Case di Cura sotto la scure dei tagli

23/07/2010 12.26.15
Tema: POLITICA
Argomento:
Visto: 101 volte
Toscana - Faenzi e Mugnai (Pdl) commentano "A chi serve affossare la sanità privata?"
La Asl 10 di Firenze si accorge di avere 50 milioni di debito e zac, ecco scattare i tagli. Sì ma come? «Di questi 50 milioni, circa 15 dovranno arrivare dalla sanità privata. In questo modo, oltre a un allungamento delle già smisurate liste d’attesa, si mettono a rischio circa 120 posti di lavoro, ovvero il 10% dell’attuale capacità occupazionale». E’ un grido di allarme, quello che arriva oggi dalla Portavoce regionale del Pdl Monica Faenzi (Vicecoordinatore regionale del partito) e dal Vicepresidente della Commissione regionale IV (Sanità) Stefano Mugnai. Convinto che la Regione debba rispettare un settore che tanto contribuisce al funzionamento della sanità toscana, oggi il Pdl fa un po’ di conti su quanto e come la sanità privata abbia subito negli anni una sorta di compressione quanto a risorse e spazi operativi. «Sembra quasi – osserva Faenzi – che esista un disegno per depotenziare le case di cura private fino ad asfissiarle. Non si capisce a che gioco si giochi, o a chi serva una simile operazione».
Fatto sta che, ricorda il Pdl, «quando si tratta di risparmiare Rossi privilegia sempre il mantenimento dell’apparato burocratico a scapito dei servizi e delle prestazioni rivolte alla persona». «Così – proseguono Faenzi e Mugnai – dinanzi alle molte criticità del sistema sanitario toscano, la giunta oggi sceglie di generare una ancora maggiore disparità tra sanità pubblica e privata attraverso i tagli alle case di cura. E’ una contrazione ulteriore della competitività, laddove in Toscana la sanità convenzionata, che pur tampona molti dei guai del sistema pubblico, è già trattata da Cenerentola e messa in condizione di ‘non nuocere’ alla tenuta del regime pressoché monopolistico del pubblico». I dati parlano chiaro: «Nei dieci anni di assessorato alla sanità targato Rossi, la spesa per le convenzioni con la sanità privata sul totale della spesa sanitaria regionale è passata dall’8% al 3%, ovvero la più bassa in Italia, ed ora verrà ulteriormente ridotta. Anche i posti letto sono diminuiti di circa 500 unità sempre negli ultimi 10 anni. Ma il peggio è che, a fronte di liste di attesa che esplodono, la media dei posti letto inutilizzati in strutture private è arrivata alla metà circa dei mille disponibili. Con buona pace della sussidiarietà».
Condividi la notizia! 