Nicola Morini/Castello Libera, "Festival delle Nazioni, forte calo di turisti e prestigio"

23/08/2010 15.37.02
Tema: ATTUALITA
Argomento:
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Citta di Castello - Abbiamo perso la metà dei turisti stranieri proprio in un periodo “festivaliero internazionale”
Incredibile ma vero: il periodo del Festival delle Nazioni è quello nel quale avviene il calo stagionale delle presenze turistiche nel nostro territorio. E’ stato sufficiente analizzare nel dettaglio i flussi turistici a cavallo del periodo festivaliero per scoprire l’amara verità. Quello che, almeno in teoria, dovrebbe essere il periodo di maggiore afflusso nella nostra città si rivela essere, al contrario, il punto di esaurimento del turismo estivo.
Esaminiamo i dati giornalieri sulle presenze dei turisti nelle strutture ricettive tifernati nel periodo a cavallo della edizione 2009 del Festival. Si parte dalle 1119 presenze del 20 agosto e si scende subito alle 862 del 26 agosto, giorno di inizio del Festival, fino a toccare quota 580 il 31 agosto e 567 il 2 settembre. In parole povere le presenze turistiche invece di aumentare calano e le nostre strutture si svuotano a fronte di una capacità di 2413 posti letto. E c’è di più: considerando il periodo dal 20 agosto al 08 settembre, dal 2007 al 2009 il calo di arrivi in città è stato di - 19,58% e quello di presenze è stato di -16,33%. Un dato, si badi bene, che è più del doppio della perdita di turisti registrata in questi tre anni in città (- 8,84 di arrivi e – 8,23 di presenze). Si resta senza parole poi di fronte al dato dei “turisti stranieri in fuga” che segnano un – 45,94 di arrivi e un – 49,12 di presenze. Abbiamo perso la metà dei turisti stranieri proprio in un periodo “festivaliero internazionale” che, nei loro confronti, dovrebbe rappresentare il culmine della capacità attrattiva del nostro territorio.
Fuori di dubbio il Festival delle Nazioni continua ad essere l’appuntamento più interessante e culturalmente stimolante di tutta l’estate tifernate. Una buona rassegna ma non certo quell’evento unico e originale che giustifica l’appellativo “Festival”. A questo proposito il dato sul forte calo di turisti è una cartina di tornasole incontrovertibile.
Esimendomi da giudizi sul programma musicale, di cui non sono capace, è lecito interrogarsi sulle responsabilità della “gestione Giubilei”. Lo stesso Presidente ha dichiarato che la cultura non va considerata un costo ma un investimento. Ha anche citato uno studio della Facoltà di Economia dell’Università di Perugia che, prendendo in esame manifestazioni musicali e mostre umbre, dimostra che il risultato economico da esse prodotto è notevolmente superiore all’investimento necessario per realizzarle. Ha dichiarato infine: “investire in Cultura produce riscontri economici diretti e indiretti, soprattutto in un territorio come quello umbro e altotiberino, che già esercita una forte capacità di attrazione sui potenziali visitatori”. Peccato che non sembra essere questo il caso del Festival da lui stesso diretto. “Colpa dei tagli ministeriali” –propaganda Giubilei – ma anche quest’alibi appare un’arma spuntata dopo i recenti interventi governativi.
Credo sia doverosa per i nostri amministratori comunali un’attenta disamina del “caso Festival” del cui empasse sono i principali responsabili. Ecco il motivo della presentazione di una specifica interpellanza nella speranza che i risultati turistici di quest’anno siano decisamente migliori, anche perché sarebbe difficile fare peggio.
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