“Ma le donne no. Come si vive nel paese più maschilista d'Europa”

13/07/2010 16.21.50
Tema: CULTURA SPETTACOLO EVENTI
Argomento:
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Toscana - Le Imprenditrici Cna si confrontano sulla condizione delle donne nel nostro paese
L’Italia non è un paese per donne? È veramente il paese più maschilista d’Europa? Partendo dal libro di Caterina Soffici “Ma le donne no. Come si vive nel paese più maschilista d'Europa”, le imprenditrici della Cna Toscana si confrontano con l’autrice e un gruppo di donne impegnate nella politica e nelle istituzioni mercoledì 14 luglio, alle ore 18,30 a Marina di Massa, nella sede Apt (Giardino di Villa Cuturi, viale Amerigo Vespucci 24). Con Caterina Soffici ci saranno: le Presidenti Cna Impresa Donna Toscana e Massa Carrara Cristina Bertini e Serena Barattini, la Presidente Commissione Pari Opportunità della Regione Toscana Chiara Grassi, Annalia Mattei Consigliera di Parità della Provincia di Massa-Carrara , le assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Massa-Carrara e dei Comuni di Massa e Carrara Lara Venè, Gabriella Gabbrielli e Giovanna Bernardini; Marcella Chiesi dello Studio Duo in qualità di esperta e, come moderatrice, la giornalista Marta Matteini.
Un confronto fra donne che non si arrendono e rivendicano il loro spazio nella società e la loro capacità di ricoprire ruoli al pari e meglio dei colleghi uomini.
Un'occasione per discutere delle 5 proposte con le quali l'autrice chiude il suo libro, tra cui in particolare le quote rosa, come strumento non troppo gradito ma necessario ad assicurare la presenza delle donne negli enti e nelle aziende, e la paternità obbligatoria, quale formula per la garanzia della parità di genere nella ridistribuzione dei carichi familiari e del mantenimento delle possibilità di carriera nei contesti lavorativi.
Dichiara la Presidente Cna Impresa Donna Toscana Cristina Bertini:“Sono troppo poche nel nostro paese le donne che siedono ai ‘posti di comando’, che sono ai vertici delle imprese, delle Istituzioni pubbliche o della politica. Tanti pregiudizi nei nostri confronti sono ancora vivi: noi donne siamo soggette ad un esame continuo, dobbiamo dimostrare ogni giorno che siamo all’altezza dell’incarico che ricopriamo. Il nostro sforzo è teso a conquistare ruolo per poter così dare il nostro apporto a tutti i livelli. E’ un problema sociale, culturale ed economico che attiene la competitività, la modernizzazione e lo sviluppo. Da questo punto di vista siamo veramente uno degli stati più arretrati della Ue e questo è un fatto negativo: il paese non riesce a valorizzare i talenti e le capacità femminili. L’Italia ha necessità di una classe dirigente diversa e le donne possono aiutare molto questo processo di cambiamento. Lo fanno anche a livello imprenditoriale e danno vivacità e sprint alle aziende che dirigono”.
“Occorrono nuove regole – conclude Cristina Bertini - ma soprattutto un nuovo atteggiamento culturale. Il percorso deve essere più virtuoso possibile, ma, se è necessaria l’obbligatorietà, le quote rosa, noi la sosteniamo”.
L’Ufficio Stampa Paola Morini (3351297684)
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