Sansepolcro - Politica - 13 febbraio 2018

Alessandro Rivi (Lega Nord Sansepolcro): “Regolamento fitofarmaci, inutile cattiveria. Sì al codice etico promosso dalla categorie”

Regolamento fitofarmaci, inutile cattiveria. Sì al codice etico promosso dalla categorie
Con questo regolamento, che ci apprestiamo a discutere prima del consiglio comunale, l’attuale
normativa verrebbe inasprita su importanti aspetti quali tempi, modalità e distanze
Esprimo in questo comunicato la mia posizione sulla questione dei prodotti fitosanitari, al fine di
spiegare al meglio e in modo chiaro la visione del sottoscritto e del mio gruppo politico a riguardo.
Fin da quando, in sede di discussione delle linee programmatiche di questa amministrazione, ho
votato l’emendamento del gruppo consiliare “Movimento 5 Stelle”, che prevedeva la realizzazione
di un regolamento in ambito di prodotti fitosanitari, ho espresso chiaramente che il voto finale
sarebbe stato condizionato da un’unica importante variabile: che lo strumento fosse completamente
concertato con il mondo delle attività produttive e che fosse effettivamente utile per tutela della
salubrità dell’ambiente.
Ho anche dichiarato che avrei lavorato, come componente della commissione regolamenti, a tutto
l’iter di discussione e di realizzazione; nonostante tutto, ritengo che l’audizione delle associazioni di
categoria del mondo agricolo abbia portato importanti elementi di novità, che non dovremmo
trascurare. In quella sede le associazioni di categoria hanno manifestato la volontà di far
sottoscrivere un codice etico a tutti i loro associati, e fin da quel momento ho suggerito in modo
forte di tenere in considerazione questo strumento promosso del mondo degli agricoltori. Appena ho
potuto leggere il codice etico ho riflettuto attentamente, assieme ai componenti del mio movimento
politico, su quella che fosse la migliore soluzione per ottenere un risultato utile e concreto per la
nostra comunità, senza penalizzare nessuna delle “parti in causa” della ormai famosa questione sui
fitosanitari.
Visto l’atteggiamento propositivo del mondo associativo credo che le premesse siano ad oggi
fortemente cambiate. Il mondo degli agricoltori ha accettato di autoregolamentarsi e di venire
incontro alle preoccupazioni dei cittadini in tema di uso sostenibile dei trattamenti fitosanitari. Gli
agricoltori si sono dichiarati disponibili a rispettare in modo stretto e rigoroso le prescrizioni di
legge vigenti a livello nazionale e regionale e questo dovrebbe far riflettere tutti noi. Da parte di
questo mondo, quindi, c’è stata una forte disponibilità a lavorare anche a livello culturale, al loro
interno, cercando di sensibilizzare i propri associati all’adozione di tutte quelle pratiche utili ai fini
della civile convivenza con la popolazione.
Di fronte a questo passo propositivo e risolutivo delle categorie ritengo che sia nostro dovere
rivedere la posizione sin qui tenuta per evitare un aggravio di regolamentazione che andrebbe a
penalizzare tutto il settore.
Ricordiamo che con questo regolamento, che ci apprestiamo a discutere prima del consiglio
comunale, l’attuale normativa verrebbe inasprita su importanti aspetti quali tempi, modalità e
distanze. Infatti nell’ultima bozza di regolamento si legge che:
- “Nel caso di utilizzo di atomizzatori impiegabili per i trattamenti delle colture arboree
quali, ad esempio, vigneti, frutteti e oliveti, solo a distanze superiori a:

a) METRI 80 da parchi e giardini pubblici, campi sportivi, aree ricreative, cortili delle
scuole, strutture sanitarie e socio-assistenziali e luoghi pubblici in genere;
b) METRI 50 dai centri abitati, piste ciclabili e abitazioni in genere;
c) METRI 20 da orti coltivati dove non siano usati prodotti fitosanitari;
d) METRI 50 da percorsi naturalistici e religiosi appositamente segnalati;
e) METRI 20 da strade pubbliche o ad uso pubblico.”
- “È vietato eseguire trattamenti con prodotti fitosanitari e loro coadiuvanti con condizioni di
velocità del vento superiori a m/s (valore 2 della scala di Beaufort – brezza leggera) e con
temperature elevate.
Il divieto si estende anche al caso in cui il terreno sia saturo d’acqua, condizione evidenziata
dalla presenza di ristagni idrici all’interno dell’area da trattare.
Al fine di rendere fruibili le informazioni meteorologiche agli operatori, si può far
riferimento alla competente pagina del servizio fitosanitario regionale nella quale vengono
indicate in tempo reale condizioni atmosferiche quali temperatura, velocità del vento,
umidità relativa/pluviometria.
- È vietato all’operatore e a soggetti terzi di rientrare nel campo trattato per le successive 48
ore al trattamento, dove non diversamente indicato in etichetta, se non provvisto degli
opportuni dispositivi di protezione individuale
Rimane peraltro non chiaro e inevaso anche un ulteriore aspetto: quello dei controlli. Dalla lettura
della bozza risulta che oltre agli organi già competenti per legge - “ ASL, ARPAT Carabinieri e le
competenti autorità regionali e provinciali “ - di fatto tutto il peso sanzionatorio dei controlli
ricadrebbe sugli uffici della “Polizia Municipale.”
Mi domando a questo punto :
- << se l’amministrazione abbia interpellato i nostri uffici “ di polizia” per valutare, assieme
a loro, con quali strumentazioni o competenze siano in grado di accertare eventuali
violazioni >>
- E se viepiù << le unità di polizia a disposizione nella dotazione organica attuale siano
sufficienti, in particolare in corrispondenza del periodo dei trattamenti fitosanitari, per
adempiere a tutte le attività loro competenti comprese quelle di cui gli uffici si fanno carico
nel loro quotidiano senza per contro sovraccaricare la macchina comunale.>>
Con queste premesse appare chiaro che l’intento, peraltro non sottaciuto, che emerge dalla lettura
della bozza di regolamento, perorato anche da ambienti non strettamente di parte, è quello di
“ghettizzare” il mondo dell’agricoltura tradizionale attraverso l’edificazione di un “muro
normativo” fatto di lacci e lacciuoli sempre più stretti e stringenti.
Ritengo invece che si debba procedere in una direzione opposta a quella sin qui tenuta: ovverosia
lavorare sul controllo del territorio con la cooperazione del Corpo dei Carabinieri Forestali, della
Asl e di tutti i soggetti professionalmente competenti in tema di fitosanitari. Lasciando pertanto a
questi soggetti , e non ad altri, il controllo sanzionatorio.
Tutto quanto premesso, il mio gruppo dichiara la volontà di abbandonare il progetto per la stesura
del regolamento dei fitofarmaci, con la speranza che l’impianto di autoregolamentazione promosso

dalle categorie sia uno strumento utile per un sano confronto fra le legittime istanze di salubrità,
promesse dalle associazioni legate all’ambiente, con quelle non contrastanti che provengono
dall’imprenditoria agricola oggi più che mai, quest’ultima, sensibile al tema del benessere
collettivo.

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