Aggredisce la fidanzata per gelosia, finisce nei guai giovane impiegato tifernate

30/08/2010 12.54.11
Tema: CRONACA
Argomento:
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Citta di Castello - La ragazza è ancora in prognosi riservata ma le sue condizioni non sarebbero gravi
E' stata presa a calci e pugni dal fidanzato ma per fortuna è riuscita ad avvertire i Carabinieri poco prima che l'aggressore riuscisse a sfondare il portone d'ingresso dell'abitazione a spallate. Era geloso l'impiegato tifernate che è così finito nei guai dopo l'aggressione verificatasi ieri mattina intorno alle 8,30 in via della Mattonata, in pieno centro a Città di Castello.
La ragazza, 26 anni, titolare di un negozio in città, è stata portata dal 118 all'ospedale per via delle ferite riportate in diverse parti del corpo. La prognosi è ancora riservata ma le sue condizioni non sarebbero gravi, sarà probabilmente sciolta solo nelle prossime ore dopo i vari esami specialistici. Nell'eventualità di una prognosi superiore ai 20 giorni, sarà avviato un procedimento penale con conseguente denuncia per lesioni personali nei confronti del trentenne del quale non sono state fornite le generalità.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti condotta dai carabinieri della Stazione di Città di Castello che stanno svolgendo le indagini, il folle gesto dell'impiegato sarebbe motivato dai sospetti nei confronti della compagna, con la quale aveva una storia d'amore da almeno 4 anni. Un rapporto in realtà ormai in crisi. L'uomo precedentemente incensurato ieri mattina si è presentato all'ingresso dell'abitazione della fidanzata che vive da sola in evidente stato di alterazione. La donna spaventata non gli ha aperto la porta e questo avrebbe indotto il trentenne ormai infuriato, ad entrare con la forza. Dopo una breve discussione l'uomo è passato alla violenza. Qualche minuto dopo sono giunti sul posto i carabinieri del Nucleo radiomobile che hanno salvato la ragazza e condotto l'individuo in caserma, riportandolo alla ragione. Resta da vedere se nei prossimi giorni verranno avviate querele di parte oppure se saranno gli stessi militari a deferire il responsabile dell'aggressione.
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