Emergenza rifiuti: Castello Cambia “una guerra provocata dal fallimento del piano regionale”

"L’atto che il Consiglio comunale ha approvato a maggioranza il 7 dicembre per permettere a SOGEPU di contrattualizzare un nuovo conferimento rifiuti dall’ATO 2 fino al 21 gennaio è un passo indietro rispetto alla precedente delibera che prevedeva il “soccorso” fino al 31 dicembre.

Quello che la maggioranza vuol far passare come un atto di forza e responsabilità, in realtà evidenzia ancora una volta che se AURI dispone, Castello ubbidisce: dopo che l’organismo regionale infatti ha derogato la data del 31 dicembre, a Castello non è rimasto che cedere, tentando di coprirsi con la foglia di fico di un atto che nei fatti si adegua autorizzando il conferimento fino al 21 gennaio come disposto da AURI.

Non si comprendono i toni trionfalistici del Sindaco che pare intestarsi sia la sospensione che la concessione della proroga, quando non è così e quando, soprattutto, era già chiaro che Borgogiglione sarebbe stata riaperta, dato che il procedimento era in dirittura d’arrivo dentro gli uffici regionali: semmai l’assessore all’Ambiente deve spiegare e stanare i responsabili di questi ritardi, siano essi i proprietari o i gestori di tale sito, dove, secondo la relazione del Prof.re Manassero, potevano essere conferite fin dall’ottobre scorso 47 mila tonnellate di rifiuti senza che queste provocassero alcun danno all’assetto della discarica. Perché non è avvenuto?

L’ultimo accordo prevedeva inoltre che una parte di questi andassero ad Orvieto, alla discarica le Crete: quanti ne sono stati conferiti? A queste nostre domande in Consiglio non è stata data nessuna risposta, cosi come non è stata data risposta del quantitativo conferito a Belladanza nella fase di proroga fino al 31 Dicembre scorso da parte di GESENU.

Si vuol far credere che la guerra dei rifiuti umbri abbia vincitori tifernati e vinti perugini, ma è solo un’illusione: per ora, ha solo perdenti. Perde Città di Castello perché vedrà riempirsi ancora di più la “propria” discarica, perdono gli umbri perché quest’ultima emergenza conferma in primis che il “Piano Regionale dei Rifiuti” è fallito da un pezzo e, senza soluzioni di lungo respiro, i danni saranno sempre maggiori e per tutti.

Questa “guerra” ha confermato ulteriormente l’incapacità della Regione, tramite l’assessore competente, di intervenire nei processi di programmazione, cosa che avrebbe scongiurato l’attuale fase emergenziale e i ritardi accumulati.

E se guardiamo “in casa nostra” altri problemi potrebbero presto affacciarsi: nella previsione di gestione, la discarica di Belladanza avrebbe dovuto garantire 12-13 anni di servizio e invece solo dopo due anni è già al 45% della sua capacità; oltre a ciò il Piano di impresa che il Consiglio tifernate ha deliberato per SOGEPU è stato ampiamente disatteso: a quando la sua revisione, anche alla luce del fatto che l'accordo ( scaduto il 31/12/2018) con la VUS di Foligno ha portato in discarica più di 42 mila tonnellate di rifiuti, molti di più di quanto previsti?

 

La volontà di riaffermare una autonomia gestionale dei rifiuti da parte del Comune di Città di Castello necessita di una nuova disponibilità dell'amministrazione a confrontarsi sulla programmazione e gestione di SOGEPU e di discutere di questa azienda in termini trasparenti anche in ottemperanza alla Legge Madia attualmente totalmente disattesa e ignorata nei suoi contenuti di gestione, per assimilarla alla pubblica amministrazione, come anche la stessa giunta ha indicato nelle linee di indirizzo di gestione delle partecipate.

Inoltre serve una verifica finanziaria che garantisca (visti i risultati finanziari dovuti ad un conferimento massiccio di rifiuti in discarica di 210.000 tonnellate in 23 mesi con un introito finanziario di circa 10.500,00 milioni di euro) agli utenti con una ulteriore e forte diminuzione delle tariffe per l'anno 2019".