Libri/ Il Contado Fiesolano

08/12/2011 14.17.51
Tema: CULTURA SPETTACOLO EVENTI
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Toscana - Il bel paesaggio toscano della mezzadria nel libro di Mauro Marrani
Firenze- Dopo la Medaglia d’Oro al Premio Nazionale "Il Brunellesco" del 1970 e dopo il Fiorino d’Oro ottenuto nell’edizione dell’anno successivo dal nostro illustre collaboratore del passato, Giulio Gambassi, dobbiamo oggi, in una sorta di ideale continuità, un altro ambito riconoscimento a Il Contado Fiesolano di Mauro Marrani. Marrani per il suo lavoro è stato infatti premiato con la medaglia di bronzo al Premio Firenze, la cui celebrazione è avvenuta nel Salone dei Cinquecento ad opera del Sindaco Matteo Renzi, sabato scorso.
Grafica European Center of Fine Arts editore di Pagine Nuove di Storia dell’Arte e dell’Architettura, di cui il volume ll Contado Fiesolano è numero speciale, è lieto di promuovere lo studio di Mauro Marrani, a cui vanno le nostre più sentite congratulazioni.
Il volume si incentra sui trascorsi millenari della gestione mezzadrile del territorio rurale fiesolano, che ha ben rappresentato il bel paesaggio agreste della storica “Toscana di Mezzo”, distinta dalle Maremme litoranee, dalle Crete Senesi, dalla fascia montana appenninica. Un contado, quello fiesolano, decantato da poeti e pittori d’ogni tempo e prescelto quale ameno luogo di residenza dalle famiglie notabili di Firenze di ogni tempo.
È una sorta di compendio geografico-storico di un territorio sì limitato nella sua estensione, ma rappresentativo della realtà dell’intera Toscana collinare: quasi duecento pagine, riccamente illustrate da centinaia di fotografie, carte antiche, vecchie aerofotografie, cabrei settecenteschi, opere d’arte storiche e contemporanee, citazioni letterarie dei più insigni personaggi del passato.
Oltre ai numerosi rilievi sul terreno ed alle fonti documentarie reperite in molteplici archivi, nella redazione dei saggi ha avuto un ruolo importante anche la diretta testimonianza di coloro che vissero in prima persona gli ultimi decenni dell’età mezzadrile: il diretto ricordo delle singole esperienze, sebbene “fotografi” un periodo veramente limitato nel tempo, ed ovviamente non anteriore al Novecento, è comunque una fonte di non trascurabile importanza per un approfondimento conoscitivo su una società rurale così devota al proprio ambiente, i cui usi e costumi, di origine spesso angarica, sono giunti quasi indenni attraverso i secoli fino ad oggi.
Ormai pochissimi potranno qui riconoscere qualcosa di già vissuto e di già visto, ed è di tutti l’auspicio che questa pubblicazione possa essere una goccia di memoria, che renda onore in qualche modo al silente lavoro di quella innumerevole folla di uomini e donne, vecchi e bambini, che ha popolato secoli di storia: una schiera di generazioni che, pur nella sua umile condizione al di fuori della Storia ufficiale, è stata artefice indiscussa di un’opera d’arte di proporzioni enormi, oggi, come in passato, decantata in tutto il mondo: il bel paesaggio toscano della mezzadria, felice traguardo dell’azione dell’uomo nel proprio ambiente.
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