli diretti vanno poi aggiunti i cosiddetti inevitabili “tagli indiretti”, ovvero le riduzioni dei trasferimenti dalla Regione, ad esempio sulla viabilità, sull’ambiente (caccia, pesca), ed in tutte le competenze delegate alla Provincia. “I tagli – sottolineato i due consiglieri - agiscono politicamente e concretamente in senso inverso al tanto acclamato “Federalismo” e, così facendo, si indeboliscono fortemente il ruolo e le capacità gestionali degli organismi di governo territoriali, rendendoli Enti incapaci di offrire riscontri ai cittadini e non assicurano l’efficacia e l’efficienza obbligatoriamente affidata all’agire amministrativo. Una riflessione, peraltro, espressa da moltissimi esponenti politici di primo piano del Centro-Destra”.
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