Degrado monumento Garibaldi: accorato appello del popolare "Baldino"

31/07/2010 18.07.05
Tema: ATTUALITA
Argomento:
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Citta di Castello - Mariucci chiede pari dignità per tutti i monumenti tifernati
Il prossimo XI Settembre Città di Castello sarà impegnata a festeggiare il 150° anniversario dell’ entrata delle truppe piemontesi del generale Manfredo Fanti in città e l’unificazione dei tifernati al Regno d’Italia.
Qualche anno dopo tale evento, i nostri concittadini, vollero innalzare un monumento marmoreo a Giuseppe Garibaldi , l’eroe dei due mondi, grati per tutto quello che il “generale” aveva compiuto per l’unificazione della Nazione.
Alla spontanea mozione popolare e operaia che aveva determinato l’innalzamento di tale monumento, piazzato all’ingresso orientale della città, con la sciabola indicante la direzione di Roma, ancora “irredenta”, i monarchici tifernati risposero con il monumento a Vittorio Emanuele II, posto al centro di Piazza di Sopra, allora chiamata Piazza Vitelli.
In seguito i due monumenti furono spostati. Il re Vittorio emigrò nel giardino del cassero e Garibaldi si ritrovò in mezzo a delle aiole, con la sciabola rivolta verso la direzione del cimitero o , se preferite, verso il mare.
Tutta questa premessa per riportare per l’ennesima volta l’attenzione sul
vergognoso stato di degrado in cui è stato abbandonato il monumento a Giuseppe Garibaldi. Tanta è la patina di sudiciume e antichi escrementi di piccioni e uccelli vari che è difficile stabilire con quale materiale l’opera fu, a suo tempo, realizzata. E’ infatti impossibile supporre che sotto tanta sporcizia ci sia del candido marmo di Carrara. Su questo argomento già si è più volte rivolto a chi di dovere anche Dino Marinelli, ma senza nessun riscontro, come del resto tutte le vignette su l’altrapagina che ho invano disegnate.
Intanto sono stati ripuliti e restaurati sia il monumento di Vittorio Emanuele II ,sia quello di Elmo Palazzi in piazza Raffaello Sanzio, con tanto di grande rappresentanza delle Logge cittadine. Ma a me risulta che anche il Beppino nazionale fosse massone. Forse, agli occhi dei “fratelli”,è meno importante.
Nella vicina Sansepolcro, per esempio, i monumenti a Piero della Francesca e Fra Luca Pacioli, sono stati ripuliti da un gruppo di pensionati volontari, con ottimo successo. Non credo, quindi, che ripulire il nostro Eroe possa essere tanto problematico.
A chiusura di queste mie due righe vorrei proporre due suggerimenti:
Nel caso si proceda alla ripulitura della statua, perché non restaurare i quattro fasci littori del basamento, chiaro richiamo alla Repubblica Romana e non, come ha creduto qualche imbecille, al ventennio fascista?
Visto il grande vuoto venutosi a creare in Piazza di Sopra, dopo l’eliminazione del salvagente, non sarebbe il caso trasportarci il Beppino nazionale ? Prima di tutto riprenderebbe la posizione originale, indicando di nuovo Roma. Inoltre rianimerebbe il grigiore della piazza principale della città ( mi ricordo che il dottor Sensini aveva pensato ad una fontana ! )e risolverebbe anche il problema di una eventuale, finanze permettendo, realizzazione di Piazza Burri a Porta Sant’ Egidio.
Il mio è un appello accorato di un castelèno che vuole bene alla sua città, nonostante tutto.
BALDINO
(Ubaldo Mariucci)
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