L'Italia senza le Province

31/01/2012 16.47.05
Tema: COMUNICAZIONI AMMINISTRATIVE
Argomento:
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Arezzo - Gli interventi degli ospiti della seduta straordinaria del consiglio provinciale
Una ricostruzione storica delle altre circostanze nelle quali l'esistenza della Provincia di Arezzo era stata messa in discussione ha aperto la serie degli interventi degli ospiti al consiglio provinciale aperto sul tema del riordino delle Province. E' stato il professor Luigi Armandi a ricordare in particolare una data: “il 24 gennaio del 1891 ci fu una pubblica assemblea al Teatro Petrarca in difesa della Provincia con una fortissima partecipazione e la mobilitazione dell'intero territorio – ha raccontato Armandi. Non è però questo il primo rischio di abolizione della provincia di Arezzo, perché già nel 1875 fu messa nell'elenco delle 20 che dovevano essere soppresse in tutta Italia. Ricordiamo che anche durante il fascismo ci fu un tentativo di spostare Sansepolcro in Umbria al quale il territorio si ribellò. In sintesi possiamo dire che nel corso degli anni ci sono stati molti attacchi, ma sempre la comunità aretina ha saputo reagire con successo difendendo la sua Provincia”, ha concluso Armandi. La parola è poi passata al responsabile della Rsu aziendale Gino Pitti: “non siamo solo dipendenti, ma anche cittadini pronti ad ogni cambiamento vero e sensato – ha esordito. Gli attacchi al futuro di questo ente alimentano in noi una forte delusione per il contenuto e la scarsa sensibilità dimostrata nell'affrontare un tema così delicato. Ci sentiamo colpiti quando veniamo inclusi nelle campagne demagogiche e fuorvianti, dando in pasto all'opinione pubblica le Province e dimenticandosi troppo spesso che si colpisce una parte della comunità democratica e chi ci lavora con coscienza ed impegno. Noi non siamo fannulloni e, soprattutto, né noi né l'ente che rappresentiamo siamo inutili. Presentiamo quindi oggi un documento come Rsu della Toscana in tutti consigli provinciali della nostra Regione, nel quale riaffermiamo i valori della democrazia e l'importanza del lavoro delle Province nei tanti settori di intervento di competenza dell'ente, i cui lavoratori rappresentano un patrimonio di conoscenza che non può essere disperso”. La parola poi è andata al Sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, che ha lasciato per qualche minuto i lavori del consiglio comunale per poter essere presente in Sala dei Grandi. “Esprimo l'adesione dell'Amministrazione comunale a questa vostra iniziativa – ha affermato Fanfani. Tutto noi veniamo da una cultura profonda delle autonomie locali e sappiamo che ci sono servizi che storicamente appartengono alle amministrazioni comunali ed altri che invece sono stati sempre garantiti a livello sovracomunale. Mi rendo conto che tutta una serie di strutture intermedie vengano considerate esorbitanti, nel numero e nelle proporzioni, ed è necessaria una razionalizzaione anche per evitare tutta una serie di sprechi che è facile attribuire alla politica, ma la risposta a questa domanda è che ci vorrebbe un unico ente intermedio, e cioè la Provincia, che così assumerebbe ancora più ruolo e funzioni”, ha concluso il Sindaco Fanfani. Il Presidente della Camera di Commercio Giovanni Tricca, intervenuto a nome di tutto il sistema economico locale, ha sottolineato come il mondo economico e produttivo aretino abbia sentito l'esigenza di unirsi nell'esprimere questa posizione. “C'è indubbiamente la necessità di riformare lo stato, e c'è anche forte il vento dell'antipolitica, ma credo che in questa riforma si debbano eliminare 7000 enti inutili, che hanno 24000 amministratori, mentre siamo consapevoli che in questa provincia la collaborazione fra enti ha portato dei frutti eccezionali”. Sono stati poi letti ai tanti presenti i messaggi del consigliere regionale Vincenzo Ceccarelli e dell'Onorevole Donella Mattesini e gli interventi degli ospiti sono proseguiti con Gianni Iseppi della Cantina Sociale di Arezzo, che ha ricordato l'esperienza di proficua collaborazione con la Provincia e l'importanza di avere enti collegati con il territorio e con gli operatori economici, i rappresentanti dei partiti politici Nicola Nasca di SeL, Marco Meacci del Pd e Graziano Cipriani del Psi, Rino Giardini della Lega delle Autonomie locali, Bruno Pacini della Cgil Funzione Pubblica, il Dirigente Scolastico Luciano Tagliaferri, che ha affermato che la scuola ha una dimensione provinciale, e solo la Provincia può rappresentarne le esigenze, Lia Vasarri in rappresentanza della conferenza dei Sindaci del Valdarno e Vittorio Baroncini della Uil. Al termine dei lavori del consiglio è stato approvato a maggioranza, con 14 voti favorevoli e 4 contrari, il documento proposto dall'Upi nazionale in occasione dei consigli straordinari di oggi, mentre l'ordine del giorno presentato dal Pdl sull'argomento sarà discusso nella prossima seduta .
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