Città di Castello - Attualità - 11 febbraio 2019

Testamento biologico e assistenza alla fine naturale della vita, se ne è parlato nella sala consiliare tifernate, lo scorso sabato 9 febbraio 2019

 

Si è svolto lo scorso sabato 9 febbraio, con grande partecipazione di pubblico il convegno “Testamento biologico e assistenza alla fine naturale della vita”, organizzato dalla sezione tifernate dell’AMMI (Associazione Mogli Medici Italiani) presso la Sala Consiliare del Comune di Città di Castello.
In una sala gremita di gente, oltre duecento presente, alla presenza del presidente dell’associazione, Benedetta Bellini, del Sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta e dell’Assessore alle Politiche Sociali Luciana Bassini, si è riflettuto, assieme ai vari soggetti interessati, sulle delicate tematiche del fine vita dal punto di vista medico, giuridico e spirituale.

Gli argomenti affrontati sono stati esposti con grande chiarezza e professionalità da Graziano Conti, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Perugia, Francesco Loschi, Magistrato del Tribunale di Perugia e Andrea Czortek, Professore di Storia della Chiesa e Parroco.

Il dibattito sull'etica di fine vita è stato condizionato in questi anni da una forte carica emotiva in relazione a vari casi di cui si è parlato molto (Englaro, Welby, Dj Fabo… ) con il risultato che si sono accentuate le contrapposizioni ideologiche, culturali e religiose, già di per sé difficilmente conciliabili.
Un tema a cavallo tra scienza ed etica, che parte dalla legge sul testamento biologico (legge n. 219 del 22 dicembre 2017), in vigore in Italia dal 31 gennaio 2018, la quale ribadisce il principio per cui nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata.
Il cuore della legge è l’introduzione della disciplina delle DAT, (Disposizioni Anticipate di Trattamento), con le quali le persone possono dare indicazioni sui trattamenti sanitari da ricevere o da rifiutare nei casi in cui si trovassero in condizioni di incapacità.
L’incontro ha dato dunque un contributo per una riflessione e una discussione seria, serena e costruttiva.
Si è cercato di comprendere meglio la legge 219 con Graziano Conti che ne ha analizzato i 10 punti cardine, arrivando alla conclusione che si tratta di una buona legge che porta però con sé ancora alcune lacune e che mette in primo piano il rapporto medico/paziente. Rapporto in cui sono fondamentali l’autonomia decisionale (libera e informata) del paziente e la competenza del medico, determinata dalla sue conoscenze, dalla sua capacità di attuarle nel presente e dai comportamenti che egli assume.
Ci deve essere dunque una relazione completa fra i due soggetti che permetta di avere un bilanciamento fra il diritto del paziente di decidere della propria vita e la funzione di garanzia del medico.
… perché la vita non è solo respiro e battito del cuore, ma è anche sentimenti e storia di vita passata.

Con Francesco Loschi si è invece parlato del ruolo che i giudici hanno nel prendere decisioni in base a questa legge. Decisioni che si rifanno ogni volta ai principi costituzionali, lasciando ovviamente da parte le proprie convinzioni.
Loschi ha analizzato dal punto di vista giuridico, con grande chiarezza e competenza, i 3 casi italiani più discussi (Dj Fabo, Piergiorgio Welby ed Eluana Englaro) sottolineando che, se seppur apparentemente “simili”, si trattava di casi molto diversi fra loro. Mentre per Welby ed Englaro abbiamo assistito all’interruzione di trattamenti sanitari, Dj Fabo, agli inizi del 2017 ha scelto l’eutanasia (tutt’ora vietata in Italia) facendosi accompagnare in Svizzera da Marco Cappato, esponente dell’associazione Coscioni e da sempre vicino alla causa del dj milanese. L’attivista, accusato di aiuto al suicidio (reato previsto dall'articolo 580 del codice penale che prevede una pena dai 5 ai 12 anni di carcere) è ancora sotto processo.

Andrea Czortek, da studioso e da parroco, ha infine detto che ogni vita umana è il riflesso della vita di Dio… per sempre. La vita dunque non ha realmente termine e la vicinanza al malato terminale non è che l’accompagnamento verso l’incontro con Dio e nel curare un malato c’è bisogno di professionalità e tenerezza. E l’etica? La religione cattolica è contro l’accanimento terapeutico, quindi, ove è legittimo, è a favore della sospensione dei trattamenti. Ciò che non è etico è l’eutanasia.

L'A.M.M.I. “Associazione Mogli Medici Italiani” organizza ogni anno un Seminario Nazionale su argomenti di rilevante interesse scientifico e su un tema nazionale che viene indicato e discusso con tavole rotonde e conferenze dalle circa 64 sezioni italiane che contano circa 3.000 socie.

La sezione di Città di Castello ad oggi vede 31 associate che si sono ritrovate a condividere gli stessi obiettivi: finanziare la ricerca in campo medico, promuovere una corretta educazione e prevenzione sanitaria nel nostro territorio.

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