Umbria - Attualità - 19 maggio 2017

Foligno – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alle celebrazioni dei 25 anni di Nemetria

"Grande intuizione collegare le comunità locali all'economia"

La seconda visita in terra umbra nel volgere di pochi mesi del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha coinciso con il venticinquennale di Nemetria, l'associazione culturale nata a Foligno nel 1987 dalla volontà dl Leonello Radi, recentemente scomparso. Ad accoglierlo nell'Auditorium San Domenico, ringraziando il Capo dello Stato dell'onore tributato all'Umbria, sono stati la Presidente della Regione, Catiuscia Marini, il sindaco di Foligno e Presidente della Provincia di Perugia, Nando Mismetti, il presidente di Nemetria Giuseppe De Rita. In platea una nutrita rappresentanza dei sindaci umbri e numerosi rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose.
"Collegare le comunità locali ai temi dell'economia - ha sottolineato Mattarella – è stata una grande intuizione tanto più valida oggi con la crisi che ha portato alla distorsione dei comportamenti. L'etica deve tornare ad essere l'asse portante della società che deve puntare alla solidarietà, all'inclusione e che non può limitarsi al rispetto delle regole che sono comunque importanti, ma non sufficienti".
"Nemetria - ha sottolineato la Presidente Marini - dalla sua nascita pone all'attenzione nazionale e internazionale temi legati ai cambiamenti, alle sfide, ai valori etici e morali che dai territori si confrontano con la globalizzazione con l'obiettivo di garantire crescita e sviluppo". Ha quindi ricordato il difficile momento che sta vivendo una parte dell'Umbria colpita duramente dal terremoto che però ha voglia di rinascere perché "come Nemetria che è sempre un passo avanti così queste terre non vogliono perdere le radici". Concetti ripresi dal Presidente Mismetti: "Oggi più che mai è importante avere un'idea di sviluppo capace di attenuare le crescenti disuguaglianze, condizione essenziale per la dignità delle persone e per la tenuta della società democratica. In un mondo segnato dalle sperequazioni proprio dalle comunità locali arriva il messaggio di solidarietà ed accoglienza. Foligno ricorda con gratitudine la solidarietà che durante il terremoto del 1997 giunse da tutti i comuni italiani e dall'estero. La città era in ginocchio, oggi si è rialzata e possiamo dire che abbiamo ricostruito bene. Il terremoto del 2016 ci ha sfiorato, nonostante ciò abbiamo 500 edifici inagibili, ma da quella esperienza sappiamo che si può tornare anche più forti di prima. Con questo pensiero, auspico ai colleghi sindaci dell'area del cratere che possano ricostruire e rialzarsi come abbiamo fatto noi". Profonde riflessioni sul lungo cammino percorso da Nemetria dalla sua nascita sono stare espresse dal Presidente De Rita che Leonello Radi volle accanto a sé da subito. Ha ricordato come negli anni Novanta la comunità fosse forte: "Dava senso ed etica. Creava ricchezza anche perché praticava la coesione sociale con la voglia di sostenere i piccoli imprenditori. Gli anni 2000 la comunità si è rinserrata, chiusa in se stessa anche in aree coese come in Umbria. Negli individui ha prevalso la paura di non farcela e quindi ognun per sé e Dio per tutti. La sfida che ci attende è stimolare la voglia di investire su se stessi, di rischiare, di vincere e di sfidare. L'etica moderna deve essere quella delle scelte e non di accontentarsi".
Il Presidente Mattarella ha proseguito la sua visita in Umbria a Spello per ammirare i mosaici appartenenti recentemente restaurati.
Intanto a Foligno la conferenza di Nemetria è proseguita sul tema specifico: “Le comunità locali, investimenti, redistribuzione” con la presenza di autorevoli relatori quali Maria Bianca Farina, presidente di Poste Italia e dell’Associazione nazionale imprese assicuratrici, il direttore generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi; il presidente dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, Giovanni Petruzzella, il re del cachemir, Brunello Cucinelli e il presidente della “Ferrero” Franco Paolo Fulci.

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