Flamini/Prc Perugia: “La Lega prima privatizza e poi strumentalizza Umbra Acque”

30/01/2012 10.58.58
Tema: POLITICA
Argomento:
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Perugia - Replica del PRC alle dichiarazioni del leghista Cirignoni
Rifondazione comunista di Perugia saluta positivamente l'intervento del Presidente di Umbra Acque atto a sospendere l'incasso delle fatture relative alla quota fissa applicata alle bollette di utenti con pozzi ad uso domestico. Siamo certi che questa decisione, oltre ad intervenire su una vicenda sicuramente negativa ed iniqua per gli interessati, possa e debba riaprire una discussione più generale che porti l'Ato competente ad una regolamentazione definitiva della materia e le amministrazioni comunali a verificare nei rispettivi territori la presenza di pozzi abusivi. Detto questo, raccolte firme, petizioni e ricorsi guidati dai “padani nostrani”, oltre ad arrivare fuori tempo massimo, ci lasciano davvero stupiti: proprio loro infatti, i leghisti, cioè coloro che a diverso titolo hanno governato più anni il nostro paese e che oggi provano con qualche assemblea a rifarsi una verginità, sono stati i responsabili della privatizzazione dell'acqua e dei relativi aumenti delle bollette e riduzione degli investimenti. In altri termini, a “Roma ladrona” hanno privatizzato e poi in Umbria, che come noto è una regione del centro Italia e che non si trova in un luogo immaginario chiamato “padania”, reclamano. E poi, Umbra Acque un carrozzone? Di sicuro a noi che continuiamo a proporre la ripubblicizzazione dell'acqua le modalità gestionali della vicenda non hanno destato meraviglia, purtroppo, ma grazie alla politica la soluzione è stata trovata. Chissà, forse che Umbra Acque sia diventata un carrozzone perchè nel suo cda c'è qualcuno che era stato indicato dalla Lega e che ora con la Lega stessa ha qualche problema? Noi pensiamo che nell'immediato, accanto alle proposte concrete avanzate dal nostro capogruppo al comune di Perugia per avviare un percorso di ripubblicizzazione dell'intero ciclo idrico nel rispetto dell'esito referendario, occorra subito la revisione del piano d'ambito fermo da oltre sei anni e la pubblicizzazione delle risultanze dei controlli dell'Ato sugli ultimi otto anni di gestione dell'azienda.
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