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giovedì 9 febbraio 2012
     

Sigaro di Cospaia per l'unità d'Italia

25/08/2010 12.47.05

Tema: ATTUALITA

Argomento:

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San Giustino - Buschi: "Bene l'idea di Guasticchi"

ì«L’idea di dare vita ad un nuovo sigaro toscano, rigorosamente con la fascetta ‘tricolore’ denominato Cospaia, per veicolare sia i valori repubblicani che quelli di un territorio a suo tempo libero ed emancipato lanciata ieri dal presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi è assolutamente positiva»: così il sindaco di San Giustino Fabio Buschi torna sulla proposta uscita nel corso della conferenza stampa di presentazione della seconda edizione di «Repubblica di Cospaia - Rievocando una storia di libertà, contrabbando ed emancipazione» che si svolge il 4 e 5 settembre a Cospaia, piccola frazione del Comune di San Giustino. «La creazione del sigaro di Cospaia da lanciare in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia ha un significato importante sia per ribadire il valore dell’unità nazionale _ prosegue Buschi _ oggi più che mai messo a rischio, ma non solo. Non dimentichiamoci che per l’Altotevere la coltura del tabacco ha avuto un valore fondamentale per l’economica, la cultura la tradizione. E’ attorno a questo comparto, indotto compreso, che sono sorte e cresciute aziende sane che hanno dato e stanno dando occupazione a centinaia di persone. Ecco che il sigaro con la fascetta tricolore può assolvere ad una funzione di rilancio della filiera verde, oggi vessata dalle nuove riforme che tendono a limitarne la coltivazione. Un sigaro per l’unità ed anche per innalzare qualitativamente la nostra agricoltura legandola sempre più ad un coefficiente che sia di alta qualità». L’argomento tabacco, che sarà inoltre approfondito nella due giorni di rievocazioni, «si sposa perfettamente con il territorio di Cospaia e la sua storia: per circa 400 anni, dal 1441 al 1826, senza un riconoscimento ufficiale gli abitanti dell’antica repubblica riuscirono a mantenersi liberi ed a sperimentare, per primi, la produzione del tabacco, poi estesa e cresciuta in tutto il territorio dell’Altotevere».

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