Accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona

23/07/2010 9.21.57
Tema: POLITICA
Argomento:
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Toscana - Mugnai (Pdl): "La Regione posticipi la scadenza del 21 settembre"
«La Regione abbia il buon senso di posticipare la scadenza del 21 settembre prossimo per l’accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona del sistema sociale integrato, visto che al momento non sono stati forniti gli strumenti normativi e le informazioni necessarie». Questa la proposta avanzata dal Vicepresidente della IV Commissione (Sanità) Stefano Mugnai a margine delle audizioni che in Commissione hanno coinvolto proprio i rappresentanti delle categorie interessate alla prossima attuazione della legge regionale 28 dicembre 2009 n. 82 dal titolo Accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona del sistema sociale integrato.
«L’esigenza di un rinvio – spiega Mugnai – è emersa palpabile e diffusa con la richiesta pressoché unanime, da parte delle categorie, affinché l’approccio rispetto al tema dell’accreditamento sia più pragmatico e meno ideologico, affinché vengano fornite ai soggetti interessati regole chiare ed interpretazioni univoche e affinché si dia effettiva attuazione al principio di libertà di scelta, superando infine le molte criticità evidenziate. In effetti, da parte della giunta la proroga del termine fissato al 21 settembre prossimo sarebbe un atto di buon senso. Mentre infatti alla Regione spetta il compito di dare regole precise agli operatori – osserva Mugnai – oggi come oggi questi si trovano a muoversi entro un quadro normativo incerto e nebuloso. Non solo: in giunta regionale c’è anche stato un avvicendamento di personale a causa del quale gli operatori oggi non sanno più a chi potersi rivolgere per ottenere chiarimenti. In questa maniera – conclude Mugnai – è evidente che se il termine ultimo per l’accreditamento non verrà prorogato ci si troverà davanti a una lesione delle opportunità di accesso delle strutture private, ma anche pubbliche, all’accreditamento. In definitiva, a pagare in termini di libertà di scelta sono sempre e solo i toscani, ultimo anello di una catena, quella socio-sanitaria, che invece dovrebbe collocarli al primo posto».
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