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giovedì 9 febbraio 2012
     

Manovra di Governo, anche Umbertide fortemente penalizzata dai tagli

19/07/2010 15.37.02

Tema: POLITICA

Argomento:

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Umbertide - L’assessore al bilancio: “Dal Pdl osservazioni senza senso e fuori luogo"

L'improvvisata manovra del Governo produrrà nel Comune di Umbertide una doppia ondata di tagli: una dal centro, stimata tra i 400 e i 500 mila euro, e una dalla Regione di qualche centinaia di migliaia di euro. Per di più, la Regione Umbria non potrà più fare “opera di compensazione” dovendo essa stessa subire il taglieggiamento di ben 240 milioni di euro tra il 2011 e 2012. Deve allora essere chiaro che con la manovra che si prospetta, è il governo che priverà dei servizi essenziali i cittadini andando verso una sfascio sociale che inciderà sulla qualità della vita di tanti. Certo, non lo farà direttamente ma costringendo chi amministra a tagliare sui servizi locali, quelli più vicini alle esigenze quotidiane delle persone, delle famiglie con figli in età scolastica ed anziani in casa a più elevata domanda sociale. I Comuni, sempre più schiacciati da una parte dalla riduzione delle risorse disponibili e dall’altra dalle richieste crescenti della comunità, vogliono essere soggetti che programmano e realizzano interventi utili per la propria gente, e non delle agenzie di servizi dello stato, costretti in una posizione di vassallaggio. Ecco allora la protesta di tanti amministratori, sia di centrodestra che di centrosinistra, non per difendere un certo status quo, ma perché sentono la responsabilità del proprio ruolo e giustamente si preoccupano perché sanno che in questo modo non potranno rispondere ai problemi dei cittadini, e non vogliono essere trasformati in “amministratori della domenica”. Ogni anno, Comuni virtuosi come Umbertide investono miliardi sul territorio rilanciando l’economia locale, favorendo le imprese e la creazione di posti di lavoro (vedi la nuova piscina coperta): ruolo che ci è riconosciuto anche dai sindacati ed associazioni di categoria. Appare allora veramente miope il tentativo di frenare una delle poche locomotive in grado di tirare fuori l’Italia dalla crisi, obbligando chi amministra a ridurre per quantità e qualità i sevizi ai cittadini. Così come appare miope e fuori luogo il riferimento del centrodestra locale ai 450 mila euro che il nostro Comune sosterrà per il completamento dei lavori della reggia, un investimento importante per il centro cittadino deciso a suo tempo - finanziato in gran parte da fondi europei vincolati che non ci siamo fatti sfuggire - il cui onere ricadrà nel bilancio comunale annualmente per la rata di mutuo da rimborsare (circa 25 mila euro ad anno per venti anni: per chi non lo sa, gli investimenti incidono per la rata di mutuo). Investimento quindi sostenibile e spalmato nel tempo, con un elevato valore aggiunto, mentre i centinaia di migliaia di euro tagliati al comune di Umbertide, non saranno a “rate”, ma da sopportare tutti insieme nel 2011, probabilmente mai restituiti e continueranno per anni a mancare. Ma prendiamo atto che c’è chi ritiene inutile investire sul territorio. Il Pdl dice anche che in Gran Bretagna è previsto un taglio del 40 della spesa dei ministeri e ringraziamo per lo spunto: in Italia i ministeri sopporteranno la manovra solo per l'1, 20% e questo è scandaloso se si pensa che i comuni sono riusciti a ridurre l'incidenza della propria spesa nella pubblica amministrazione dimostrandosi gestori attenti del denaro, mentre la spesa del settore pubblico nel suo complesso è aumentata proprio per i costi di quei ministeri che non si vogliono toccare ma addirittura “inventare”. Certo è, che parlare di rigore e contenimento dopo la vicenda del ministero sul federalismo, richiede un grande coraggio. Noi in Italia, ad oggi, non abbiamo ancora un ministro dell’industria (vedi caso Scajola), necessario come il pane in questo frangente di crisi economica, ma in un attimo (e per fortuna per un attimo) abbiamo avuto un ministro su federalismo, esempio scolastico di come si possano piegare le istituzioni per i propri tornaconti personali e sperperare il denaro i tutti (un milione di euro per la sola costituzione). Alla faccia della riduzione dei costi della politica. Ricordiamoci poi che il governo sbandiera continuamente il federalismo fiscale salvo poi prendere decisioni che vanno nella direzione opposta, come l’abolizione dell'Ici, cosicché oltre a minori risorse – circa 100 mila euro all’anno per Umbertide – i Comuni hanno pure una minore autonomia e capacità di reperirle sul territorio. Per chiudere, il presidente Napolitano saggiamente ha ricordato che tutti dobbiamo concorrere alla riduzione del debito pubblico, in maniera equa e salvaguardando quella coesione nazionale senza la quale ci disperderemo nel fiume della globalizzazione. L’esatto contrario della strada intrapresa dl governo. Noi amministratori più modestamente diciamo che i comuni hanno si, un piede dentro il mondo della politica, ma l’altro è ben piantato nella vita “quotidiana” dei cittadini di cui raccolgono le istanze: una funzione di interlocutore che al governo non interessa e che non vuol tutelare, procedendo verso una manovra insostenibile che provocherà situazioni di paralisi politica amministrativa in molte realtà di centrodestra e centrosinistra. Eppure per capire questo non c’è bisogno di fare politica: basta solo un po’ di logica.

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