Centinaia di pensioni a rischio nella provincia di Arezzo

02/02/2012 12.31.11
Tema: POLITICA
Argomento:
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Arezzo - A lanciare l'allarme è il capogruppo provinciale dell'Unione di Centro Simone Palazzo
AREZZO – Il decreto "Salva Italia" emanato dal Governo Monti sta creando nelle sue applicazioni da parte degli Enti una pericolosa disattenzione nei riguardi degli anziani e dei portatori di handicap: a portare alla luce la lacuna, che interessa nella sola provincia di Arezzo centinaia di pensionati e i loro familiari, è Simon Pietro Palazzo, consigliere provinciale dell'Unione di Centro. Uno dei tarli derivanti dall’applicazione del decreto riguarda il sistema pensionistico e la riscossione dei crediti per gli anziani e per i disabili che ricevono la pensione di accompagnamento perché, da Marzo, l'Inps non potrà più pagare in contanti le pensioni che superano i 1000 €. Considerando che la pensione di accompagnamento mensile è di circa 500 € (una cifra necessaria per sopperire alle spese mediche e di cura) e che, se sommata alla pensione maturata, la cifra ricevuta dall'anziano supera il tetto dei 1000 €, si pone il problema su come il beneficiario potrà riscuotere quanto gli spetta. La soluzione individuata dal governo è di fare addebitare tale cifra su un conto corrente bancario o postale, così l'Inps, adeguandosi alle direttive, ha spedito oltre 450.000 lettere in tutta Italia richiedendo ai beneficiari delle pensioni di comunicare le coordinate dove versare i pagamenti (tra queste lettere, 10.000 sono state inviate nella sola provincia di Arezzo). «Qui incontriamo il primo problema perché non tutti gli anziani hanno un conto corrente - spiega Palazzo. - Ma la difficoltà maggiore riguarda quegli anziani che, a causa della vecchiaia o di un particolare tipo di handicap, sono impossibilitati a eseguire le operazioni richieste dall'Inps: come faranno queste persone a ricevere la pensione?».
Il ritiro della pensione, operazione che precedentemente poteva essere eseguita da persone vicine al beneficiario, potrà anche avvenire tramite la firma di un delegato, ma, in questo caso, è necessario richiedere l'autorizzazione del Tribunale per la nomina di un amministratore di sostegno: questa operazione potrebbe richiedere rilevanti costi per il pensionato e tempi che potrebbero andare ben oltre il termine di Marzo. «Finora gli anziani sono stati aiutati dai Delegati, persone care che si recavano allo sportello per ritirare la pensione - continua Palazzo. - Da Marzo questo non sarà più possibile e se l'anziano non sarà in regola con quanto previsto dal decreto potrebbe seriamente rimanere senza pensione e sussidio di accompagnamento, creando gravi problematicità e disagi per le spese mediche e di gestione che si troverà ad affrontare».
Alla luce di tutto questo, Palazzo ha preparato una mozione da presentare al prossimo Consiglio Provinciale con l'obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sull'argomento e di trovare possibili soluzioni. «Con la mia mozione - conclude, - chiederò alla Provincia di appellare il ministero per ricevere risposte chiare e semplificate e, soprattutto, proporrò di allungare il lasso di tempo utile per rendere attive queste nuove pratiche».
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