Umbria - Politica - 11 ottobre 2017

Rifondazione comunista dell’Umbria: “Il nuovo aumento dell’età pensionabile è inaccettabile: pieno appoggio alla mobilitazione dei sindacati”

Per sabato 14 ottobre, Cgil Cisl e Uil hanno promosso una manifestazione unitaria nazionale con presìdi davanti a tutte le Prefetture d’Italia. L'obiettivo della mobilitazione è quello di ottenere cambiamenti nella Legge di Bilancio in materia di previdenza, welfare e sviluppo, occupazione. Rifondazione comunista dell'Umbria sostiene le mobilitazioni e proprio da sabato 14 ottobre inizierà a lavorare anche in Umbria alla campagna lanciata dal nostro partito a livello nazionale contro l'ennesimo aumento dell'età pensionabile.

Infatti se non interverrà una modifica immediata delle norme esistenti, l'età pensionabile aumenterà di altri 5 mesi e raggiungerà i 67 anni dal 2019. Per le lavoratrici dipendenti del settore privato che fino al 31 dicembre 2017 hanno l'accesso alla pensione di vecchiaia a 65 anni e 7 mesi, l'aumento sarà in realtà di 1 anno e 5 mesi. L'innalzamento proseguirà poi per tutte e tutti, per arrivare a 70 anni. Questi sono gli effetti reali della Legge Fornero, effetti pesantissimi che vanno a sommarsi a quelli del Jobs Act e che sono ancora più drammatici per le donne, che continuano ad avere percorsi lavorativi discontinui e pochi contributi, e per i giovani, gli stessi che a causa dell'innalzamento dell'età pensionabile continueranno a restare fuori dal mondo del lavoro. Del resto non è vero che i soldi non ci sono. Il rapporto tra contributi versati e pensioni erogate, al netto dell'assistenza e delle tasse è in attivo dal 1996. Nel 2015 questo attivo è stato di oltre 25 miliardi. Non solo: con le risorse date alle imprese per le riduzioni di lrap e Ires (la tassa sui profitti) si sarebbe potuto cancellare la legge Fornero, così come con un tetto a 5000 euro alle pensioni d'oro si potrebbero recuperare la metà delle risorse che sono derivate dalla controriforma. Per parte nostra e proprio a partire dall'Umbria, una regione martoriata dalle leggi sul lavoro targate PD, da licenziamenti, crisi industriali, allargamento delle povertà, ci sentiamo impegnati a costruire l'unità di tutte le forze che si battono per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, per la giustizia e l'uguaglianza, contro chi in questi anni ha fatto solo gli interessi della speculazione finanziaria.

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