Città di Castello - Equitazione - 14 settembre 2018

Il “signore” dei cavalli – riconoscimento del comune a Riccardo Gualdani fra i fondatori della mostra protagonista con il suo binocolo in tutti gli ippodromi d’Italia: ha visto correre e accarezzato Tornese, Ribot, Varenne e Via Lattea la cavallina dei miracoli

Il “signore” dell’ippica, personaggio d’altri tempi con la passione innata per i cavalli e le manifestazioni equestri. Riconoscimento ufficiale del comune di Città di Castello al cavalier Riccardo Gualdani: consegnata una targa ricordo con i simboli della città. “Fra i fondatori della mostra nazionale del cavallo per la passione, competenza e senso di appartenenza alla comunità tifernate e alle sue manifestazioni”, questa è la motivazione ufficiale impressa nella targa che, il sindaco Luciano Bacchetta, attraverso l’assessore allo sport, Massimo Massetti, al presidente della Mostra Nazionale del Cavallo, Domenico Duranti, alla Presidente Regionale della Fise Umbria, Mirella Bianconi Ponti ha consegnato al personaggio simbolo dell’ippica e del mondo di cavallo, fra i fondatori 51 anni fa della mostra. La Mostra Nazionale del Cavallo di Città di Castello è tra le più antiche manifestazioni equestri d'Italia. Le origini ci riconducono al medioevo, e precisamente al 1032, quando in onore del patrono San Florido furono promulgate solenni festività che prevedevano due fiere di merci e di bestiame, giostre, palii e corse di cavalli berberi. Dopo una breve sospensione nel periodo post-bellico, la manifestazione riprese vigore negli anni '50 fino a quando, nel 1967, con delibera del Consiglio Comunale, nacque l'attuale 'Mostra Nazionale del Cavallo'. Proprio agli albori della manifestazione il cavalier Riccardo Gualdani accanto all’avvocato, Dante Gaggi, al commendator Mario Biagioni ed altri imprenditori e appassionati di cavalli di allora ne prese le redini riuscendo a farla crescere edizione dopo edizione e per un periodo a guidarla con successo come presidente per poi passare il testimone ad altri che si sono succeduti al vertice della prestigiosa manifestazione. Classe 1927, tifernate “doc”, Riccardo Gualdani, a 18 anni ha avviato l’attività commerciale nel cuore della città, in Piazza Fanti, con la vendita di tessuti e biancheria. Sempre con i quotidiani locali e sportivi sotto osservazione (appassionato oltre che delle corse dei cavalli anche di calcio e ciclismo), appena gli impegni di lavoro glielo consentivano condivideva con la moglie, Anna Colcelli e con le figlie gemelle Patrizia e Daniela (note giocatrici di volley) la passione per i cavalli. Di casa all’ippodromo “Savio” di Cesena, con l’immancabile binocolo in tribuna ad assistere alle corse e ad ogni edizione del Campionato Europeo di Trotto in pista accanto agli amici di sempre il presidente della Hippogroup, Tomaso Grassi, il direttore generale, Marco Rondoni e i compianti cavaliere Bruno Pasini e avvocato Augusto Calzolari. Da Cesena a Milano, da Montecatini a Tordivalle, da Agnano a Merano, dal trotto al galoppo, non c’è ippodromo in Italia che non abbia visto protagonista il “gentleman” tifernate, sempre impeccabile con giacca e cravatta a promuovere la sua creatura, quella mostra nazionale del cavallo per cui si è spesso tutta una vita con orgoglio e senso di appartenenza. Ha visto correre e accarezzato i “mostri sacri” che hanno fatto la storia dell’ippica, di trotto e galoppo, Tornese, Ribot, Delfo e il “capitano” Varenne fino ai fuoriclasse dell’amico allevatore di Assisi, Sergio Carfagna e padre Danilo Reverberi, con Iglesias, Irina e Via Lattea la cavallina “bianca” dei miracoli” che ha centrato per ben due volte il podio più alto in America. Ha ricevuto il giusto riconoscimento istituzionale nella sua abitazione dove si è ritirato a vita privata dal 2014 per problemi di salute. Accanto ai rappresentanti istituzionali di comune, Mostra del Cavallo e Fise c’era anche l’imprenditore, Giuseppe Ponti, amico fraterno con cui ha condiviso tanti successi dei propri cavalli della scuderia, Ippica Caldese (Lady Raf e Dardo su tutti a Capannelle con gli allenatori, Ersilio Bietolini e Fabrizio Camici) proprio con il cavaliere Gualdani nelle vesti di esperto team manager. “Riccardo Gualdani, rappresenta per Città di Castello, per la nostra comunità e per il mondo del cavallo, dello sport e dell’ippica in particolare un esempio da imitare, un riferimento per tutti noi che abbiamo a cuore le sorti della tradizione equestre che hanno sempre contraddistinto la storia della città. Grazie Riccardo siamo orgogliosi di aver partecipato a questo incontro con te e la tua splendida famiglia”, è quanto dichiarato dall’assessore allo Sport, Massimo Massetti al termine della sentita cerimonia di consegna del premio fra i cimeli, i trofei, i riconoscimenti e le foto che il cavalier Riccardo Gualdani custodisce gelosamente nella propria abitazione.

»Iscriviti alla nostra newsletter!«