Accedi    Registrazione
Notizie dalla Valtiberina
mercoledì 8 febbraio 2012
     

Rossi taglia la sanità, Mugnai (Pdl) «E’ la fine del mito del pareggio contabile»

20/07/2010 13.50.13

Tema: ATTUALITA

Argomento:

Visto: 255 volte

Toscana - Mugnai: «Anziché decimare servizi, si cominci a ridurre la burocrazia»

«Ormai è sotto gli occhi di tutti: quella del pareggio contabile della sanità toscana è un ricordo del passato. Oggi lo provano la situazione di deficit della Asl fiorentina e i tagli a cui l’assessore Scaramuccia e il presidente Rossi sono costretti a metter mano. Sempre, purtroppo, riducendo i servizi piuttosto che l’apparato burocratico. Il tutto a spese dei cittadini e della loro libertà di scelta nel percorso di cura». Non ci va di scartina, il Vicepresidente della Commissione regionale IV (Sanità) Stefano Mugnai, che in questi termini commenta la volontà espressa dalla giunta regionale di tagliare convenzioni con le case di cura e piccoli ospedali: «Quelli che la sanità sul territorio la fanno per davvero, e non a parole».

«Per l’ennesima volta – sbotta Mugnai – Rossi privilegia il mantenimento dell’apparato burocratico a scapito dei servizi e delle prestazioni rivolte alla persona. Così, dinanzi alle molte criticità del sistema sanitario toscano, la giunta oggi sceglie non solo di non risolvere, ma addirittura di creare nuove disfunzioni generando una ancora maggiore disparità tra sanità pubblica e privata attraverso i tagli alle case di cura. E’ una contrazione ulteriore della competitività, laddove in Toscana la sanità convenzionata, che pur tampona molti dei guai del sistema pubblico, è già trattata da Cenerentola e messa in condizione di ‘non nuocere’ alla tenuta del regime pressoché monopolistico del pubblico. Nei dieci anni di assessorato alla sanità targato Rossi, la spesa per le convenzioni con la sanità privata sul totale della spesa sanitaria regionale è passata dall’8% al 3%, ed ora verrà ulteriormente ridotta. A fronte di liste di attesa che esplodono, la media dei posti letto inutilizzati in strutture private è arrivata al 55%. Davvero un bell’esempio di sussidiarietà».

Ce n’è per tutti, nella riflessione del Vicepresidente della Commissione Sanità. Anche perché le note dolenti, nella sanità toscana, non mancano davvero: si spazia dalle liste d’attesa dai tempi biblici e con appuntamenti dati addirittura da un anno all’altro come a Pistoia, alle disfunzioni dei pronto soccorso, ai soldi che mancano come nella Asl 10 di Firenze, ai costi fuori proporzione per certa ospedalità pubblica rispetto a quella privata per cui 80 posti letto in strutture pubbliche possono costare la bellezza di 35 milioni l’anno, a fronte dei 77 milioni annui assorbiti dai ben 1.000 posti letto messi a disposizione delle case di cura private. «E’ il segno che manca del tutto una visione strategica capace di ottimizzare costi e risorse», incalza Mugnai. «Evidentemente è per questo – prosegue – che in caso di bisogno si preferisce sforbiciare fuori dai settori che costituiscono le riserve di consenso politico, come nel caso della sanità privata, e ciò anche a rischio di mettere a repentaglio i posti di lavoro che essa assorbe, stimabili in circa 1.000 unità solo sul territorio della Asl 10. Tutto mentre non si vuol discutere di una riduzione del numero delle Asl e degli Estav o dei risultati, davvero scarsi, di anni di sperimentazione della Società della Salute. Qualcuno dovrà assumersi anche questa, di responsabilità, soprattutto visto che la manovra del governo, tanto vituperata dalla giunta, non tocca nemmeno da lontano la sanità toscana. Qui i tagli derivano tutti da disfunzioni interne. Altro che bilanci in pari».

Eppure: «Quando è necessario all’apparato, i soldi si trovano eccome. Per esempio i 170mila euro per il nuovo responsabile del settore formazione dell’Azienda ospedaliera di Careggi, figura creata assolutamente ex novo per un settore già funzionante e che dunque non necessitava di ulteriori appesantimenti gestionali e di controllo. Ma si sa – ironizza Mugnai – quando si tratta di dover ricollocare persone o, per dirla con le parole della Cgil (e dico Cgil!), di procedere a “rottamazioni di lusso” allora no che non si bada a spese. Ed è il pessimo esempio dell’autoreferenzialità di cui si nutre il sistema sanitario della Toscana firmato Rossi. Un costo, quello dell’autoreferenzialità, che sta diventando più insostenibile ogni giorno che passa».

Condividi la notizia!

I commenti dei lettori

Fai Login al sito: click qui

Non sei ancora registrato? fai click qui

Inserisci il tuo commento (max 2000 caratteri):



*

 

Segnala l'articolo ad un amico

Il tuo nome
 
La tua email
   
Nome dell'amico
 
Email dell'amico
   
Inserisci un messaggio per il tuo amico (facoltativo):

*
(*) Contro un uso improprio, l'uso di questo servizio e' monitorizzato.

 

Annunci Immobiliari Lavoro Auto Moto Valtiberina

 
  Privacy - Copyright Euromedia Communications P.IVA 02487440543