Umbertide - Politica - 15 aprile 2018

Umbertide cambia: “noi siamo innovazione, il PD conservazione”

Forma e sostanza. Il cambiamento in politica è tale se entrambi questi aspetti trovano soluzioni e significati diversi. Proviamo a spiegare perchè il PD ad Umbertide è solo continuità e conservazione.

La forma. Il PD scarica sulla precedente Amministrazione comunale le sue diatribe interne poi esce sconfitto dalle politiche, ma di fatto non cambia. Non ci sono state dimissioni dei vertici dell’apparato di partito. Anzi. La Segretaria, Lucia Ranuncoli, resta in carica e verrà molto probabilmente ricandidata per il Consiglio Comunale. La Presidente dell’Unione comunale, Paola Avorio, è candidata a Sindaco. Se questo è rinnovamento! Di quale logica sono frutto queste decisioni: di una “rivoluzione” interna o piuttosto di un accordo tra i soliti decisori, Giulietti e Guasticchi? Se vogliamo essere onesti e corretti nei confronti dei cittadini questa seconda verità bisogna ammetterla. E non è un giudizio di valore sulle persone, ma una descrizione oggettiva della condizione di continuità che caratterizza il partito.

La sostanza. Aprendo la campagna elettorale il candidato sindaco del PD dice di voler fare tutto ciò che gli amministratori dello stesso PD non hanno fatto finora stando al governo della città. Di fatto sostiene le ragioni di una opposizione che si è vista bocciare in Consiglio Comunale tutte le proposte che adesso il nuovo candidato sindaco fa sue. Credibile? Un esempio, la totale confusone sulla Moschea. Nuova proposta del PD: costruire un centro Islamico più piccolo riservato ai soli residenti. A parte la necessità di modificare una autorizzazione edilizia già concessa e l’illegittima limitazione del diritto personale di un cittadino di Montone o Milano, che facciamo, mettiamo una “dogana” all’entrata per controllare i documenti? Ancora una volta si perde di vista il cuore del problema, che da una parte è la legittimità della realizzazione di una struttura adibita a culto su quel terreno, dall’altra è il confronto civile e culturale che occorre prima sviluppare con la comunità islamica ed in generale le comunità straniere. Questo intendiamo proponendo il blocco della Moschea ed un nuovo patto di cittadinanza. Fermiamoci e ridefiniamo le condizioni di trasparenza, legalità, sicurezza, responsabilità, convivenza necessarie ed un nuovo sistema di relazioni civili con la comunità islamica e le comunità straniere.

Ma la Moschea non può essere il tema principale della campagna elettorale. Altre sono le priorità: lavoro, sicurezza e legalità, sostegno alle persone ed alle famiglie, infrastrutture ed iniziative per lo sviluppo della città. Su questi temi sono concentrate le nostre attenzioni.

La forma diventa poi sostanza nello stile di governo. Trasparenza, partecipazione, libertà. Per noi non sono punti programmatici, ma elementi del nostro DNA, principi base dei nostri comportamenti quotidiani che diventeranno caratteristiche fondamentali del nostro modello amministrativo. In totale discontinuità con quel sistema di controllo che, dopo 70 anni, ormai irrimediabilmente malato, abbiamo fatto cadere, con responsabilità istituzionale, coerenza e coraggio politico, restituendo la scelta ai cittadini attraverso il voto di giugno. La sfida sarà tra innovazione e conservazione. Noi vogliamo liberare Umbertide.

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