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Notizie dalla Valtiberina
giovedì 24 maggio 2012
     

Sanità: "Contrastare la fuga di pazienti dall’Asl 1 verso le strutture sanitarie fuori regione”

13/07/2010 10.06.04

Tema: ATTUALITA

Argomento:

Visto: 129 volte

Citta di Castello - Interpellanza del capogruppo della Lega Nord Umbria, Gianluca Cirignoni alla Giunta regionale

Il capogruppo della Lega Nord Umbria, Gianluca Cirignoni, ha presentato un’interpellanza alla Giunta regionale per conoscerne gli intendimenti a proposito del contrasto agli elevati indici di fuga dei pazienti dalla Asl 1 di Città di Castello, come si evince – spiega Cirignoni - “dallo studio pubblicato a dicembre 2009 dalla Direzione sanità e servizi sociali della Regione Umbria sulla mobilità passiva interregionale, che evidenzia come il distretto numero 1 della

Asl 1, avente il suo punto centrale nell' ospedale di Città di Castello, è

quello con gli indici di fuga più elevati verso strutture sanitarie di

fuori regione. Questo studio – prosegue - è un campanello d'allarme

sull'operatività dell' ospedale altotiberino, che non possiamo

trascurare.

Per questo abbiamo provveduto ad interpellare la Giunta regionale su ciò

che intenderà fare per individuare e contrastare le problematiche che

sono all'origine degli elevati indici di fuga e per far sì che l'ospedale di

Città di Castello torni ad essere un punto di riferimento importante per

la cura della maggior parte delle patologie mediche”.

“In particolare – continua - i settori sanitari che fanno registrare

migrazioni di pazienti elevate e fuori norma sono quelli oculistico,

ortopedico, cardiovascolare, e per l'applicazione di protesi di anca e

ginocchio. Esaminando i dati – secondo il capogruppo della Lega Nord

Umbria - si può notare come gli indici siano diversi tra i due ospedali

principali della asl 1, prefigurando una diversa operatività delle due

strutture ospedaliere, con l’ospedale di Città di Castello maglia nera

rispetto a quello di Branca. L'importanza del raggiungimento del pareggio

economico di gestione – conclude - non può prevalere sulla qualità

della prestazione sanitaria, ed il ricorso alla flessibilità e al precariato

per regolare i rapporti di lavoro con il personale medico, paramedico e

ausiliario contrasta con il conseguimento di un servizio di qualità”.

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I commenti dei lettori

ALFREDO RONCHI - 13/07/2010 13.12.55 ha scritto:

nel 2009 la sanità pubblica Umbra ha chiuso con un avanzo di gestione di 10 mil. di Euro altro che pareggio di bilancio!!!!! Si informi Cirignoni!

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