Flamini (Prc): “I dati Istat sulla produttività chiariscono le responsabilità delle imprese

05/08/2010 15.52.55
Tema: POLITICA
Argomento:
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Perugia - Per l'esponente di rifondazione serve subito il Piano Regionale del Lavoro
I dati dell’Istat sulle serie storiche degli ultimi trenta anni della produttività economica nel nostro paese e nella nostra regione chiariscono come sia assolutamente urgente e necessario un Piano Regionale del Lavoro. Esattamente come ha proposto a più riprese la Cgil dell’Umbria. Basti pensare che la produttività del lavoro italiano, tra l’altro registrando nel periodo 2007-2009 un vero e proprio crollo, negli ultimi 30 anni è cresciuta ad una media annua dell'1,2%. E questo non certo per responsabilità del “fattore lavoro”, che ha di fatto compensato il parassitismo interessato di governi liberisti e antioperai nel non formulare una politica industriale nazionale capace di contrastare precarietà giovanile e disoccupazione. La questione vera è che, mentre il lavoro ha contribuito in maniera pesante alla sopravvivenza del sistema, la capacità delle imprese di creare valore aggiunto sul livello tecnologico ed organizzativo è stato pressoché nullo. Alla faccia delle motivazioni che furono addotte dal capitalismo italiano per sopprimere la scala mobile! I dati certificano che il capitale ha investito in maniera esigua in ricerca e tecnologia e ha lavorato negli ultimi anni, come dimostra l’attuale arroganza di confindustria e Marchionne, per investire in speculazioni finanziarie e per comprimere diritti e salario delle lavoratrici e dei lavoratori. Per questo il sistema pubblico non si può più sottrarre. Tantomeno la Regione dell’Umbria. Occorre che da subito venga predisposto un Piano Regionale del Lavoro, un piano di investimenti in innovazione e ricerca a sostegno dell’occupazione soprattutto nei settori strategici dell’economia regionale per uscire dalla crisi.
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