Sansepolcro - Politica - 11 ottobre 2018

Opposizioni a Sansepolcro: tra demagogia, ambiguità e vuoto di idee. Riflessione del movimento“Cittadini per Sansepolcro” relativa al trasferimento del Polittico di Piero.

"E’ noto a tutti il recente episodio che ha coinvolto il nostro Museo Civico, cioè la richiesta di prestito del Polittico della Misericordia da parte dell’Ermitage di San Pietroburgo, che organizzerà nei prossimi mesi una grande mostra internazionale su Piero della Francesca.

Il movimento “Cittadini per Sansepolcro” condivide il diffuso rammarico di tanti borghesi per l’occasione persa, a causa del diniego del ministero dei beni culturali: oltre ad un’interessante offerta economica, l’Ermitageavrebbe dato la possibilità al nostro museo di esporre  l’anno prossimo un’ opera di Leonardo, proprio in occasione delle celebrazioni per il cinquecentesimo anniversario della sua morte.  

Questo episodio però evidenzia la lungimiranza dell’Amministrazione e il tentativo concreto di provare a fare qualcosa. Il nostro movimento intende riflettere, e far riflettere, sull’assenza nelle forze politiche locali di opposizione, di concrete prospettive in ambito culturale: nulla, al di là di frasi fatte, luoghi comuni, affermazioni generiche ed astratte sulla necessità del rilancio culturale e turistico di Sansepolcro. 

Ciò è emerso in modo molto evidente nel dibattito che si è svolto il primo Ottobre in Consiglio Comunale.

Forza Italia è apparsa totalmente disinformata in materia, tanto da sollecitare un’indagine sullo stato di conservazione del Polittico della Misericordia, quando l’opera è stata oggetto di un lungo restauro che si è concluso solo cinque anni fa. Eppure il consigliere Giunti ha più volte perorato, anche a proposito del secondo ponte sul Tevere, la causa della “valorizzazione delle colline di Piero”.

Sorprende anche l’intervento della Lega, che è risultato vago e ininfluente ai fini del dibattito. Forse il suo giovane consigliere non voleva contrapporsi al pentastellato compagno di governo?

Quanto al partito Democratico, i suoi consiglieri non sono stati capaci di sfuggireall’ambiguità e alla contraddittorietà delle scelte del partito: ricordiamo tutti il viaggio dello scomparto centrale del Polittico verso Forlì. C’è allora da chiedersi: come avrebbe risposto il PD all’allettante proposta dell’Ermitage, se fosse stato ancora al governo della città?

Non sarebbe nemmeno degno di citazione il tentativo del movimento Cinque Stelle di difendere la sciagurata iniziativa di rivolgersi, attraverso i propri rappresentanti nazionali, ma senza alcuna intesa con il sindaco, allo stesso Ministero dei Beni Culturali “per avere informazioni”.

E’ disarmante la loro ingenua e utopistica visione politica, non solo in merito al prestito dell’opera, ma più in generale, alla prospettiva culturale da offrire a Sansepolcro: come può proporre il consigliere Giorni, come strategia di rilancio turistico,l’organizzazione di una “grande mostra”delle opere di Piero nella nostra città? Anche a voler trascurare l’illogica e assurda pretesa di ricevere opere in prestito senza mai darne, dobbiamo chiederci: quanto costerebbe una simile iniziativa? Con quali risorse e competenze potremmo realizzare un’impresa così ambiziosa? Ricordiamoci che il Museo Civico di Sansepolcro non dispone neanche di un adeguato impianto di climatizzazione, che sarebbe peraltro stato realizzato con i soldi ricavati dal prestito all’Ermitage. È tutto qui ciò che le opposizioni hanno da proporre?

Più in generale ci chiediamo: quando saremo in grado di uscire dalla solite retoriche enunciazioni sulla necessità di dare uno slancio decisivo allo sviluppo culturale e turistico della nostra città, per scendere, finalmente, nel mondo reale e nella concretezza amministrativa?"

 

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