Città di Castello - Consiglio Comunale - 15 ottobre 2018

Comunicazioni: centenario franchettiano e marcia della pace

Il comune di Città di Castello in occasione dell’anniversario della morte del barone Leopoldo Franchetti, nell’ambito del centenario, domenica 4 novembre si recherà in visita al cimitero acattolico di Roma dove si trova la sepoltura del barone: lo ha annunciato al consiglio comunale di lunedì 8 ottobre il vicesindaco e assessore alla Cultura Michele Bettarelli, sottolineando come l’iniziativa, anche per il trasporto organizzato, sarà aperta ai consiglieri, invitandoli a partecipare.

Valerio Mancini, consigliere della Lega, sull’adesione del comune di Città di Castello alla Marcia della Pace Perugia-Assisi, ha chiesto ragione delle motivazioni che “hanno spinto l’Amministrazione a partecipare dopo che ha assunto le caratteristiche unidirezionale e politicizzate. Oggi apprendiamo che alcuni esponenti hanno attaccato il ministro dell’Interno, contro i fascisti. Gli illuminati marciatori accusavano un’altra parte degli umbri che fosse per la guerra. Per la prima volta nella ricorrenza di San Francesco non ha manifestato l’invito ai consiglieri regionali, non era mai successo. Negando tale invito agli ex sindaci. Manderò una lettera molto dura all’attuale sindaco. Detto questo, la manifestazione motivava un’appartenenza politica e ne escludeva un’altra. Le foto che girano su internet dimostrano che tra i partecipanti c’è una chiara appartenenza ideologizzata”. Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, ha detto di “aver partecipato non contro qualcuno. La marcia ha una storia lunga e padri istitutori che non hanno paura di essere strumentalizzati. Ho apprezzato la partecipazione del Gonfalone del Comune, che, a differenza di altri, ha deciso di esserci. Non era contro qualcuno ma verso politiche che acuiscono le disuguaglianze. I valori erano equità sociale e solidarietà e semmai io chiedo una maggiore coerenza non certo una giustificazione per esserci stato in un evento di portata internazionale. Perchè non ha aderito allo Sprar il nostro Comune?”. Gaetano Zucchini, capogruppo del PD, ha ringraziato per la partecipazione Arcaleni: “Ho partecipato anch’io come rappresentante del Comune. La vostra strategia, Mancini, vi si ritorcerà contro. Si chiama marcia della pace perché viene da Aldo Capitini, che si è battuto per la non-violenza gandhiana in tempi non sospetti. Erano in 100mila, 10mila giovani, scuole, volontariato, il mondo laico e cattolico, quando la gente sfila per la pace per decenni, cambiano i tempi ma la pace serve anche adesso: accoglienza, tematiche delle migrazioni sono i temi di oggi. Voi sarete i fautori di un dietro front del consenso. Anch’io chiedo un commento del presidente. Perchè il Comune non avrebbe dovuto esserci? Mi auguro che questa esperienza possa far parte anche del vostro bagaglio”. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha osservato: “Siamo riusciti a litigare anche sulla pace. Dispiace, però: sono favorevole a sensibilizzare la gente verso le tematiche mondiali ma io non sono mai andato perché ci sono gruppi che anziché unire cercano di dividere con slogan, bandiere non appropriati. Mancini ha richiamato ai valori fondanti di Capitini, unità e non divisione. Vedersi non invitati, non considerati, come reietti da coloro che organizzano non è un bel modo. Bisogna liberarsi da simbologia politica e marciare nel bene comune per dare un futuro migliore all’umanità. Invece i conflitti sono in crescita, come richiama lo stesso Papa: vengono aumentati da chi vorrebbe spegnerli. Se la prossima volta ci sarà un coinvolgimento di tutte le parti politiche, forse ci sarebbe un miglioramento”. Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle: “Sono d’accordo con Sassolini, anche oggi siamo stati ipocriti. Dentro la pace non deve esserci una contrapposizione. Chi bandisce una marcia per la pace, partendo dal presupposto di creare differenze tra più o meno puri, fascisti, non fa il bene della pace. Respingo da parte della maggioranza qualsiasi scusa di voler usare determinati temi per la propaganda politica, che non corrisponde all’opinione dei cittadini”. Il presidente del Consiglio Vincenzo Tofanelli ha citato la delibera di adesione “nell’ambito del Coordinamento enti locali per la pace. Sono stato onorato di partecipare, ho sfilato con la fascia tricolore e non ho visto tante bandiere di parte. I valori della solidarietà e della pace sono universali e legati alla democrazia di un popolo. Non ho fatto polemica né dichiarazioni”.

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